Questo propagarsi del pensiero leghista sta provocando una serie di fenomeni inquietanti. L’ultimo, purtroppo, ha travolto la mia serenità familiare, visto che la pensione di fiducia a cui affido il mio cane da anni quando devo lavorare o se vado in vacanza all’estero, ha deciso di non occuparsi più del mio Godzilla. Il proprietario infatti – quello che è sempre stato un mite signore di 60 anni con la passione per gli animali e le piante grasse –, in seguito al furto di due sacchi di croccantini gusto manzo affumicato per cani taglia media nel suo magazzino, non è più lo stesso.
Per giorni e giorni, subito dopo il furto, sulla sua bacheca Facebook ha scritto che sono stati sicuramente gli zingari che danno da mangiare i croccantini ai figli piccoli e ne è assolutamente certo perché da qualche giorno ha notato che i soliti rom lanciano le bucce di banana nel prato adiacente il suo, ma ora i bambini piccoli prendono le bucce e le riportano indietro nel campo rom.
Qualcuno gli ha fatto notare che sono discorsi fortemente razzisti, ma lui ha risposto che quelli che gli danno del razzista andrebbero censiti e deportati. Fatto sta che ormai avevo prenotato la pensione per dieci giorni e disdire mi sembrava scorretto, per cui qualche giorno fa mi sono presentata col mio Godzilla davanti all’ingresso del grande parco che ospita un trentina di cani. Il signor Osvaldo ha aperto il cancello con aria compunta e l’ha richiuso dietro di sé.
“Mi dispiace signora Lucarelli, ma non posso tenere il suo cane”. “Ma come, io devo partire, eravamo d’accordo da mesi! Come mai?”. “Abbiamo controllato il passaporto di Godzilla e presenta alcune irregolarità”. “Veramente è stato rilasciato dalla Asl, ha il microchip e ha fatto tutti i vaccini…”. “Sì, ma Godzilla risulta importato da un allevamento in Ungheria, quindi di fatto è un clandestino probabilmente di etnia rom”. “Ma è un Cavalier King, è al massimo è inglese, quale etnia Rom! E per giunta è in perfetta salute”. “Ecco! Si è forse chiesta perché qui in Italia arrivano solo Cavalier King belli muscolosi e in salute con microchip dell’ultima generazione? Eh?”. “Forse perché quelli malati non li importano, non lo so, comunque insisto, è un Cavalier King, cosa c’entrano i rom, da cosa lo deduce poi?”. “L’ultima volta che l’ho tenuto qui, ha rubato la gallina di plastica al volpino della gabbia accanto e poi abbaia con un accento strano, si sente che non è italiano…”. “Ma da quando esistono cani che abbaiano in italiano?”. “Senta, lei quanti cani ha ospitato a casa sua?”. “Io ho il mio cane, perché dovrei ospitare altri cani a casa mia?”.
“Ecco, ha visto? Parla ma cosa ne sa lei di come abbaiano i cani non italiani? Noi da ora in poi accoglieremo solo cani originari del nostro paese! Prima i cani italiani”. “Cioè?”. “Cioè questa è una pensione che accoglierà solo pastori bergamaschi, segugi bolognesi, pastori maremmani, lagotti romagnoli. Accoglieremo anche i maltesi ma solo se in cambio a Malta si prenderanno almeno 20 mila segugi napoletani e qualche cirneco dell’Etna”. “Scusi, ma lei sta dicendo delle cose fortemente razziste”. “E lei è una buonista con il Rolex e l’attico a New York”. “Io veramente ho un bilocale in viale Certosa e un Casio da 29 euro, ma poi che c’entra con i cani?”. “C’entra perché qui la pacchia è finita. Lo vede quel cane lì che sta scavando da due ore per distruggere la tana alle talpe che mi stanno danneggiando tutte le aiuole?”. “Sì, certo”. “Mi dica: che razza è?”. “È chiaramente un levriero afghano”. “Ecco, uno dei tanti afghani che rubano il lavoro ai cani italiani!”. “Vabbè, ma scusi, chi le impedisce di chiudere l’afghano nel recinto e di far scavare quel segugio dell’Appennino laggiù?”. “Ma che c’entra, quella è una razza che non è abituata a scavare, mica gli posso far fare certi lavori. Comunque guardi, mi spiace per il suo Godzilla ma basta crociere nella mia pensione, ho chiuso tutti i cancelli! Poi francamente non è che me li posso prendere tutti io ‘sti cani stranieri…”. “Ne tenete 30, al massimo…”. “Senta, è ora di dire stop all’invasione. I cani stranieri andrebbero deportati tutti nei retrobottega dei ristoranti in Corea. Lo dico da animalista, da pensionato, da ex impiegato delle poste, da ex boy scout, da padre, da zio, da nonno, da trisavolo, da uomo di chiesa”. “Io non la riconosco più signor Osvaldo, cosa le è successo?”. “Eh, cosa mi è successo… lo vede quel pastore del Caucaso laggiù?”. “Sì”. “Mi dica cosa vede!”. “Vedo un cane che dorme sotto un albero…”. “E io vedo una risorsa che non fa un cazzo ed è venuta a fare il parassita qui a 35 euro al giorno sulle spalle dei tanti nostri pastori bergamaschi”. “Vabbè, ho capito signor Osvaldo. Io tra due ore ho un aereo e perdo un lavoro, le do 100 euro se mi tiene Godzilla questi 10 giorni”. “Ma per cosa ha scambiato questa pensione, per la terra dei cachi?”. “Su, non me lo faccia lasciare dalla vicina che ha un bulldog con cui Godzilla non va d’accordo…”. “Si azzuffano spesso?”. “Purtroppo sì!”. “Ah beh, allora è un altro paio di maniche. Il suo cane è sì clandestino, ma scappa dalla guerra. Facciamo 150 euro senza fattura?”. “Senza fattura”. “Godzilla, cucciolone! Te lo ricordi Osvaldone tuo che ti dà sempre l’osso di bufalo?”.