Le parole di Renzi sulla ola al funerale? “Non capisco con che faccia parli ancora”. La relazione dei periti del ministero? “Quanta rabbia ho provato”. E il decreto fantasma del governo, le mille promesse dei ministri? “Ora basta parole”. Egle Possetti nella tragedia del ponte ha perso una sorella, due nipoti e il cognato. Abitavano vicini, a Pinerolo. Egle non vuole polemiche, fa uno sforzo fisico per sostenere la propria voce.
Ha paura di arrendersi?
Io per anni ho fatto politica, ero consigliera comunale. Poi ho deciso di smettere, non ci credevo più. Ma adesso è come se mia sorella mi avesse richiamato a impegnarmi. Dobbiamo scoprire la verità sul Morandi. E noi parenti delle vittime dobbiamo restare uniti, perché tra due mesi nessuno parlerà più dei nostri morti.
Lei martedì ha deciso di essere presente all’incidente probatorio di Genova. Perché?
C’erano pochi parenti. Ma il nostro avvocato ha detto che poteva essere importante. E noi siamo andati, anche se è stato doloroso. La cosa più squallida è stato vedere che quasi tutti gli indagati non sono venuti. C’erano solo i loro avvocati, i periti. In aula ho visto gente che rideva e faceva battute a due passi da noi parenti.
Non crede più che possa essere fatta giustizia?
Ho fiducia nel gip e nei pm, negli investigatori. Lavorano giorno e notte, un pugno di persone contro un esercito di avvocati tutti eleganti.
Intanto fuori dall’aula crescono le polemiche. Renzi in tv ha detto: “Hanno organizzato (Lega e M5s, ndr) la ola al funerale di Stato, che sembrava una roba da Curva Sud”.
Noi abbiamo deciso di non partecipare ai funerali di Stato. Ma davvero non capisco con che faccia quell’uomo riesca ancora a parlare. Deve solo stare zitto su questa tragedia. Non ho stima di Matteo Salvini, un po’ più di Luigi Di Maio, ma mi sento più tranquilla se il governo che si occuperà di Autostrade e della tragedia non è il prosieguo di quelli del Pd.
Intanto arrivava la relazione dei tecnici incaricati dal ministero che critica i controlli sul ponte, parla di poche decine di migliaia di euro spesi…
Viene fuori soltanto adesso, che rabbia! Mi chiedo cosa abbiano fatto in questi anni i signori di Autostrade, ma anche chi al ministero doveva vigilare. Nessuno si è mosso e ora mia sorella, i miei nipoti, mio cognato e altre 39 persone sono morti. Fa male. E dispiace anche vedere l’ad di Autostrade, Giovanni Castellucci, indagato, presentare il progetto di Renzo Piano accanto al governatore Giovanni Toti e al sindaco Marco Bucci.
Ma l’azione del governo le sembra adeguata? A Genova montano le proteste dopo tanti annunci e tante promesse…
Adesso basta parole. Servono i fatti. Non conta niente dichiarare di essere il governo del cambiamento, bisogna dimostrarlo. Subito. Sono già passati 45 giorni. Ne va della dignità dello Stato e della vita dei genovesi.
Temete di essere dimenticati?
A volte tutto questo, le polemiche, le promesse, mi pare così lontano. Ormai mia sorella e i miei nipoti che amavo tanto non ci sono più. Era così bello vivere vicini, parlarsi. E non me li restituirà più nessuno. Ma spero che almeno questo disastro sia un giro di boa. Che qualcosa cambi. Chi ha causato la tragedia ha una responsabilità spaventosa. Bisogna mandarli in carcere e buttare via la chiave.