Leva obbligatoria: nessuna campagna, solo idee
Non riesco a capire perché Il Fatto stia insistendo con questa campagna a favore della leva. Prima Marco Travaglio e poi Nando dalla Chiesa. Spiace affermarlo ma c’è tanta retorica nelle argomentazioni dei due. Ma quale valore formativo? Quale incentivo alla coesione? Quale disciplina? È proprio vero che la memoria degli italiani è corta, Marco Travaglio e Nando dalla Chiesa compresi. Ho svolto il servizio di leva nel lontano 1985 e ho visto di tutto. Suicidi, spaccio, ruberie, totale lassismo e voi parlate di ripristino di tali situazioni? Mah! Sarei semmai d’accordo su un eventuale servizio civile, ma solo su base volontaria e con una minima diaria da corrispondere ai “volontari”. Tutto il resto sarebbe un disastroso ritorno al passato che ho avuto la sfortuna di vivere.
Lettera non firmata
Non c’è nessuna campagna. Semplicemente Dalla Chiesa e io abbiamo espresso il nostro libero pensiero, che lei legittimamente non condivide.
M.Trav.
L’ora legale è anche un problema di salute
Dopo aver scritto dozzine di lettere ai quotidiani di ogni tendenza politica contro lo stupido e dannoso rito di spostare una volta ogni sei mesi le lancette di un’ora per obbedire a una demenziale legge, fatta per risparmiare 40 milioni di euro all’anno (1/4 di quanto ci costa un F35), ho avuto una splendida notizia: l’ora legale verrà cancellata grazie a una proposta fatta in Europa, approvata dall’84 per cento dei votanti.
Purtroppo ho sentito dire che l’iter per arrivare alla cancellazione sarà lungo e la cosa mi preoccupa, perché se i burocrati ci si mettono contro, l’ora legale resterà per altri decenni a torturare per due volte all’anno milioni di cittadini.
Queste torture costringono molte persone a ricorrere all’uso di medici e farmaci; i più forti resistono senza ricorrere ai farmaci ma il fastidio che ricevono non è indifferente.
Da qualche parte ho letto che le aziende farmaceutiche ricavano somme ingentissime grazie a questa pratica demenziale (perciò non staranno a guardare) e allora non ci resta che sperare che l’Europa non si occupi più della curvatura delle banane o del diametro delle vongole, ma di cose ben più importanti come la salute degli europei.
Speranza vana?
Angelo Casamassima Annovi
I no global di ieri oggi chiamati “sovranisti”
Per valutare quale sia l’attuale livello di manipolazione lessicale (o di dissociazione cognitiva) di quel che resta della sinistra, basterebbe pensare che circa vent’ anni fa i “no global”, cioè i manifestanti di sinistra contro la globalizzazione, venivano pestati a sangue e torturati a centinaia nella caserma Bolzaneto di Genova. Il vicepresidente del Consiglio di allora era un post-fascista “vero”, cioè Gianfranco Fini. Il presidente del Consiglio era un anticomunista craxiano, classista di destra e sdoganatore degli ex missini che aveva portato al governo, cioè Berlusconi. Oggi chi è contro la globalizzazione viene definito “sovranista” e quasi automaticamente tacciato di nazionalismo, quindi di fascismo e, perché no, di razzismo da chi si trova in pieno accordo con Berlusconi e si definisce di sinistra, multiculturalista e democratico, cioè il Pd. Alleato tattico e strategico di Forza Italia, adesso come qualche anno fa, anche sulla riforma autoritaria della Costituzione.
E Fini, da sotto le carte del processo per la casa di Montecarlo, concorda con il Partito democratico: anche lui è contro i sovranisti e a favore dell’Europa e della globalizzazione, come da intervista a Repubblica del 7 febbraio 2017. Non è fantastico?
Glauco Campanozzi
I leader Dem sono ancora troppo lontani dagli italiani
Renzi si compra 12 vani a Firenze per 1,3 milioni di euro. La Boschi trascorre le vacanze nel lussuoso Hotel Palace di Merano dove la camera più economica costa 300 euro a notte. Per milioni di italiani invece rimangono solo i pochi euro del reddito d’inclusione/povertà! Il bello è che in modo abbastanza stizzoso i “leader” del Partito democratico continuano a domandarsi, dopo l’ultima batosta elettorale, perché gli operai/impiegati non li abbiano votati. Forse perché i “leader” del Partito democratico non rappresentano più gli operai/impiegati?
Gianfranco Torregiani
Alla Versiliana persone che parlavano la nostra lingua
Desidero esprimere la mia ammirazione per la festa del Fatto. Siamo venuti all’apertura con Carlo Verdone e nei giorni successivi. Abbiamo riso tanto e ci siamo sentiti “a casa” grazie alla gente, tantissima gente, che aveva il nostro stesso modo di pensare, di vedere le cose. Abbiamo trovato persone che erano sulla nostra lunghezza d’onda, che parlavano la nostra lingua. Allora ci sono, esistono le persone che sanno vedere dietro le quinte, dopo che scellerati governi ci hanno portato alla rovina! Leggiamo Il Fatto ogni giorno.
Il vostro giornale ci ha riportato a leggere il quotidiano. Le copie vanno a ruba e la gente che vi segue è sempre più numerosa. Grazie per il coraggio che avete di dire sempre le cose come stanno.
Francesca Bello