A quelli di noi che hanno amato l’America di Bob Dylan, di Woodstock, ma anche di Philip Roth. Norman Mailer, Vonnegut, Sontag e si trovano adesso di fronte all’orrore degli immigrati a cui vengono strappati i bambini al momento dell’arresto (ordine diretto del presidente americano) al solo scopo di arrecare un dolore immenso e di esercitare una crudeltà sadica sulle vittime, resta un margine di speranza, per quanto limitato, rispetto all’Italia di Salvini.
Trump resta razzista ma cede al furore indignato del suo popolo che non ha taciuto, compresi i volti noti di tutte le Tv, compresa una destra autorevole. Salvini, l’uomo che governa l’Italia (si è persa ormai ogni traccia dei Cinquestelle) non ha il potere di Trump. Neanche Eichmann aveva il potere di Hitler. Ma sentite come Jeff Sessions, ministro della Giustizia di Trump, si è difeso dall’accusa di agire come Eichmann: “I nazisti catturavano i bambini ebrei perché ebrei. Noi li togliamo ai genitori perché imparino che qui non si entra”. Trump è costretto dal suo popolo a fermare una decisione folle e crudele ma l’imitazione di Eichmann cresce.
Un esempio? L’Eichmann del Mediterraneo, Salvini ha costretto settecento stremati esseri umani, anche feriti, anche donne incinte o in procinto di partorire, anche bambini, a restare nel mare in tempesta per 700 miglia, (ne bastavano 30, per arrivare in Italia). Ma buon senso e umanità non sono le strade degli Eichmann. La loro missione, vissuta come potere ma anche come dovere, è far soffrire di più coloro che non dovrebbero esistere (adesso alla lista italiana si aggiungono i Rom, come nella vera vita dell’Eichmann originale).
L’Eichmann italiano, che in pochi giorni ha deformato il volto del Paese, gode del silenzio o del vago mormorio di ciò che resta della nostra politica e di ciò che resta della autorità dello Stato. In questi brutti giorni, l’Eichmann italiano appare fiancheggiato da alcuni che desiderano avere un posto nella storia tra i persecutori di disperati, i denigratori dei salvatori (le Ong ladre e bugiarde) e i narratori di storie di complotti (fake news). Questi fiancheggiatori sono di due tipi.
Un primo tipo ti racconta che tra poco è pronta l’inchiesta con le prove che inchioderanno chiunque abbia salvato qualcuno dalla morte in mare, e continua sfacciatamente a sostenere di avere agito solo per umanità. Qualcuno conosce gente che rischia la vita per altri senza tornaconto?
Un secondo tipo è pronto sulla piazza per affermare che una casetta coi fiori aspetta gli immigrati che saranno benevolmente persuasi, forse con qualche indispensabile brutalità, a tornare da dove sono fuggiti, rischiando vita e bambini, pagando somme impossibili, perdendo tutto. Torneranno, a spese immense dei Paesi che non li hanno voluti perchè troppo, costosi e troveranno l’Onu.
Europa e Italia, in uffici ad aspettarli, proprio accanto alla guerriglia, per ogni timbro e assistenza. Ma perché dico di vedere speranza dalla parte di Trump, nonostante Trump?
Lo dico perché Eichmann, in Italia, vince quando tutti tacciono o sussurrano. Negli Stati Uniti, dove mi trovo mentre scrivo, nessuno tace e il disprezzo per il sadismo del presidente è stato subito clamoroso e diffuso.
Al Congresso sono in rivolta la maggior parte dei Repubblicani, oltre all’opposizione democratica. Lo è, con parole durissime, la moglie del presidente. Voi avete sentito un leghista umano o un 5stelle normale dichiarare dissenso e vergogna per i 700 chilometri e gli otto giorni di mare in tempesta imposti, come punizione esemplare, a povere persone ferite, sofferenti, incinte e a bambini stremati, senza alcuna altra ragione al mondo?
Avete sentito parlare del fatto che una nave di soccorritori carica di esseri umani, viene esclusa dai porti italiani, causa cattivo umore del ministro dell’Interno? Siete al corrente della minaccia di togliere la scorta a Saviano perché dissente dal gioco di crudeltà di Salvini?
Coloro che giustamente trasaliscono per la disumanità di Trump devono sapere che in America nessuno ha taciuto.
In Italia qualcuno fra poco dirà di abbassare i toni e ammonirà (se possibile dalla ex sinistra), che non si può paragonare a Eichmann un ministro italiano. Fingono in molti che il mare chiuso sia legale, che le spaventose prigioni in Libia siano la soluzione, che il presidente del Consiglio part-time sistemerà le cose.
Tanto più che l’unica istituzione funzionante al vertice dello Stato italiano al momento tace.