L’accordo sarebbe chiuso. E Marcello Foa potrebbe essere rivotato come presidente della Rai già giovedì prossimo, giorno in cui, in Parlamento, è stata convocata la commissione di Vigilanza. Dopo un braccio di ferro di oltre un mese Forza Italia e Lega avrebbero trovato l’intesa sul nome dell’ex cronista del Giornale. Con il partito berlusconiano che avrebbe fatto un passo indietro rispetto allo scontro di inizio agosto in cambio di un impegno preciso da parte di Matteo Salvini a preservare l’alleanza di centrodestra alle Regionali in Abruzzo e Basilicata. Ma nella partita è entrato anche il Csm, con l’elezione del nuovo vertice previsto per il prossimo 27 settembre, con FI che punta alla vicepresidenza, ma potrebbe spuntare addirittura il presidente. È però l’alleanza alle Regionali l’obiettivo principale dell’ex Cavaliere, perché presentarsi divisi avrebbe significato la definitiva fine del centrodestra, un possibile tracollo di FI e l’apertura ad alleanza tra Lega e 5Stelle anche sul territorio. Così, dunque, non sarà, almeno in queste elezioni d’autunno.
A suggellare l’intesa su Foa manca solo l’incontro tra Berlusconi e Salvini, che potrebbe avvenire già questa sera a cena ad Arcore o, al più tardi, lunedì. Ma della questione il leader leghista ha già discusso con Antonio Tajani a Viterbo martedì scorso, in occasione della festa della Macchina di Santa Rosa. Tajani era il più contrario al dietrofront forzista su Foa, tanto che aveva guidato la rivolta del partito contro la decisione di B. di votare Foa già il primo di agosto.
Ora però, di fronte a un accordo complessivo, anche la parte più dura di FI sarebbe scesa a più miti consigli. E molti hanno letto la convocazione della Vigilanza per giovedì prossimo come la prova dell’accordo raggiunto. “L’intesa è fatta, giovedì si rivota Foa”, assicura una fonte di Viale Mazzini. Un appuntamento cui la Lega arriva forte dei pareri legali positivi che Salvini ha commissionato per blindare il proprio candidato, visti gli annunci di ricorsi e impugnazioni (Anzaldi e altri) contro le future decisioni del Cda in caso di elezione di Foa. “La legge di riforma non prevede un doppio voto in Vigilanza su un singolo nome, ma nemmeno lo esclude. Quindi, se il Cda ripropone il suo nome, un altro voto in Vigilanza su Foa è pienamente legittimo e a quel punto il consiglio sarà nel pieno delle sue funzioni”, assicura una fonte del Carroccio.
Da Forza Italia, però, si racconta anche un’altra storia. “Rispetto ad agosto il clima con la Lega è migliorato, ma l’accordo ancora non c’è. Anzi, la convocazione della Vigilanza è un modo per battere un colpo, far venire i nodi al pettine e rimettere il tema al centro del tavolo”, spiega il portavoce Giorgio Mulè. Del resto un voto in Vigilanza (in cui servono i due terzi) deve essere preceduto da un voto nel Cda di Viale Mazzini, che al momento non è convocato. Ma aver previsto la Vigilanza giovedì è un segnale: ci sono tre giorni buoni, la prossima settimana, per riunire il Cda della tv di Stato e procedere a una nuova votazione, così da poter rivotare Foa giovedì in Parlamento.
Nel frattempo in Rai è stallo totale. Con ben tre testate senza direttore: Radio, Tgr e Raisport. “Non è possibile continuare ad interim: ci vogliono direttori e piani editoriali”, dice l’Usigrai. Ma vacante è anche Rai Pubblicità, dove l’interim è tenuto da Antonio Marano, e la direzione del coordinamento dell’offerta editoriale, poltrona che fu di Carlo Verdelli. Una paralisi che nei giorni scorsi ha costretto l’ad Fabrizio Salini a chiedere una proroga al Mise per le scadenze sul contratto di servizio (tutte portate da sei a dodici mesi), tra cui il piano per i precari e la presentazione di un piano sull’informazione.
In una Rai senza timone, intanto, non si fermano le voci sulle nomine. In ascesa negli ultimi giorni, addirittura per la guida di un Tg in quota 5Stelle, viene dato Franco Di Mare. Mentre tra i principali obiettivi della Lega ci sarebbero Rai Fiction e Tgr.