È un luogo che non compare in nessuna cartolina. Si trova su una collina verdeggiante e silenziosa a pochi chilometri dal mare. Anche se la spiaggia sottostante si riempie di turisti, neanche uno di loro si incammina sulla salita alla cui vetta sorge il cimitero di guerra di Meleme. Qui sono stati sepolti i soldati tedeschi della Seconda Guerra mondiale, caduti in una accesa battaglia. Un posto idilliaco e maestoso mai cantato dai poeti.
Creta, “mamma li turchi” O peggio, i fantasmi
Leggenda vuole che un esercito di “drosoulites” (spiriti della rugiada) appaiano all’alba, camminando lievi sulla sabbia. Sono le anime dei secento insorti contro il dominio turco, al comando di Chatzimikalis Dalianis, trucidati dagli ottomani nella battaglia di Francokastelo. Siamo nella regione di Sfakìa, al sud dell’isola, nella località che prende il nome da un castello veneziano e che divenne il simbolo della lotta per l’indipendenza pagata con il sangue.
A Syros nascono le navi se la politica non chiama
Alexandre Dumas reduce dal giro in Oriente, ne ordinò una, la “Monte Cristo” al signor Paghidas. Ma non rimase molto contento. “Come mi è venuto in mente di ordinare uno yacht a Syros, quando avrei potuto comprarne uno già bello e fatto a Malta, a Costantinopoli o a Marsiglia?”, sbottò il padre del “Conte”. Tutta colpa di Paghidas, che allo scoppio della guerra franco-prussiana, al cantiere preferiva l’agorà per parlare dei destini europei.
Dal dialogo alla Venere: due modi per dire Milo
“Alla fineè come se il paesaggio avesse vinto sulla storia”. Dalle singolari vicissitudini della statua della dea della bellezza giunta a Parigi per eccitare la “agalmatofilia” (amore per le statue) di giardinieri e visitatori, alla discussione nelle pagine di Tucidite con gli ateniesi che ne chiedevano l’appoggio nel 416 a.C. e che vedendoselo negare scatenarono il più cruento sterminio di massa dell’antichità, di Milo oggi è nota la calma della panchina sul molo.
Santorini: troppa movida dà vita agli zombie
A narrare dell’ossessione nei confronti delle creature vampiresche da parte degli isolani, è il padre gesuita Francois Richard, nella sua relazione del 1657 scritta durante la permanenza sull’isola abitata – a suo dire – non solo da scismatici ma anche da “eretici”. Ma soprattutto, da persone che “coltivano superstizioni ancora più sinistre e misteriose. Credono cioè nei ‘revenant’, morti che escono dalle tombe per bussare di nuovo alle porte dei vivi”.
Delo, arrivata dal cielo: un arcaico #MeToo
Si chiamavaAstiria, che rimanda alle stelle. E da lì arriva l’isola, una volta ninfa celeste amata da Zeus, che nel tentativo di sfuggire all’instancabile molestatore di fanciulle si gettò in mare. O fu il re dell’Olimpo stesso, sentendosi rifiutato a scagliarla nell’acqua. Da lì destinata a comparire e a scomparire, luogo speciale tra le onde. Finché, chiamata Delo, la “luminosa” non venne ancorata a terra da Apollo e Artemide e divenne l’ombelico del mondo.
Facce di casta
Bocciati
Oettinger ci fa o ci è? Ci marcia
“I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto“: con questa frase, piombata su uno scenario politico già in fibrillazione, il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, è riuscito a mettere improvvisamente d’accordo tutto lo spartito politico nostrano. In effetti di fronte a un’ingerenza così marchiana nelle questioni nazionali, anche a chi tiene in camera il poster dei notabili di Bruxelles, non può che correre un brivido lungo la schiena. Ma la vera domanda è: l’esponente tedesco è un pazzo che ha deciso di terrorizzare gli elettori italiani per preservare le istituzioni europee o è semplicemente un’anima candida che non si aspettava di suscitare tanto scalpore rivelando che il re è nudo a frotte di persone che già lo sanno ma fingono di non saperlo? L’ipotesi più probabile sembra essere la seconda: e allora più dell’arrogante commissario, preoccupano quei finti tonti che dell’ambiguità su questo tema fanno la loro fortuna.
