“Sembrava l’apocalisse”. Occhi stanchi, sguardi ricoperti di fuliggine e poca voglia di parlare: nelle prime ore del mattino i vigili del fuoco tornano in paese ma alle loro spalle la montagna brucia ancora. Molti di loro nella notte hanno rischiato la vita per le fiamme alte fino a 30 metri che continueranno ad imperversare sul Monte Serra per tutta la giornata distruggendo boschi, campi e anche qualche casa. A Calci, piccolo paesino di settemila abitanti che divide Pisa dalle montagne lucchesi, sembra di essere scesi direttamente all’inferno: qualcuno intorno alle 22 di lunedì ha appiccato il fuoco vicino al paesino di San Giusto e poi ha fatto tutto il vento. Gli alberi secolari e gli oliveti che fino a ieri circondavano il paese non ci sono più e durante la mattinata si è temuto anche per la Certosa di Calci, il monastero trecentesco che oggi ospita il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa: le fiamme però non l’hanno nemmeno sfiorata.
Nonostante l’intervento dei cinque Canadair, a fine giornata il bilancio sarà di almeno 600 ettari distrutti dalle fiamme e la Coldiretti stima danni per 4 milioni di euro (“un disastro immane” lo definisce il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti). Fortunatamente non c’è nessuna vittima e i tre feriti che sono rimasti intossicati sono stati portati subito all’Ospedale di Cisanello (Pisa) per ulteriori accertamenti: si riprenderanno. Eppure, tra Calci e la vicina Vicopisano, gli sfollati sono più di 700: “Stiamo vivendo un incubo – racconta una residente che nella notte di lunedì è stata accolta nella palestra comunale – diteci solo se potremo tornare presto nelle nostre case”. Non sarà possibile: per la seconda notte di fila, coloro che non sono riusciti a trovare una sistemazione da amici o parenti, dormiranno in albergo. Nel pomeriggio di ieri l’aeroporto di Pisa è stato chiuso per qualche ora per permettere ai mezzi antincendio di transitare più velocemente e il Presidente della Regione Enrico Rossi ha firmato il decreto di stato di emergenza con cui sono stati stanziati i primi 200.000 euro per soccorso e assistenza.
Non è certo il primo incendio che colpisce la zona: negli ultimi anni sono stati sempre più frequenti e l’ultimo risale a una settimana fa quando l’innesco era stato ritrovato sempre a San Giusto, nello stesso luogo di ieri. Per questo la Procura di Pisa ha aperto un’indagine per “incendio doloso”: gli investigatori ipotizzano che ad agire possa essere stata la stessa mano criminale. Nel frattempo, nella serata di ieri la situazione è lievemente migliorata, ma l’intervento dei Canadair e dei pompieri è andato avanti fino a tarda ora.