Può una squadra riprendersi, dopo una mazzata come quella subita dal Frosinone nell’ultima sfida di campionato contro il Foggia? Per il Palermo è già tempo di tornare in Serie A, al termine di una stagione diversa da quella che si aspettavano oltre lo Stretto? Riusciranno le due bellezze venete Cittadella e Venezia ad andare oltre il loro ruolo di vittime delle due potenze di categoria che pare scritturato per loro?
Tante domande rimangono aperte, a poche ore dal ritorno delle semifinali dei playoff di Serie B. Inevitabile, dopo che in entrambi i casi le gare di andata sono terminate sull’1 a 1. E giusto così, perché in linea con un torneo massacrante e equilibrato, in cui tutti possono sognare il colpaccio oppure temere gli eterni rimpianti. Poi ci sarebbe una categoria da mantenere l’anno successivo, ma quello è un altro paio di maniche, come le ultime stagioni di immediati saliscendi dalla A dimostrano ampiamente.
Il primo appuntamento per chiarirci le idee è domani alle 18.30 a Palermo, in quello che tutti hanno ribattezzato come “derby di Zamparini”, per il piacere di farlo arrabbiare. Tornato all’ombra del Monte Pellegrino, dopo la farsa Baccaglini, il “vulcanico” ha cambiato come sempre in corsa l’allenatore. Finora pare aver fatto la scelta giusta, perché l’approdo sulla panchina di Roberto Stellone ha segnato il cambio di ritmo dei rosanero, grazie a una notevole dose di coraggio nello stravolgimento delle gerarchie. In un Barbera che va verso il tutto esaurito arriverà il Venezia di Pippo Inzaghi, che, comunque vada, anche in B ha dimostrato di essere un allenatore vero. Per arrivare in finale e ritrovare la massima serie con i lagunari – si dice che per Super Pippo sia fatta per la panchina del Bologna, quindi in ogni caso lui ritornerà protagonista alla domenica pomeriggio – è necessario il colpaccio in trasferta, perché con il pari passano i siciliani, meglio posizionati nella stagione regolare. Lontano dal Penzo il Venezia ha faticato tutto l’anno e là davanti non ci sono bombardieri emuli del loro tecnico, eppure i giochi rimangono aperti. E difficilmente si chiuderanno prima dei tre fischi.
Stesso discorso per Frosinone-Cittadella, che va in scena alle 21 in terra laziale. Per la squadra di Roberto Venturato, alla seconda ottima stagione in B, un solo risultato disponibile, sperando magari in qualche fiammata di Christian Kouame, 20enne ivoriano, che, dopo una stagione da 11 gol e altrettanti assist, è stato visionato da mezza Serie A. Se la palla corre, lui si scatena e può fare davvero male. Il problema è che il Frosinone, tra le squadre più solide e fisiche, concede spazi di rado.
I due Ciofani, Dionisi, Terranova o Bardi, i nomi della rosa raccontano la delusione di una stagione che si sarebbe, con ogni probabilità, dovuta concludere prima delle disfide di giugno, con tutti i pericoli che comportano gli scontri diretti ad alte temperature. La beffa al ’90 con il gol del foggiano Floriano, che ha regalato la A diretta la Parma, brucia ancora in Ciociaria. Se l’anno prossimo si vuole tornare a sfidare Dybala, Mertens o Icardi, bisogna scacciarli al più presto.