5
Labirinto delle idee di Alberto Bagnai
Il senatore Alberto Bagnai, economista di riferimento della Lega, in giorni di confusione su quale sia l’indirizzo che il Carroccio intenda tenere in merito alla moneta unica, chiarisce la posizione del partito: “Quanto al dialogo sull’Europa, è quello che noi vorremmo fare. È una proposta di solidarietà e di dialogo per togliere dall’Europa ciò che non funziona: le regole fiscali e la moneta. L’euro, come tutte le creazioni umane, ha un inizio e una fine”. Ma non hanno appena detto che loro dall’euro non intendono uscire. Boh. Chi li capisce è bravo.
4
Promossi
Il Grillo abbaiava alla luna
“Si chiama semplicemente politica: il confronto fra interessi diversi combattuto con mezzi diversi dalla violenza, questo era il nostro obiettivo più importante: un paese che tornasse a porsi i temi che contano per il suo futuro”: così parlò Beppe Grillo. Dopo la decisione di Mattarella e le successive, improbabili accuse di impeachment venute da diversi esponenti dello stesso Movimento, c’ha pensato il fondatore dei Cinque Stelle a riportare la questione sull’unico terreno sul quale meriti di essere posta: quello politico. E infatti a seguire sono rinsaviti anche i suoi discepoli. Del resto, chi è sbarcato sulle Stelle, non può non riconoscere la luna e confonderla col dito.
6
Bersani chiaro da sfuggire
Pierluigi Bersani ha sintetizzato in poche frasi l’effetto valanga che ha portato allo scenario politico attuale: “È cominciato con il patto del Nazareno il racconto secondo cui bisognava far fronte ai barbari alle porte.
Se ci fosse l’Italicum, adesso Di Maio e Salvini avrebbero presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale e via andando. Ma allora si pensava di trattenerli. Abbiamo visto per settimane articoli di giornale su un albero spelacchiato. Cosa gliene freghera’ mai alla gente di un albero spelacchiato?”.
E dire che a sentire l’ex segretario sembra tutto coì evidente: possibile che non ci siano arrivati anche gli altri?
8
La settimana Incom
Bocciati
Rai, di tutto di meno In questi giorni di crisi di governo, cambi clamorosi di scenario e colpi di scena istituzionali abbiamo avuto la conferma di una cosa che già sapevamo: il servizio pubblico non è appannaggio della Rai, bensì de La7, che ha garantito un’informazione, quotidiana e praticamente h24, con speciali e immancabili #maratonementana (e ottimi risultati di share). Domenica sera, mentre naufragava il poi resuscitato governo pentaleghista, a informare il pubblico degli sviluppi è stato Massimo Giletti (che ha superato RaiUno in ascolti e si è lasciato a dichiarazioni un po’ enfatiche), mentre sui Rai Uno andava in onda Che tempo che fa (Fazio aveva dato una disponibilità a cedere la linea). Lo speciale lo hanno fatto RaiDue (ma solo fino alle 22) e poi Rainews (tasto 48 del telecomando). Urbano Cairo potrebbe chiedere una cessione del canone.Parenti serpenti Isaiah Silva, ex genero di Kurt Cobain, accusa (in tribunale) la vedova Courtney Love di volerlo uccidere per riprendersi la leggendaria chitarra di Cobain che è in suo possesso, sostenendo che degli uomini vestiti da poliziotti sono entrati in casa sua, lo hanno “picchiato e minacciato”. Vabbè, Nevermind.
N.c.
