“Ho conosciuto Asia Argento dieci mesi fa. In comune avevamo il dolore di essere state aggredite da Harvey Weinstein. Ho il cuore spezzato. Continuerò il mio lavoro in nome di tutte le vittime”. A siglare la prima incrinatura al muro già non troppo compatto del #MeToo dopo l’articolo che ha travolto Asia Argento, è Rose McGowan, attrice americana e altro volto delle accuse di molestie contro il produttore cinematografico. Anche se l’autrice di #Brave quasi subito mette le mani avanti con un secondo tweet in cui, in risposta alla pioggia di messaggi contro l’attrice italiana chiarisce: “Nessuno di noi può conoscere la verità. Sono certa che ne sapremo di più”.
Ma non è certo così pacato il tono generale dei commentatori social. Se infatti la “questione degli abusi” sembrava placata dopo la discussa archiviazione delle denunce a carico di Fausto Brizzi lo scorso 31 luglio, quanto accaduto rinnesca il tifo. Già, perché ogni sforzo del #MeToo – di cui la Argento è stata ed è una delle massime portavoci – ma anche del nostro Dissenso Comune – nei confronti del quale invece Asia ha sempre preso le distanze per mancanza di coraggio nel fare i nomi – potrebbe vanificarsi. I social media gridano con una chiarezza cristallina, basta scorrere Twitter per trovare reazioni scomposte, sia dal di qua che al di là dell’Atlantico. “Con il nuovo caso Asia Argento crollerà l’intero #MeToo perché sappiamo già che verrà usato questo unico caso per screditare tutte le molestie sessuali. Detto ciò il ragazzo ha fatto bene a denunciare, Asia Argento ha sbagliato e basta” è uno dei commenti più espliciti sul fronte italiano a cui segue “I media non la perdoneranno” ma anche “Alcuni non vedevano l’ora che arrivasse una notizia del genere per screditare tutto”. Mentre c’è chi pensa che “sarebbe un errore far crollare il movimento che denuncia gli abusi sessuali” perché “esistono migliaia di donne non vip che grazie a #MeToo hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto”. C’è anche chi si scaglia con insulti all’indirizzo dell’attrice e regista romana. Qualcuno, ed è una donna, tuona impietosa: “Come nella vita reale, Twitter dovrebbe avere il simbolo di un Sexual Offender davanti a dei profili come quello di Asia Argento. Il mondo intero dovrebbe essere avvertito della tua ninfomania” mentre c’è chi approfitta per riesumare la “questione Kevin Spacey” il quale “fece letteralmente la stessa cosa e fu metaforicamente bruciato al rogo. Con Asia Argento invece si farà di tutto per andare oltre”. “Invece dovrebbe essere trattata esattamente come gli uomini da lei stessa accusati” reagisce un utente raccogliendo parecchi consensi rispetto a un sentimento che sembra prevalere, almeno nelle prime ore di luce sulla East coast.
E il tono si fa greve soprattutto tra i commentatori dei tweet incriminati: c’è chi prendendo spunto dalla bellezza di Jimmy Bennett addirittura si congratula con Asia Argento per la “scelta”, chi non perde occasione per rinfacciarle di “aver rovinato la vita del ragazzo nello stesso modo in cui dice che Weinstein ha rovinato la sua”. Ma, come spesso accade, il “tifo” investe lo stesso Bennett con commenti che vanno dal riproporre il “se l’è cercata” a “farà carriera grazie a questa notizia” e travolge anche i politici. Da Matteo Salvini: “Questa è la ‘signora’ che mi insultava ogni due minuti, e mi ha dato del razzista e della m…a? Mamma mia che tristezza..” a Vittorio Sgarbi: “#MeToo Asia Argento? Una Weinstein in gonnella”. E infine c’è anche chi si chiede – come Selvaggia Lucarelli – “se la sanzione morale vale per tutti, Asia Argento viene segata da X Factor”. La risposta dell’emittente di Murdoch non si fa attendere, e pur precisando di non aver scelto l’attrice come giudice per il suo impegno nel #MeToo ma “per le sue competenze musicali” chiarisce che “se quanto scrive oggi il New York Times fosse confermato, questa vicenda sarebbe del tutto incompatibile con i principi etici e i valori di Sky e dunque – in pieno accordo con FremantleMedia – non potremmo che prenderne atto e interrompere la collaborazione con Asia Argento”.