Matteo Renzi ormai piace solo a un elettore su dieci. Dal referendum del 4 dicembre in poi, una collezione di insuccessi che lo ha portato ad essere tra i meno graditi del centrosinistra.
L’Istituto di analisi Izi ha effettuato un sondaggio sul futuro del Pd e dei suoi possibili alleati a sinistra, prendendo in esame un campione di elettori, intervistato tra il 2 e il 5 luglio.
Alla domanda: “Secondo lei, per superare la crisi di consenso che il Pd sta attraversando, il Pd cosa deve fare?”, il 61,6% degli elettori ha risposto che bisogna “rinnovare la propria classe dirigente”, così come il 71,1% degli elettori che si dichiarano di centrosinistra; invece, il 38,4% crede si debba “abbandonare il nome Pd” come il 28,9% degli elettori di centrosinistra. Insomma, l’era Renzi è stata decisamente fulminea e ora si appresta a tramontare per lasciare spazio ad altri. Infatti, alla domanda successiva (“Secondo lei, chi deve essere il nuovo leader del centrosinistra?”) il 24,9% degli elettori italiani ha preferito Paolo Gentiloni, il 23,5% Nicola Zingaretti e solo il 10,3% Matteo Renzi. In coda Carlo Calenda (9,9%), Maurizio Martina (9,3%), Laura Boldrini (7,5%), Debora Serracchiani (5,7%), Pierluigi Bersani (0,9%) e Matteo Orfini (0,8%). Il 7,2% degli intervistati ha optato per la voce “Altro”. Gli indecisi sono il 22,2% degli elettori e il 7,3% non risponde. Analoghi risultati per i soli elettori di centrosinistra: il 25,4% sceglie Paolo Gentiloni, il 24,3% Nicola Zingaretti; sale di poco Matteo Renzi, al 12,1%. Completano la rosa Carlo Calenda (9,9%), Maurizio Martina (8,2%), Laura Boldrini (7,3%), Debora Serracchiani (4,1%), Pierluigi Bersani (1,2%) e Matteo Orfini (0,9%). Il 6,7% del campione ha risposto con “Altro”; indecisi il 16,6%, non risponde il 3,4%.
È probabile che agli elettori poco importi delle lotte interne al partito, ma in ogni caso, le interviste del sondaggio sono state realizzate prima dell’assemblea dem di sabato scorso. Lì, il discorso dell’ex segretario, è tornato a dividere gli animi. Al termine della riunione, Renzi aveva twittato: “Mi spiace per chi dentro il Pd insiste a polemizzare sempre e comunque con me. Io però non intendo rispondere a nessuna polemica, solo politica: pronto a confrontarmi con tutti, su tutto, dall’Europa e l’immigrazione fino ai vitalizi o ai voucher. Prima o poi sarà chiaro anche a quelli che insistono con le divisioni interne e le lotte fratricide che stanno attaccando il Matteo sbagliato.”.