Dai pedaggi alla segnaletica. Le tante pecche di autostrade
A pochi giorni dalla tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova, desidero esprimere il mio cordoglio ai familiari delle vittime.
Altra perplessità, sulle autostrade riguarda la legittimità delle sanzioni per il mancato pagamento di pedaggi. Legittime? A tutela di aziende concessionarie? Quanti sanno che le multe vengono accompagnate dalle decurtazioni di 2 punti sulla patente? Questo tuttavia non succede se si scappa senza pagare il carburante alle stazioni di servizio, laddove si potrebbe essere denunciati per furtotruffa ma non mi risulta vengano sottratti penalità sulla patente, due pesi, due misure. Vorrei inoltre esprimere alcune mie considerazioni per quanto riguarda la cartellonistica Autovie Venete presente sulla A27 in direzione Venezia. Recentemente ho percorso l’autostrada da Conegliano dovendo arrivare in fretta a Napoli, però non avendo incrociato indicazioni per Padova-Bologna, per una svista, invece di uscire sulla bretella di collegamento alla A4, ho dovuto girovagare per il Passante di Mestre prima di accorgermi dell’errore. Così in un’altra occasione ho notato che solo un cartello su cinque indica l’uscita per Padova-Bologna; gli altri quattro solo per Milano! Motivi? Mancanza di vernici o altro?
Renzo Bortolussi
Dopo i fischi ai funerali i dem devono svegliarsi
Ai funerali di Genova, il segretario del Pd Maurizio Martina ha dovuto sorbirsi fischi, grida e insulti, benché fossero immeritati.
Tuttavia, Martina dovrebbe porsi delle serie domande. Ad esempio sul come viene percepita la politica da parte di un’ampia fascia di cittadini: cioè come un’attività di privilegi e di regalie a ricchi e potenti. Di più, il segretario del Partito democratico dovrebbe realizzare che il gradimento verso il suo partito sta scivolando ai minimi storici.
Non è il caso di mettere mano a questa situazione? Non è il caso di smetterla di autocelebrarsi, per cospargersi un po’ di cenere sul capo (!) e riguadagnarsi la fiducia delle persone?
È triste vedere scene come quelle di Genova. Il gruppo dirigente del Partito democratico cambi atteggiamento verso gli italiani, specialmente verso le fasce povere dei cittadini, e probabilmente il gradimento tornerà.
La strada è in salita e non è ancora tardi per affrontarla.
Diversamente, il Pd si prepari per l’influenza.
Paride Antoniazzi
Gli articoli del Fattodanno voce ai cittadini
I giornalisti del Fatto sono la voce dei cittadini, sono le sentinelle del “popolo”. Leggere dopo anni di “dittatura giornalistica” i vostri articoli concreti, reali, infonde nel lettore fiducia e speranza affinché le lobby di ogni genere finiscano e i cittadini, la Costituzione, la giustizia ritornino nella vita quotidiana di ognuno di noi.
Antonio Molinari
Sulla Rai i 5stelle si giocano una partita importante
Uno dei test sul proclamato cambiamento del nuovo governo sarà la Rai. Una verifica sulla Rai se al cittadino-contribuente con canone sarà finalmente garantita un’informazione non più faziosa né controllata dal governo, che con il renzismo ha toccato il massimo livello di sfrontatezza. Non conosco la Bbc inglese auspicata da più parti come modello. Conosco l’indignazione e il senso d’impotenza per come la Rai abbia negato il diritto dei cittadini a un’informazione pluralista.
Il nuovo governo ha trovato sulla Rai un compromesso tra i 5Stelle che nel loro programma elettorale avevano previsto una Rai “indipendente dalla politica” e la Lega con opinioni diverse, con la conseguenza che il nuovo amministratore delegato, Fabrizio Salini, è stato scelto dal governo. Ciò ha provocato reazioni critiche ampiamente documentato dal Fatto. Non entro nel merito delle diverse obiezioni, tutte legittime. A Fabrizio Salini sono state riconosciute da tutti una lunga esperienza, qualità personali e professionali, garanzie di autonomia e indipendenza. Credo sia ragionevole aspettare le altre nomine ( la direzione delle reti e dei tg) per verificare se la Rai sia rispettata come bene pubblico e valorizzata come importante azienda culturale, ricca di competenze indipendenti, spesso epurate o mortificate a vantaggio della fedeltà di giornalisti servili al politico di turno. Per verificare se il compromesso M5Stelle-Lega darà l’avvio a significativi segnali di cambiamento o se, invece, come ha sentenziato in una lettera al Fatto un giornalista Rai (“arrabbiato e amareggiato, ieri come oggi”), “il nuovo governo farà come altri hanno fatto nel passato”, interpretando uno scetticismo diffuso.
Salvatore Giannetti
I nostri errori
Nell’intervista, pubblicata ieri, al professor Luciano Canfora, la frase “Il fascismo è l’autobiografia dell’Italia” viene riferita, del tutto erroneamente e per mia esclusiva responsabilità, a Giovanni Giolitti. Naturalmente Canfora faceva riferimento a Piero Gobetti. Mi scuso molto con l’interessato e con i lettori.
(a. cap.)