Salvini ora dimostri che vengono prima gli italiani
Salvini allude a un complotto contro la Lega dopo delle vicende giudiziarie della nave Diciotti e ai fondi indebitamente incassati come rimborsi elettorali. Ma Salvini è un ministro della Repubblica italiana o no?
Per quanto riguarda la nave Diciotti sembra di no ma, per certi aspetti, è più interessante la vicenda dei 49 milioni di euro incassati a sbafo, a spese dello Stato, cioè di noi cittadini.
Non sono Salvini e la Lega quelli del “Prima gli italiani”? Fa comodo inveire contro i giudici, cosa che in Italia è un po’ come sparare ai piccioni, ma se si tratta di avere a cuore qualcuno, bisogna dimostrarlo quando le cose vanno male. Quando le cose vanno bene sono buoni tutti. Prima gli Italiani? Ora è il momento di dimostrarlo.
Paride Antoniazzi
Diritto di replica
In riferimento all’articolo del 15 settembre (“Anas si proroga la concessione. Toninelli: Bloccate il bilancio”), vanno precisate diverse gravi inesattezze.
È falso che il Ministero delle Infrastrutture non fosse informato dell’approvazione del bilancio Anas e che in esso sia deliberato l’allungamento della concessione dal 2032 al 2052, che viene solo ipotizzato a livello probabilistico. Il temine della concessione resta fissato al 2032, termine entro il quale la stessa è ammortizzata, e il Ministero ha sempre avuto comunicazione di tutti i passaggi relativi al bilancio, degli atti consiliari propedeutici e delle riunioni del collegio sindacale. Va evidenziato che il bilancio ha avuto il via libera del collegio sindacale e della società di revisione e che esso ha recepito indicazioni del Mef all’azionista, informato il Mit, anche sugli aspetti patrimoniali.
Si segnala una ulteriore inesattezza: la “fusione”, come erroneamente la definite, è indipendente dal valore patrimoniale di Anas. Come discusso con il Ministro, la separazione tra Anas e Fs non richiede necessariamente che si abbatta il patrimonio di Anas, come erratamente evidenziato nell’articolo, ma è sufficiente abrogare la legge che ha imposto la fusione con una scissione deliberabile dall’assemblea di Fs. D’altronde Anas è di proprietà di tutti gli italiani ed è interesse dello Stato avere una società pubblica forte ed efficiente, che possa rappresentare un’alternativa al privato nella gestione delle concessioni autostradali, come fa già in Veneto reinvestendo gli utili in opere per il territorio. Riguardo allo stipendio dell’Ad Gianni Vittorio Armani, va precisato che al momento dell’ingresso di Anas nel gruppo Fs, la società delle strade ha dovuto adeguare il suo modello di governance a quello di tutte le altre aziende del gruppo.
Quindi, dietro espressa richiesta scritta di Fs, Armani ha dovuto rinunciare alla carica di presidente ed è stato nominato Ad e direttore generale, con uno stipendio in linea con gli altri manager delle altre società, e inferiore a quello dell’Ad del gruppo e a quello di analoghi ruoli di gruppo valutati più rilevanti dell’Ad di Anas. Infine le supposizioni del giornalista sulla pretesa di Armani di restare abbarbicato al suo posto sono false, cosa di cui il Ministro Toninelli è sempre stato informato.
L’Ufficio Stampa Anas
Dispiace constatare quanta confusione regni al vertice dell’Anas che è un’azienda importante e un bene dello Stato. Anas sostiene che nel bilancio approvato dall’azionista Fs l’ammortamento della rete stradale è fissato al 2032. Vero. Non è vero, però, che lo stesso bilancio non abbia tenuto conto dell’allungamento della concessione al 2052. Nella parte riguardante il patrimonio netto al 31 dicembre 2017 risulta una riduzione di 1 miliardo e 596 milioni per di più retrodatata al primo gennaio 2016 in relazione alla svalutazione patrimoniale non più rinviabile.
Tale riduzione è compensata con un importo, guarda caso, quasi identico (1 miliardo e 590 milioni) basato proprio sul presupposto dell’allungamento ventennale della concessione. Il prolungamento, però, non è nei poteri dell’Anas, spetta eventualmente al ministero dei Trasporti.
Anas nel suo bilancio lo dà probabile all’80%, ma anche chi non è esperto sa che la redazione di un bilancio si basa su due aspetti imprescindibili: la certezza e la prudenza. Se forse si può ritenere prudente ipotizzare all’80% l’allungamento della concessione, nel bilancio Anas manca l’aspetto della certezza. E senza certezze un bilancio non si approva. Anas dice che il Mit era a conoscenza dei contenuti del bilancio e li ha addirittura condivisi.
Ma perché allora lo stesso ministero ha inviato a Fs e Anas la lettera che il Fatto ha pubblicato con cui li invitava a rinviare la data di approvazione? E ora lo stipendio: così come la racconta Anas sembra che l’ad e direttore Armani si sia dovuto sacrificare rinunciando alla carica di presidente.
Ma trasformarsi il contratto facendolo diventare a tempo indeterminato e aumentarsi lo stipendio fino a 400 mila euro, a un livello di almeno 160 mila euro superiore al limite imposto dalla legge Madia per i manager pubblici, è un sacrificio? Suvvia. E già che ci siamo: dal momento che l’Anas è un’azienda pubblica, perché Armani non decide di rendere ufficialmente pubblico il suo stipendio e quello dei dirigenti? Infine, Anas mi rimprovera di aver usato il termine “fusione” per il matrimonio Fs-Anas e poi nella stessa nota qualche riga più sotto lo usa lei. Decidetevi.
Dan. Mar.