Storia di due innamorati A quarantaquattro anni dal loro primo singolo, gira la voce di un secondo matrimonio tra i nonni Al Bano & Romina. The Power of love. Take my breathe a…gain Tom Cruise annuncia l’inizio delle riprese del sequel di Top gun, trent’anni dopo il clamoroso successo del primo film. Forse ci sarà anche Meg Ryan, ma non lo scopriremo nemmeno dopo l’uscita del film.Katzenfrau Wälder Maria Elena Boschi, neoletta in Trentino Alto Adige, in procinto di abbandonare Palazzo Chigi ha postato sul suo profilo Instagram la foto di un bellissimo gattino beige: “Un batuffolino di tenerezza! Queste sono le gioie di vivere in campagna! Come lo chiamiamo?”. Responso dei follower: Dibba, Gigino, Rosato, Mattarella, Euro, Spread, Südtiroler Volkspartei. E naturalmente, Etrurio.
Promossi
Grande Komandante Alla vigilia del nuovo tour negli stadi, Vasco Rossi si concede ai giornalisti. Definitivo il giudizio su Claudio Baglioni, direttore artistico della passata edizione di Sanremo: “Poteva evitare di farsi cantare le canzoni da tutti i superospiti. Poi si parla di conflitto d’interesse… Mi invitano sempre, ma di sicuro io non le canto le canzoni di Baglioni”.Asia/Levante Nella squadra di giudici della prossima edizione di X Factor fuori Levante, dentro Asia Argento. Per il resto, confermati Mara Maionchi, Fedez e Manuel Agnelli (per fortuna perché sembrava in bilico, ed è davvero una marcia in più del programma, quanto a statura e carisma).
Sagittario, la promozione è vicina Vergine: basta droghe, mettiti a dieta
ARIETE – Recita Il ritornello crudele dell’immagine: “Non c’è altro amore che l’amore”. Mah, forse non è poi così crudele questo refrain di Carmelo Bene, citato da Giulia Raciti (Mimesis): crudele è chi stai tentando di sedurre a tutti i costi, e senza successo.
TORO – Questo libro è gay, rivendica Juno Dawson (Sonda); eppure ci sono consigli per tutti: omo, etero, bi o indecisi. Uno è scritto apposta per te: “Chi vuoi essere? C’è una sola regola: sii sempre sincero con te stesso”. Ricordatelo, alla prossima scaramuccia coi familiari.
GEMELLI – Ti conviene adottare la strategia della Duchessa: “Vi desidereranno tutti proprio perché li rifiutate”. Danielle Steel (Pickwick), però, non sta parlando dei tuoi tanti amori, ma dei tuoi pochi affari: correggi la rotta prima di salpare per le vacanze.
CANCRO – Trai esempio dagli Alberi sapienti, antiche foreste e, in particolare, dalla “Mimosa pudica, che durante le ore notturne, o in caso di contatto, si ripiega su se stessa”. Daniele Zovi (Utet), cioè, ti sta dicendo di essere più riservato sul luogo di lavoro.
LEONE – Luciana Vegge Saccorotti racconta la storia di Amina e la foca monaca (Töpffer): che tu sia Amina o foca monaca poco importa. Importa che entrambe sono insoddisfatte, ma “le lacrime non sono tutte uguali, né prive di personalità”: le tue, ad esempio, sono tardive e inutili.
VERGINE – Ci fu un tempo in cui anche John Lennon si sentiva “molto grasso, molto insicuro”, come rivela Ferdinando Fasce ne La musica nel tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi). Perciò, consolati: basta droghe, mettiti a dieta e scrittura un bravo life coach.
BILANCIA – Anna Maria Lorusso ti mette in guardia dalla Postverità (Laterza): “La logica che stana la bugia è quella della corretta corrispondenza alla realtà”. In ufficio fai un accurato fact checking e depenna chi sai tu dalla lista dei colleghi affidabili.
SCORPIONE – Massimo Troisi sussurra: “Non ci guadagni niente dalla sofferenza d’amore, a parte i cantautori che ci scrivono canzoni”. Lascia le Canzoni d’amore a Luca Beatrice (Mondadori); tu, invece, preparati a godere una gioiosa solitudine.
