Si sono mossi con vari mesi di anticipo, “per prevenire cordate e accordi incrociati” giurano. E puntano sull’Abruzzo, da dove però arriva il primo intoppo, con il voto interrotto e rinviato, per un candidato “scomparso” dalla lista. Scivoloni da Regionarie a 5Stelle, le votazioni sul web per scegliere liste e candidati presidenti, il cui primo turno è andato in scena ieri dalle 10 alle 19 per gli iscritti alla piattaforma Rousseau di Basilicata, Trentino Alto Adige e Sardegna.
Tutti assieme appassionatamente, anche per far risparmiare denaro all’associazione Rousseau (“le votazioni sul web costano”, fanno notare). Anche se le scadenze elettorali non coincidono. Perché il consiglio regionale sardo si rinnova a febbraio, mentre in Trentino Alto Adige e Basilicata torneranno al voto in autunno. Difficile invece che si possa votare entro l’anno in Abruzzo, anche se ieri il Comitato per l’esame delle cariche del Senato ha ribadito che c’è incompatibilità tra le due cariche di senatore e governatore ricoperte dall’attuale presidente, Luciano D’Alfonso, il quale dovrà scegliere tra i due ruoli. Ed è proprio questa la regione che fa più parlare. Perché i 5Stelle sperano addirittura nella vittoria, nell’Abruzzo dove alle Politiche hanno sfiorato il 40 per cento. E perché ieri è scoppiato un piccolo caso, visto che il consigliere regionale uscente Pietro Smargiassi, pur candidatosi, non compariva in lista. Così sono arrivati i sospetti e i reclami. E il voto degli iscritti abruzzesi è stato fermato e rinviato. Mentre si è concluso per le altre regioni alle 19, con gli iscritti – divisi per province – che hanno potuto esprimere fino a tre preferenze per i candidati in lista e una per il candidato presidente. Tra qualche giorno, ci sarà il ballottaggio riservato agli aspiranti governatori. Anche in Sardegna, dove i 5Stelle nel 2014 non si presentarono, perché il M5S locale era diviso da guerre tribali. Ora va meglio, dicono. O sperano.