Prima di accogliere, Napoli pensi ai suoi problemi
L’analisi di Travaglio sul derby dei cretini è stata lucida ed efficace e ha ricordato responsabilità precise a coloro che ora si stracciano le vesti. Magari le comprendesse appieno anche il nostro sindaco Luigi De Magistris che, pur di guadagnare l’interesse mediatico, è disposto a sfornare affermazioni spaventose nella loro sostanza.
Definisce Napoli città dell’accoglienza e la offre come porto sicuro, continuando a usarla come uno strumento finalizzato a distruggere i rapporti istituzionali che meritano rispetto sempre e comunque, a prescindere dal colore politico di chi li rappresenta.
Napoli, città dell’accoglienza si presenta caotica e sporca, fiera della sua disorganizzazione, quasi fosse un prestigioso distintivo e non il fallimento di un progetto che aveva alimentato speranze ed energie prima di trasformarsi nell’ultima occasione politica di chi ha contribuito a ridare corpo a vecchi vizi, ma non ha promosso nuove virtù. Nelle notti della movida napoletana trionfa in tutto il suo splendore l’illegalità, che è ormai la cifra rappresentativa della città. Occupazione abusiva di suolo pubblico, vendita di alcolici in vetro dopo gli orari consentiti, sosta di automobili e motorini, assembramento di giovani con gravi rischi per la sicurezza e l’incolumità personale dominano il territorio nell’assenza totale della polizia municipale preposta, secondo la recente ordinanza anti-movida, a esercitare controlli di natura amministrativa.
Di giorno lo sfascio è totale, periferie abbandonate, trasporti inesistenti, caos generale. Ma il nostro sindaco si riempie la bocca dei trionfi del turismo, inveisce contro il debito ingiusto che non è altro che la giusta punizione per il suo falso in bilancio e alimenta dinamiche che fagocitano la città.
Io aspetto sempre una personale analisi politica di Travaglio che rappresenti quella che Giorgio Bocca avrebbe definito “napoletanità” complice e che ci sta portando velocemente verso il baratro economico e sociale da cui sarà molto difficile uscire.
Beatrice Carrillo
Sull’Aquarius l’Europa mostra tutte le sue debolezze
La vicenda della nave “Aquarius”, che vaga per il Mediterraneo con 141 migranti a bordo e non riesce a trovare un porto “sicuro” che la accolga è la prova plastica non solo del fallimento dell’illusione di un’Europa unita, nella quale i vari Paesi che la compongono invece di collaborare sono capaci solo di rimpallarsi i problemi senza cercare di trovare insieme una soluzione degna di questo nome.
Ma anche, il Vecchio Continente, sta confessando al Mondo che i suoi “alti ideali” di giustizia, solidarietà, fratellanza, sempre sbandierati, anche con troppa enfasi, come elemento di superiorità culturale, sono solo ed esclusivamente chiacchiere al vento per coprire la propria colpevole avidità.
Se si volgono le spalle a chi fugge da inferni che anche noi, anzi, soprattutto noi, abbiamo creato, se si preferisce vedere cadaveri di bambini affogati piuttosto che accoglierli, ebbene, ammettiamo che i secoli sono passati invano, e noi europei siamo rimasti i “predatori” di sempre.
Mauro Chostri
Il trio Conte-Di Maio-Salvini può danneggiare l’esecutivo
Per usare una metafora calcistica non sempre una formazione con 3 punte, cioè volta all’attacco, vince la partita e segna gol. E, quindi, fuori metafora, il tallone d’Achille del governo Lega-5S dipende dal fatto che ci sono 3 leader (Conte, Di Maio e Salvini), che pensano di essere altrettanti premier del governo. Uno degli antidoti potrebbe essere il modello dei governi della Dc, nei quali molti erano i galli nel pollaio e cioè a leader di caratura politica, ma essi riuscivano a convivere soprattutto rispettando il silenzio e la misura nelle parole. Purtroppo, da parte dell’opposizione c’è, oggi, una sorta di armata Brancaleone di leader trombati, da Berlusconi a Renzi i quali non propongono una politica diversa rispetto a quella del cambiamento del governo Conte, e si limitano solo a dire che il governo Lega-5S fa tutto male ed è quindi da rigettare. Vedremo se i nostri eroi del triunvirato Lega-5S riusciranno a mangiare il panettone.
Luigi Ferlazzo Natoli
Invece del servizio militare si entri nella Protezione Civile
L’Italia è un Paese neutrale. Non dovrebbe fare guerra a nessuno e in più ha già un esercito professionista. Non ha bisogno di reintrodurre il servizio militare obbligatorio e spende in armi fin troppo, impelagandosi in guerre che non ci spetterebbero. Vista invece la quantità di cataclismi vedrei invece molto bene potenziare la Protezione Civile e far fare alcune settimane obbligatorie ai giovani maschi fino a una certa età (come volontarie per le donne), non per imparare a marciare e a sparare, ma per essere in grado di aiutare gli altri quando c’è bisogno. Allo stesso servizio manderei quei minori tra i 14 e i 18 anni che non possono essere puniti per la loro minore età ma si sono comportati male a scuola o fuori.
Credo che a servizi di pronto soccorso o simili dovrebbero essere addestrati tutti.
Viviana Vivarelli