Bocciati
Oscar per il miglior trucco “Se uno perde, significa che errori ne ha fatti, mi dispiace per Matteo Renzi, ma è la politica. Paradossalmente ora tifo questo governo, perchè c’è e deve rilanciare il Sud e creare lavoro”: così parlò Oscar Farinetti, senza nemmeno tagliarsi i baffi per essere meno riconoscibile. “Se voglio ancora bene a Renzi? Certo, io sono uno fedele per natura”: manca il coraggio di chiedersi cosa sarebbe successo se non lo fosse stato. Se nella vita si vogliono evitare i dubbi politici, le incertezze esistenziali, gli essere o non essere che tormentano la vita umana, basta utilizzare il sistema scelto dal fondatore di Eataly ma già brevettato da altri imprenditori: mai resistere alla corrente.
voto 5
Promossi
Il brivido della stefetta “Appena insediato come ministro dell’Interno, andai a Tunisi e a Tripoli per stringere accordi e per tessere rapporti con quei governi. Il mio successore, il primo giorno da ministro, ha accusato la Tunisia di esportare galeotti”, “raccomando prudenza nelle parole”. E ancora: “Mi auguro che nessuno ripeta da uomo di governo quello che ha detto in campagna elettorale”: a giudicare dalla preoccupazione con cui Marco Minniti guarda alle prime mosse del suo successore, se avesse i capelli vi infilerebbe senz’altro dentro le mani. Considerando che abbiamo rischiato un incidente diplomatico dopo 24 ore dall’insediamento al Viminale e che, nonostante i panni ministeriali, Matteo Salvini continui a berciare di ‘pacchia’, di Ong che equivarrebbero a ‘vicescafisti’ e d’innumerevoli altre sciocchezze, vogliamo rassicurare Minniti che le mani nei capelli ce le mettiamo noi per lui.
voto 6
Giusti presentimenti “La storia, per quanto sappiamo che si ripeta, in realtà non si ripete mai. Ogni situazione è diversa. I grandi silenzi , il grande disinteresse, la grande indifferenza , quello si ripete. Sono le persone e i fatti ad essere diversi. Ma rivedo l’osceno sospetto di chi fino ad adesso non ha osato e adesso osa”: il fatto che un intervento come quello di Liliana Segre durante la fiducia del governo al Senato, sia suonato non solo opportuno ma addirittura necessario, racconta che certe pulsioni dell’uomo non sono mai del tutto sconfitte, ed è bene vigilare sempre perchè la ragione non permetta a primitivi istinti suprematisti di farla da padroni. L’attualità delle parole di una delle ultime sopravvissute all’Olocausto, raccontano anche che la scelta di Sergio Mattarella di nominarla senatrice a vita non fu solo un simbolo ma anche un’intuizione: che l’esperienza del passato si faccia di carne e d’ossa e venga a far da monito.
voto 10
La speranza nel Prodi-gio Un ispiratissimo Romano Prodi, sempre nomade con la tenda sulle spalle, ma con la lucidità di chi guarda le cose dalla giusta distanza, ha tentato di mostrare al partito democratico come stia nuovamente imboccando la strada sbagliata: “Non si può fare opposizione senza alternativa, questo è il punto. L’alternativa è parte essenziale del sistema democratico”. Che magari, prima o poi, qualcuno si decida a dargli retta.
voto 7