Dicono che vogliono proteggere i civili, ma noi siamo stanchi di questi criminali che si fanno la guerra. Perché alla fine sono i civili a morire” dice al Fatto Ahmed da Tripoli. La sera di sabato la Settima Brigata della città di Tarouna, 65 chilometri a sud-est della capitale, è entrata nella capitale aprendo il fuoco sulle postazioni del gruppo armato Brigata Rivoluzionaria Tripoli a sud della città. Una mossa a sorpresa quella della Brigata di Tarhouna, che ufficialmente fa parte della colazione di forze armate a sostegno del governo di Accordo Nazionale guidato dal primo ministro Fayez Al Serraj. “Pare che abbiano defezionato e siano passati con Haftar” ha detto al Fatto una fonte militare. La Brigata 7a di Tarouna fa capo ai fratelli Al Kaniat, salafiti. Salafiti come il generale Khalifa Haftar.
I comandanti militari “ufficiali” hanno dichiarato che combatteranno fino a quando le milizie che oggi controllano Tripoli si scioglieranno per passare il testimone alla forze armate libiche e alla polizia. Principali obiettivi sono Ghinewa e Tajouri, i leader della BRT che ufficialmente fa parte delle forze a sostegno del governo di Accordo nazionale. Tra i capi di accusa principali a loro carico il monopolio sulle lettere di credito concesse dalle banche per ottenere trasferimenti di capitale all’estero in euro o dollari.
Le forze di Ghinewa e Tajouri sono al libro paga del ministero degli Interni. Entrambi hanno costruito le loro carriere portando in scena la lotta alla droga e alla corruzione. Ma sono entrambi noti per diverse attività criminali, tra cui sequestri di persona e ricatti a leader politici.
La brigata Al Sammod guidata da Salah Badi si è unita alla BRT andando a ingrossare le fila della colazione pro-governo. Tuttavia va specificato che questi gruppi non sono esattamente al servizio del governo Serraj, semmai il governo Al Serraj ai tempi del suo travagliato ingresso nella capitale nel 2016 dovette accettare supinamente la loro presenza e le loro condizioni.
L’ingresso di Salah Badi ha lascito tutti di stucco: l’eroe della Rivoluzione contro le forze di Gheddafi nel 2011 nella città-Stato di Misurata, guidò nel 2014 la coalizione Alba della Libia contro le forze allineate con il Parlamento uscito da nuove elezioni. Da allora Badi è stato uno dei principali oppositori del governo Serraj in Tripolitania. E la puzza di sangue che saliva dai nastri trasportatori dell’aeroporto internazionale di Tripoli, campo di battaglia tra Badi e le milizie di Zintan, pare oramai un ricordo lontano. A poche ore dal suo arrivo nella capitale, Badi ha firmato un accordo con il neonato gruppo armato guidato dal comandante di Zintan Emad Trabelsi.
Da Misurata è sopraggiunta anche le brigate Al-Bonyan Al-Marsous e Halboos. Quest’ultima giocò già il ruolo di forza di interposizione a Tripoli all’indomani dello scoppio della guerra civile nel 2014. Mentre Al-Bonyan Al-Marsous nacque come forza anti-terrorismo sulla linea del fronte contro lo Stato Islamico a Sirte nel 2015.
Solo nella tarda serata di domenica, le Forze Speciali Rada guidate dal salafita Abdul Rauf Kara sono scese in campo: ufficialmente con il governo di Accordo Nazionale, ma gli analisti più raffinati sono sempre vigili rispetto ad un potenziale cambio repentino di bandiera da parte delle Forze Rada. D’altronde anche loro condividono con la Brigata 7a di Tarouna e Haftar l’affiliazione all’ideologia salafita.