Il ministro agisca per facilitare la vita dei nuovi lavoratori
Questo governo ha espresso “un mese di ministro Salvini” e ora è entrato in azione “un mese di ministro Di Maio”. Sarà un logico tentativo del secondo per evitare di essere messo in ombra! Dopo questa dovuta ironica premessa, invito il ministro, se vuole lasciare il segno e convincere molti elettori, a rispondere cortesemente: l’on. Di Maio sa che un lavoratore che vuol chiedere a una banca un prestito, per rateizzare l’acquisto di un’auto, un appartamento, un terreno, deve esibire la busta paga. E quale? Quella stagionale? Quella dei voucher? Non sono nulla, per le banche non contano, quindi niente prestito, niente auto, niente di niente: si parte da “contratto a tempo indeterminato”, il resto sono chiacchiere. La soluzione semplice ci sarebbe: un tetto di prestito al lavoratore temporaneo con l’impegno di non venire meno alla restituzione, per onorare la sua dignità. Ho voluto metterla così, come un paradosso (che poi tanto paradosso non è), per vedere se, sull’argomento, si muoverà qualcosa.
Le banche dovrebbero essere il tramite tra Stato e cittadini, ma nel senso onesto e non truffaldino.
Leopoldo Chiappini Guerrieri
Il compito di questo esecutivo è fermare la globalizzazione
In questa Ue, così come è fatta, limitata alla moneta unica e con un infinito numero di politici che fungono da burocrati, non vi è alcun elemento che possa giustificare le buone intenzioni di progresso. Un chiaro esempio è il problema della distribuzione dei migranti. In casa nostra la questione di quest’ultima si è trasformata, nei vari “pollai” dei salotti, in un’inarrestabile discussione permeata di abbondante ipocrisia e sceneggiature tinte di rosso. A livello di governo notiamo che le smanie di Salvini con caratteristiche simili a quelle di Renzi sono comunque un po’ diverse.
Malgrado questi fattori negativi, esiste la certezza che i due movimenti possano porre in essere un buon governo, anche se non si riesce a capire cosa frulla nelle loro teste. Si spera almeno che riescano a frenare questo liberismo consumistico dove il popolo viene trasformato in pollo d’allevamento in un contesto globalizzato.
Anche i migranti vengono attratti dall’illusorio benessere, dopo che i loro Paesi sono stati sconquassati dagli occidentali e in parte dagli arabi, attraverso un neo colonialismo alla ricerca di beni necessari ad alimentare il suddetto sistema politico-economico. Cosa rispondere a questa ipocrisia globalizzata? Le opzioni sono due: o far finta di piangere per le morti che avvengono, oppure combatterla attraverso la rinuncia a questo sistema economico.
Roberto Centracchio
La vera crisi mondiale è l’aumento demografico
Mi meraviglio del silenzio di tutti quelli che parlano di migranti, di paure e di deliri. Nessuna parola sullo spaventoso aumento della popolazione mondiale: a oggi siamo più di sette miliardi e mezzo.
Nel 1972 alla Prima Conferenza dell’Onu sull’Ambiente a Stoccolma eravamo tre miliardi e mezzo. Vent’anni alla seconda conferenza che si tenne a Rio de Janeiro la popolazione era già arrivata a cinque miliardi e mezzo. Già allora i demografi lanciarono l’allarme dicendo che saremmo arrivati a sette miliardi nel secondo decennio del 2000 come poi è effettivamente successo. Eppure i politici furono sordi a queste previsioni esattamente come oggi Trump smentisce i climatologi del panel dell’Onu sui cambiamenti climatici.
Ma tornando alla popolazione mondiale, le nuove stime danno la popolazione mondiale a dieci miliardi e il problema è che ora questi dati non sono più smentiti, ma ignorati. Ma se questo accadrà la Terra non avrà più nulla da offrire di risorse non rinnovabili. Il primo mondo ricco si sta scavando una fossa fatta di petrolio, gas e diamanti. E così ci avviamo verso la catastrofe, ma nel frattempo tutta l’Europa ricca e benestante si preoccupa solo di migranti.
Fabrizio Carbone
I dem hanno perso perché non hanno frenato il liberismo
Mi sembra che la situazione della sinistra si riassuma in due aspetti: il primo è che il Pd ha rinunciato a rappresentare gli italiani per bene, quelli che cercano di collaborare a far vivere lo Stato e pagano le tasse. Molti elettori hanno impiegato un sacco di tempo a capirlo, ma quando è comparso il M5S hanno visto in questo soggetto l’unica vera opposizione a Berlusconi e alle sue logiche. Il secondo aspetto è che i dirigenti del nuovo partito che si è via via trasformato da Pds a Ds a Pd, si sono adeguati acriticamente al neoliberismo. Nessuno, neanche coloro che provenivano dal Pci, ha elaborato un’analisi critica del neoliberismo, né di conseguenza qualche scenario alternativo per il futuro dell’Italia.
Finché saremo in balia del neoliberismo globale, che ci impone questo sistema che porta il pianeta alla rovina sociale, con vantaggi per pochissimi, possiamo solo provare a frenare questa china che rischia di portarci verso nuove forme di nazismo, votando questi che “almeno non rubano” oppure “almeno sono dalla parte degli italiani” ben sapendo che non servirà e che il treno sta accelerando e rischia di schiantarsi a meno che non ci sia un improbabile miracolo.
Giovanni Acchiardo