Gentile Selvaggia, che poi non è mica vero che a me non interessi l’amore.
A me semplicemente non interessano le cazzate, i soliti giri di parole per poi finire sempre allo stesso punto: ma dove l’ho trovato questo?
Credevo fermamente al mito dell’amore di Platone: incrociare quegli occhi poteva essere una possibilità, doveva essere per forza una possibilità.
Ma quello che non consideravo proprio era la mia miopia mista ad astigmatismo con un tocco di ipermetropia.
Un paio di anni fa per esempio, uno di quegli incontri insoliti, due sorrisi vicino ad una porta del bagno di un locale, poi baci bollenti e barbe folte che si increspavano allo sfregamento. Mi dice: mi chiamo Antonio vivo a Firenze, dobbiamo rivederci prima che parta.
Ci rivedemmo il giorno dopo in una strada affollata, l’abbigliamento era cambiato, un po’ più soft per entrambi, un leggero imbarazzo, e un moscow mule.
I baci erano gli stessi della sera prima.
Iniziò una storia.
Ci fu una piccola gita a Napoli, hotel con vetrata sul Golfo, magiche passeggiate notturne per i quartieri vecchi di Napoli. E poi Firenze e poi Milano. E poi le pasticcerie più belle, i macaron de ladureé, e quell’infinito charme misto a merenda con pane e salame sui colli fiorentini. E poi il suo profilo Facebook nascosto, Romeo, che cercava insaziabilmente nuove prede da far cadere nella sua intricata rete di chat. Sipario.
L’altra estate fui convinto di aver trovato l’amore, quello dei vent’anni , quell’amore che tanto si troverà il modo di andare avanti. Questo amore pianta le radici ad Ibiza, tra un bacio, un volo imminente per Barcellona e un biglietto con scritto “voglio rivederti, Jean Pierre”. Ogni due settimane eravamo a Ibiza. Attraversare l’isola tutti i giorni nelle calette più nascoste, per boschi e campagne e terrazze ventose sul mare. La vita che volevamo. O meglio che avrei voluto dieci anni prima.
Una sera di ottobre inoltrato, Ibiza era silenziosa, strana, modesta, stanca, vuota. Bar in Plaza del parque, candele accese, due vini rossi.
Una leggera pioggerellina.
Io avrei finito tutti i vini tinti della cantina , avrei ballato e cantato del nulla, fino a limonare bagnati, io e lui, sotto un balcone di sa penya. Invece per Jean Pierre non era così . Continuava a toccarsi quei quattro capelli incerati con la migliore wax cream del mercato americano, manco facesse miracoli sulla calvizie. Ma la pioggerella era un guaio per l’acconciatura da l’oreal trophy of The year. Bisognava andare a casa.
Quella notte fece le valigie di nascosto, e al primo accenno di luce sgattaiolò fuori come un ladro. Ecco, l’amore – ripeto – non è che non mi interessi, ma tutto il contorno di cazzate che gli irrisolti si costruiscono addosso, ormai preferisco evitarle come la peste. Anzi, come il gel sui capelli.
Alessandro
Per carità, loro saranno stati pure meschini casi umani, ma pure te Alessandro, pensavi di invecchiare con un francese il cui concetto di relazione era “vederci nel fine settimana a Ibiza”?
“Povero Bettarini, che prova a stare in tv con l’ex Ventura”
Cara Selvaggia, ho letto su il Fatto la sua simpatica recensione su Temptation Island e devo confessarle che per la prima volta avevo idea di cosa parlasse perché mia moglie, sere fa, mi ha costretto a vederlo affermando che non posso vivere ignorando quello di cui ride il popolo se poi voto 5 stelle. Le ho risposto che io vorrei continuare a ridere del popolo che vede questi reality ma avevo un paio di cose da farmi perdonare (ho dimenticato il nostro anniversario e pure il regalo riparatore che le avevo preso il giorno dopo sull’autobus).
Fatto sta che in qualità di maschio dominante (lo confesso), volevo difendere dai suoi strali la figura del Bettarini, il quale ha lo scomodo ruolo del concorrente che ha un passato sentimentale con la conduttrice, ovvero la signora Ventura.
Io ne ammiro il coraggio, mi creda. Ce ne vuole parecchio per presentarsi lì con la nuova ragazza (una belloccia poco più che ventenne) con evidenti problemi di autostima, che incolpa lui di non inculcarle sicurezza. Già, e tutta quella chirurgia plastica da dove arriva? Era un’imposizione del Bettarini o la ragazza era già passata sotto i ferri più volte prima di conoscerlo perché incapace di accettarsi così com’era?
E poi mi scusi: le pare corretto doversi confrontare con una ex moglie sulle sue nuove dinamiche relazionali? Potrà mai, la Ventura, essere una persona lucida e super partes? Non credo, visto che da quel che rammento il divorzio fu turbolento. Lei dovrebbe essere più clemente con quest’uomo, mi dia retta, perché il poveretto si è infilato in un vicolo cieco da cui è ben difficile uscire.
Leandro
Caro Leandro: il vicolo non è cieco, mi creda. Il caro Bettarini ha un’alternativa favolosa al partecipare a programmi in cui ci sia la presenza dell’ex moglie: non partecipare a programmi in cui ci sia la presenza dell’ex moglie. Mi pare una trovata semplice, ma così semplice che potrebbe arrivarci… che so, perfino Stefano Bettarini.
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