Oltre tre milioni di buoni ritirati nel 2017 per un importo utilizzato di 105 milioni di euro. La spesa maggiore per i libri, seguita da cinema e concerti. Molto marginali musei, eventi e formazione per i quali è stato speso meno dell’1% del finanziamento: è questo il quadro del bonus cultura nel 2017, 500 euro destinati a tutti i neodiciottenni dal 2016 da spendere in attività e prodotti culturali. Dopo giorni di polemiche, petizioni e retorica di opposizione, ieri il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha affidato a un post di Facebook la sua seconda dichiarazione di intenti sul bonus cultura. È il gancio per cercare di fare il punto su quanto detto e circolato in questi giorni: a cosa è servito il bonus finora? In quanti ne hanno fatto uso? Aiuta davvero la cultura?
Bonisoli. “I fondi per il 2018 e per il 2019 ci sono – ha detto ieri il ministro Bonisoli integrando quanto sostenuto in una precedente intervista al Corriere – verranno riattivati ed erogati ai nati nel 2000 e nel 2001”. Una conferma che però prevederà alcune condizioni: ha parlato di inserire correttivi in modo graduale, di redigere un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, di prevedere progetti di diffusione culturale nelle scuole con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi culturali. Il tutto a partire dal 2020. Il dettaglio comunque ancora non c’è: dovrà lavorarci una commissione di esperti.
Problemi. Il governo dovrà comunque rimettere mano alla misura. Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha infatti bloccato la proroga del bonus per il 2018-2019 perché manca una norma di rango primario che giustifichi l’allungamento dei tempi. Il primo bonus era stato introdotto dalla manovra del 2016, poi attuata dal Dpcm 187/2016 che prevedeva il contributo di 500 euro per chi compiva 18 anni nel 2016. Con la legge di Bilancio 2017, il bonus è stato esteso ai diciottenni dell’anno successivo con un atto di modifica del decreto 187. L’ultima legge di Bilancio, invece, si è limitata a prevedere, nelle tabelle di stanziamento delle risorse finanziarie del ministero dei Beni culturali per il 2018 e il 2019, uno spazio per rinnovare il bonus, ma secondo il Consiglio di Stato non basta: “Non è dato rinvenire alcuna previsione normativa ordinamentale che possa giustificare l’adozione dello strumento”.
Prospettive.Si prospettano quindi un nuovo atto di legge per la proroga e la creazione di un intervento che possa anche sanare la mancanza di “una misura premiale o che consideri le diverse situazioni economiche delle famiglie” ha detto Bonisoli riferendosi al fatto che il bonus sia distribuito a pioggia e non in base al reddito.
I numeri.Secondo i dati forniti dal Mibact, nel 2017, i diciottenni hanno speso circa 70 milioni di euro (su 106) per libri, ebook e audiolibri. Tredici milioni, invece, per “Musica registrata”, 11,5 milioni per i concerti, 9,2 per i biglietti del cinema. Attorno al milione, invece, quanto speso per la formazione e per teatro e danza. La spesa si è divisa in parti eque tra online e negozi fisici, Il plafond totale impegnato per i nati nel 1998 e nel 1999 è stato pari a circa 380 milioni di euro.
Le briciole. Musei, parchi archeologici ed eventi sono stati però il fanalino di coda. Per i musei, sono stati spesi 389.667 euro, per gli eventi 472.687. Nel prospetto del Mibact sulle prospettive per il 2017, a ogni modo, ci si aspettava un totale di spesa pari a circa 163 milioni di euro, quasi 58 in più rispetto a quanto effettivamente utilizzato dai ragazzi.