Il Tribunale di Bari simbolo della giustizia che manca
Credo sia condivisibile affermare che il problema numero uno del Paese è la giustizia, o meglio le sue carenze.
Cominciamo con i tre gradi di giudizio che non esistono in nessuna parte del mondo e poi la prescrizione, i ricorsi e controricorsi nei quali i nostri azzeccagarbugli sono esperti dai tempi del Manzoni, codici che abbondano in leggi, leggine, paragrafi, commi e sottocommi; la possibilità per gli azzeccagarbugli di cui sopra di accedere al Parlamento per meglio tutelare i propri clienti dentro e fuori il processo e legiferando comunque in conflitto di interessi perché procedure più semplici significherebbero meno avvocati.
Per completare il quadro i Tar, i venti tribunalini regionali che per giustificare la propria esistenza bloccano provvedimenti, capovolgono sentenze, intervengono su tutto e su tutti.
Dato poi che il male presuppone il peggio e il peggio del peggio, quest’ultima opzione è stata raggiunta a Bari, dove la giustizia è stata sospesa sine die per assenza di sede: la vecchia è diventata inagibile e per la nuova non esiste neanche un idea; montagne di carte processuali sono destinate al macero, con sollievo di chi sa di avere torto e sconforto delle vittime.
Il ministro Bonafede non può cavarsela col dire che la colpa è dei suoi predecessori, questo lo sapevamo, ma adesso è lui che deve provvedere.
Magari potrebbe ricorrere ad una inserzione: “A.A.A. Cercasi urgentemente sede per il tribunale di Bari, no perditempo”.
Vincenzo Bruno
Anche il ministro dell’Interno è soggetto alla Costituzione
Non sono un fan di Salvini, però mi dissocio da tutti coloro che cercano di demonizzarlo, Famiglia Cristiana compresa. Demagogo, populista, xenofobo, fascista, sono queste le accuse più frequenti.
Con Salvini, invece, la democrazia non è affatto in pericolo, perché nel contratto di governo non è prevista alcuna modifica della Costituzione.
Anche Salvini, dunque, è soggetto alla legge e alla Costituzione per cui se sbaglia paga. Ben più preoccupanti erano i progetti di riforma costituzionale che miravano a indebolire gli organi di garanzia e a favorire l’avvento “dell’uomo solo al comando”. Fortunatamente, quei progetti populisti, osannati dai radical chic, sono stati bocciati dagli elettori.
Maurizio Burattini
Cristiano Ronaldo non segna ma la Juventus ha già vinto
Cristiano Ronaldo dopo tre partite nella grande Juventus non segna, aria di crisi, preoccupazione degli esperti che vendono giornali e notizie: le notizie si vendono, e a volte si vendono anche i così chiamati giornalisti/opinionisti.
Tavole rotonde e grandi raggggionamenti sulla vicenda, i tifosi rumoreggiano ma intanto hanno sottoscritto il nuovo abbonamento, più caro degli anni scorsi visto che è stato comprato il fenomeno, antipatico e prima donna, a detta di chi lo conosce. Presto segnerà e allora apriti cielo, chissà quanto se ne parlerà. Ma la Juventus ha già vinto, col richiamo dell’acquisto di Ronaldo le sue azioni in Borsa saranno cresciute, pubblicità, notizie anche o soprattutto minime, i giornali di cui sopra, diritti televisivi e sponsor e biglietti venduti allo stadio. Ma viene in mente una cosa, un’associazione di idee: i tifosi o investitori che posseggono le azioni della società quotata, nel caso impensabile che questa se ne andasse in serie B o che Ronaldo continuasse a non fare gol, o se qualche sventura accadesse alla Roma, pure quotata, come la mancata costruzione del nuovo stadio (che serve forse solo a Pallotta, non alla città, che ne ha già due), quei risparmiatori al crollo delle azioni chiederanno il rimborso a qualcuno?
Angelo Umana
Sanità: necessario intervento urgente ma razionale
La carenza di medici specialistici comincia a farsi sentire, tanto che può essere considerata una vera emergenza sanitaria nazionale.
Da qui a qualche anno, molti medici andranno in pensione mentre altri lasciano il pubblico per andare ad esercitare nelle cliniche private. Per mantenere sano e funzionale il Sistema Sanitario Nazionale, invidiato da molti Paesi al mondo, è necessario che tutti concorriamo a mantenerlo in vita nel migliore dei modi. La gratuità del servizio pubblico per tutti non può reggere: è chiaro che al pensionato non si può chiedere di contribuire allo stesso modo di un imprenditore o di un libero professionista.
In materia di sanità è essenziale una pianificazione della spesa e ripartire meglio le risorse, evitando costi inutili: per questo non basta tagliare, ma è doveroso spendere con maggiore intelligenza.
I tagli lineari eliminano pochi sprechi e colpiscono indiscriminatamente gli enti virtuosi come chi ha sperperato denaro pubblico. Per salvaguardare la sanità pubblica è auspicabile un intervento urgente ma con raziocinio, senza compromettere i servizi essenziali: per nessuna ragione va messa a rischio la salute dei cittadini.
Silvano Lorenzon