Bocciati
Più lontano non basta Perchè lo fai disperata ragazza mia. Maria Elena Boschi non poteva sopportare che l’attenzione in negativo venisse catalizzata tutta dalla Lega con lo scandalo dei 49 milioni, così è riuscita a catturare l’attenzione twittando una sciocchezza tale che tra i monti del Trentino Alto Adige ancora se ne sente l’eco: “Mettetevi nei miei panni: sono stata massacrata mediaticamente due anni per aver incontrato l’ad di una banca. Solo per un incontro. Ora provate a immaginare cosa potrebbe accadere a me se rubassi 49milioni e mi rifiutassi di restituirli nonostante una sentenza”. Il freddo non è bastato a schiarirle le idee.
voto 4
Promossi
Il talento obbligatorio Dopo gli attacchi dell’Hollywood reporter che lo hanno tacciato di essere “un rappresentante della cultura italica condita di maschilismo tossico che ignora il talento femminile”, anche Alberto Barbera, direttore del Festival di Venezia, ha dovuto vincere le sue resistenze e piegarsi all’onda montante di un politicamente tanto corretto quanto sciocco, che continua ad approcciare le discriminazioni di genere dall’angolazione più ottusa. Così il Festival di Venezia ha siglato l’accordo promosso dall’associazione francese 50/50 by 2020 per un’equa rappresentazione di uomini e donne nel mondo dello spettacolo entro i prossimi due anni. In altre parole si tratta di un inserimento delle quote rosa in ambito artistico, provvedimento la cui inevitabile conseguenza sarà il primato della forma sulla sostanza. A mettere l’accento sul grottesco della questione c’ha pensato Riccardo Scamarcio, per ironia della sorte interprete del film di una regista donna, Valeria Bruni Tedeschi, presente al Festival: “Questo discorso sessista mi fa ridere, cosa vuol dire? Ci sono i registi uomini e le registe donne, ma la cosa importante è che ci siano delle brave registe e dei bravi registi, punto. Il genere non c’entra, esistono le persone. Dobbiamo riconquistare il principio di persona… anche questa è una polemica che tende a dividerci, a voler ordinare l’ordine costituito. Quante donne ci sono e quanti uomini ci sono? Cos’è questa cosa? Dove siamo finiti?”.
Che dallo scandalo Metoo in poi, tanto le analisi quanto le soluzioni proposte per affrontare il tema continuino ad incagliarsi in un fondamentalismo privo di sfumature e che finisce per costeggiare il ridicolo è purtroppo un dato di fatto.
voto 7
Terzia via a destra e poi sempre dritto Siccome la terza via alla fine era senza uscita, Tony Blair ha deciso di provare la quarta e si è messo direttamente a fare il lobbista. L’ex premier laburista è venuto in Italia con l’obiettivo di caldeggiare con Matteo Salvini la causa del Tap. Lo straniamento che si prova nel vedere Blair in questa veste, lo ha sintetizzato bene in un tweet Tomaso Montanari: “In Tony Blair che va a trovare Salvini non per contestarlo ricordandogli i diritti dell’uomo, ma a pregarlo in veste di lobbista di un’opera ambientalmente insostenibile è racchiusa tutta la tragedia della sinistra europea e italiana. O si capisce, o la destra vincerà sempre”. Amen.
voto 7