Vorrei sapere se c’è un’indagine in corso per conoscere che fine abbiano fatto i 20 milioni di euro di noi cittadini che Malagò, Montezemolo e compagnia affermano di avere speso per le Olimpiadi a Roma. Li hanno spesi, ovviamente, ancora prima che l’evento sportivo venisse assegnato e mi chiedo se si riuscirà mai a conoscere in che modo. O si insabbierà tutto, come sempre?
Fabrizio Virgili
per le olimpiadidi Roma 2024 (o meglio, le Olimpiadi mancate di Roma 2024, visto che non le organizzeremo mai) tra il 2015 e il 2017 (arco di tempo in cui è rimasta in piedi la candidatura, e poi i mesi necessari a liquidare le attività del Comitato promotore) sono stati spesi esattamente 12,792 milioni di euro. In realtà il Coni non ha mai costituito un Comitato autonomo, solo un’unità operativa all’interno della società Coni servizi, e quindi non è disponibile un bilancio analitico del progetto, ma alla cifra si può risalire ugualmente cercando fra le pieghe dei vari bilanci del Coni. Così si scopre che di questi 12 milioni e passa, solo uno viene da sponsor privati: il resto sono 2,5 milioni di contributi statali, e 9,1 di fondi Coni (quindi pure questi soldi pubblici). Altri 8 milioni erano stati stanziati dal governo per il 2017, ma il no di Virginia Raggi ha posto fine al progetto prima che venissero utilizzati. Come siano stati spesi lo abbiamo raccontato in varie inchieste su Il Fatto quotidiano: alcuni bandi e procedure aperte, assegnate con grande (troppa?) disinvoltura, muovendosi fra le maglie del vecchio e del nuovo codice degli appalti; affidamenti diretti in serie, spesso dall’importo di 39.900 euro (o giù di lì), appena sotto la soglia di 40mila euro prevista dalla legge; e poi incarichi e consulenze da centinaia di migliaia di euro. Anche sulla scorta di questi articoli, l’associazione Adusbef presieduta da Elio Lannutti, senatore del M5s, aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti per cui è stato aperto un fascicolo per danno erariale, ma ad oggi non risultano contestazioni al Coni. Di tutto ciò non c’è da stupirsi: organizzare le Olimpiadi costa molto, e anche solo sognare di ospitarle ha il suo prezzo. Specie se si fanno le cose in grande, come Malagò e Montezemolo per Roma 2024. Chissà che quella storia finita male, senza Giochi e con solo spese, non sia servita di lezione: adesso per le Olimpiadi invernali 2026 il Coni promette un progetto rigorosamente low-cost. Staremo a vedere cosa ne pensa il nuovo governo.
Lorenzo Vendemiale