Valter Mainetti, azionista di riferimento e presidente del gruppo immobiliare Sorgente, è stato rinviato a giudizio ieri dal giudice per l’udienza preliminare Livio Sabatini. Mainetti è imputato di diffamazione e calunnia. Il processo, per decidere sulla colpevolezza o innocenza dell’imputato, si aprirà il 2 febbraio 2019 presso il Tribunale di Roma. Era stato il pm romano Corrado Fasanelli a chiedere il processo per Mainetti, accusato di aver diffamato e calunniato l’ex presidente dell’Enasarco Brunetto Boco e l’ex direttore finanziario dello stesso ente Roberto Lamonica. Mainetti, attraverso il gruppo Sorgente, è anche l’editore del Foglio, il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara.
Tra Sorgente ed Enasarco (ente previdenziale degli agenti di commercio) è in corso da tempo un duro contenzioso riguardante la gestione affidata a Sorgente Sgr di alcuni fondi immobiliari, sul quale pendono alcuni processi civili, un’inchiesta della Corte dei Conti e un’inchiesta penale della Procura di Roma. A marzo scorso la scontro ha portato alla revoca dei mandati di gestione del Fondo Megas e del Fondo Michelangelo, quest’ultimo riguardante come investitori anche gli enti previdenziali dei medici (Enpam) e dei giornalisti (Inpgi).
L’imputazione per diffamazione nasce dalle parole dette da Mainetti il 2 marzo 2017 davanti alla Commissione parlamentare sugli enti previdenziali, in cui annunciò di aver intentato causa per danni a Boco e Lamonica. Tra le frasi in cui Fasanelli ha individuato l’ipotesi del reato di diffamazione figura questa: “La domanda a cui sto rispondendo è se abbiamo avuto pressioni. Ebbene, è stata più di una pressione, potremo chiamarla una estorsione contrattuale, ma forse è esagerato perché avrebbe una rilevanza penale. (…) Davano delle informazioni false al loro consiglio, cosa che dico nella denuncia. Il motivo per cui lo hanno fatto non è dato saperlo. Io non ho prove, ma è evidente che volevano spostare uno dei fondi più prestigiosi d’Europa, se non del mondo, in qualche altra Sgr”.
Secondo l’ipotesi dell’accusa, che dovrà essere vagliata dal tribunale, Mainetti ha invece calunniato i due esponenti dell’Enasarco proprio nell’atto di citazione civile, in cui li accusava davanti a un magistrato di “reati di estorsione contrattuale aggravata” e di tentata truffa “per avere con l’artifizio di false e omesse comunicazioni al consiglio di amministrazione posto in essere condotte volte a sostituire Sorgente Sgr con altra loro gradita”.