La Bonino invece di battere i pugni ammetta i suoi errori
L’onorevole Emma Bonino batte i pugni contestando la politica sui migranti del governo: “Voi sapete come me qual è la verità, sapete che non esiste nessuna pacchia”. La verità però, va detta tutta, perché c’è stato qualcuno che la pacchia l’ha fatta con i migranti. “Tu non sai quanto ci guadagno con gli immigrati. Il traffico di droga rende meno”, diceva Salvatore Buzzi. Un caso isolato? Chissà. La Bonino, in virtù delle sue transumanze dalla destra alla sinistra e viceversa, dovrebbe fare mea culpaper aver condiviso le disastrose politiche sui migranti dei due schieramenti. Dal demenziale trattato di Dublino (destra) alla ipocrita accoglienza della sinistra, non accompagnata da seri progetti di integrazione. Con il risultato che, tuttora, tanti disperati stazionano davanti a ogni chiesa, parcheggio ed esercizio commerciale a chiedere la carità. Insomma i radical chic hanno lasciato che la situazione peggiorasse fino a diventare insostenibile e oggi per nascondere la propria incompetenza si sono inventati la categoria dei populisti.
Paradossalmente a provvedere all’integrazione sono stati i vari racket dei mendicanti, degli ambulanti abusivi e così via. Dunque i forzisti, il Bomba e i pugni della Bonino ci hanno lasciato in eredità una bomba sociale.
Maurizio Burattini
Con il Tav ci si occupa di merci e non dei poveri passeggeri
A proposito dell’articolo di Travaglio sul Tav: non sono solo le merci che viaggiano ad altissima velocità, ma casomai i passeggeri. Si sono mai visti vagoni merci viaggiare a 280 km/h? Non esistono nè in Cina, Francia e Stati Uniti. Anzi negli Usa non esiste proprio il Tav. Chi ha fretta prenda l’aereo e arrivi prima. Anche le curve delle linee Tav non sono compatibili con il trasporto merci. Sarebbe più utile pensare al trasporto dei pendolari che viaggiano male stivati come sardine.
Lucio Usai
Rabbia per il vincitore del premio Fields emigrato
Il fatto che un giovane matematico italiano abbia vinto il premio internazionale più prestigioso per la materia – la Medaglia Fields – mi ha fatto piacere, ma per poco. Giusto il tempo di vedere dal suo curriculum che il nostro “genio” era andato presto all’estero, dove è stato apprezzato e messo in condizione di crescere ancora. Nel nostro Paese, se vali, entri subito in conflitto con la mediocrità dominante. Non solo quella che si organizza nelle cordate dei concorsi universitari, ma quella che riposa nel concetto comune di eccellenza. Che viene riconosciuto e rispettato solo a favore di chi diventa ricco. Chi invece è molto preparato in un campo del sapere, non viene supportato dal sistema-Italia, ma sopportato. Perché nella conoscenza, solo la qualità riconosce la qualità. E ai nostri vertici di selezione, di qualità ce n’è davvero poca.
Massimo Marnetto
Contestando le nomine Gentiloni ha perso il suo stile
Dopo essere apparso come un premier signorile ed equilibrato Paolo Gentiloni, attaccando le nomine del governo Conte nei vertici degli enti pubblici, perde lo “stile” e si rivela per quello che è, cioè un politico ipocrita tale e quale ai peggiori esponenti dei vari partiti.
Evidentemente dimenticando di avere prorogato a fine legislatura gli incarichi ai vertici degli enti pubblici, Gentiloni si scatena contro il governo perché fa nomine non gradite al Pd.
Insomma, se da leader parlava il meno possibile, adesso “viene scongelato” per mostrarsi un vero e proprio sepolcro imbiancato.
Luigi Ferlazzo Natoli
Ha ragione Montanari: contro Salvini serve orecchio
Tomaso Montanari afferma che per battere Salvini “ci vuole orecchio”. Aggiunge che il governo gialloverde non potrà mai essere sconfitto da coloro che direttamente o indirettamente hanno sostenuto e condiviso le strategie dell’ultimo Pd.
Giustissimo: ci sono milioni di persone che attendono di essere rappresentate da una forza alternativa ai populismi e ai renzismi.
Queste persone hanno il diritto/dovere di ascoltare, ma perché questo accada occorre anche che qualcuno parli e dica cose sensate. È ora che qualcuno abbia il coraggio di dar vita ad un nuovo unitario progetto democratico.
Un luogo in cui le persone possano ricominciare a dare non solo “orecchio”, ma anche cuore e cervello.
Tito Fornola
Le istituzioni intervengano sullo scempio di Poggioreale
Dopo i due casi di suicido verificatisi nel carcere di Poggioreale (Na), l’associazione ex detenuti è sul piede di guerra e punta il dito contro le istituzioni.
Le accuse riguardano l’invivibilità della casa circondariale, la struttura fatiscente, i circa 600 detenuti in più che affollano le celle e le condizioni disumane a cui vengono sottoposti questi nostri fratelli sfortunati.
In presenza di questi fatti gravi e sconcertanti, è necessario porre fine a questo spettacolo indegno che non fa affatto onore all’Italia. È opportuno restituire a queste persone la giusta dignità, in un Paese civile e democratico.
Le istituzioni non possono rimanere sorde di fronte a uno scempio simile.
Franco Petraglia