“Mi ha scritto un amico napoletano: ‘Ci doveva comprare un top player, invece ci ha preso un’intera squadra’”. Alessio Giannone, noto alle cronache come Pinuccio, scrittore, inviato di Striscia la Notizia, è in viaggio verso la Calabria per presentare il suo libro (Trumpdvisor, Mondadori), ma ha avuto modo di respirare l’aria di Bari dopo l’annunciaziò: Aurelio De Laurentiis è il neo proprietario del, anzi della, come dicono in città, Bari Calcio. A un passo dalla serie D (“Servirà un miracolo per sperare nella C”), dopo la rocambolesca fine della società targata Cosmo Giancaspro, il buco (apparente) di tre milioni di euro e la mancata cordata degli imprenditori baresi, il patron del Napoli è stato scelto tra gli undici partecipanti all’aggiudicazione del titolo sportivo.
Pinuccio, lei è barese doc: come l’ha presa?
Non sono rimasto spiazzato, il nome girava giù da un po’. Sono contento, De Laurentiis è stato autore della risalita del Napoli, sa come gestire le categorie minori. Lui oggi (ieri, in conferenza stampa, ndr) ha precisato che non saremo la società satellite del Napoli. È vero che in una serie non ci possono essere due squadre in mano alla stessa persona, ma per arrivare in A il cammino è lungo… Fanno in tempo a cambiarla quella regola.
Ma secondo lei perché De Laurentiis ha comprato la Bari?
Credo sia stata una scelta anche politica, in contrapposizione a Lotito e alla Figc, di cui non parla benissimo.
Tra baresi e napoletani c’è una rivalità atavica, però.
La rivalità calcistica rimarrà, ma ho sentito molti napoletani contenti per l’acquisto.
Nel frattempo ieri è scaduto l’ultimatum dato dal Comune all’Fc Bari 1908 per lasciare lo stadio San Nicola, ma quando i vigili si sono presentati lì hanno trovato ancora tutti i dipendenti al lavoro.
E magari Giancaspro si è barricato dentro… Che fosse un personaggio oscuro lo si sapeva, si sapeva – come dicono a Bari – che quello manco i carabinieri paga. Qualcuno politicamente ha taciuto.
A chi si riferisce?
Parlo del nostro assessore allo Sport. Giancaspro non pagava le tasse comunali, addirittura prima del concerto di Vasco Rossi gli avevano staccato l’acqua. E del resto, da uno che festeggia il compleanno della figlia dentro lo stadio cosa ci si poteva aspettare? La politica avrebbe dovuto preoccuparsi, invece a maggio gli avevano rinnovato la convenzione dopo la sua minaccia di andare a giocare a Foggia.
A proposito dello stadio, il San Nicola è messo malissimo.
I petali non esistono quasi più, dentro mancano i seggiolini: sembra una cattedrale nel deserto, anche perché tutta la zona intorno sarebbe da riqualificare.
Un progetto che richiede tanti soldi.
A De Laurentiis basta un cinepanettone, e ci rifà tutto.
Anche la zona intorno?
Non credo ai benefattori. Per chi fa una spesa del genere è interessante sapere che nelle vicinanze c’è un’area da lottizzare. Non ci vedo un male, l’importante è che salvaguardi sport e ambiente.
Ma possibile che la salvezza sia dovuta arrivare da fuori?
Questa è la cosa triste: a Bari non abbiamo un imprenditore miliardario capace di tirar fuori i soldi per la città. Spero almeno che ora i tifosi vigilino sull’operato del neo proprietario.
Quindi adesso si riparte dalla serie D?
Se succede il miracolo che qualcuno non si iscrive alla C possiamo rientrarci. So che ci sono squadre in difficoltà, ma è brutto sperare nelle disgrazie altrui (ride).