SAGITTARIO – “Tutti eroi nelle retrovie”, ammette sconsolato Carlo Patriarca nel suo romanzo sulla Grande Guerra. Perciò, tu, per una volta, sforzati, armati di coraggio e accetta La sfida (Rizzoli): vedrai che la promozione non è così lontana e peregrina.
CAPRICORNO – È inutile che cerchi di mantenere Il segreto perfetto come Samira Hepburn (Piemme). Lo sanno tutti che quella lì “è proprio come sua madre: convinta che le cose buone della vita siano sue di diritto e che tutti gli altri possano andare all’inferno”. Occhio a non finirci tu.
ACQUARIO – Nell’Orso (Sem), Claire Cameron fa riferimento alle preghiere esaudite di Santa Teresa: “Dice che quello che hai è sempre meglio di quello che immagini nella tua testa, quindi attento a cosa desideri. Perché potrebbe essere peggio”. Vale soprattutto per la tua relazione.
PESCI – “L. non mi ha mai amato. Per questo me ne sono andato, perché mi ha spezzato il cuore”: l’estate non è ancora iniziata e tu già rimugini sulla Locanda dei ricordi d’estate (Sperling&Kupfer). Ma no! Marissa Stapley dice per dire: ce l’ha col vicino di scrivania, non con te.
La “damnatio” della destra: continua a ritrovarsi i più feroci nemici in seno
È una destra “che non piace neanche a destra”, quella di Matteo Salvini. Così scrive Mattia Feltri in un suo Buongiorno – la rubrica quotidiana de La Stampa – a proposito di “Un’idea insana di destra”. Nella staffilata di un corsivo, Mattia Feltri, elenca il pantheon dei bastian contrari – da Leo Longanesi passando per Giuseppe Prezzolini fino ad arrivare a Indro Montanelli – e si chiede da quale destra discende il capo della Lega: “Anche perché non si è mai capito bene che cosa fosse la destra, dal secondo dopoguerra in poi, quando tutto ciò che risiedeva a destra del Partito comunista, compreso Bettino Craxi, veniva dichiarato tale e in un’accezione mai benevola”. Mai benevola, appunto, l’accezione.
Il dente batte dove il riflesso condizionato vuole e Feltri, con abilità, pesta il nervo scoperto. L’idea insana non è precisamente quella confezionata apposta per liquidare Salvini e scarabocchiargli addosso le peggiori corna – la destra! – ma quel che questa stessa diventa nella consapevolezza di sé. Fuori dai circuiti d’influenza, la destra – intesa come casa dei conservatori – i più feroci nemici se l’è trovati sempre nel proprio seno. E magari per assecondare il pregiudizio degli altri. La destra non piace, innanzitutto, alla destra. Accuratamente sputacchiata dal proprio blocco sociale se si pensa che la casa borghese per eccellenza, Il Corriere della Sera, si guarda bene dal far scrivere nelle proprie pagine il borghese in assoluto più borghese, e cioè Leo Longanesi, l’uomo che ha fabbricato il giornalismo moderno e che ha creato la più vivace editoria in materia di rotocalchi, riviste e un sontuoso marchio librario.
Stesso discorso vale per Giuseppe Prezzolini, con Giovanni Papini tra i protagonisti del dibattito culturale e filosofico del Novecento. Tenuti alla larga entrambi – e con loro anche Ardengo Soffici, tra i massimi artisti innervati nella propria epoca e nella politica – dai giornali borghesi quali La Stampa, ma perfino Il Messaggero, e dalla vetrina ufficiale della cultura col “C” in maiuscolo se poi Mondadori, la casa editrice borghese per antonomasia, neppure per un istante ha mai pensato di raccogliere ne I Meridiani, la collana più rappresentativa, le opere di questi pensatori.
Una sorte – quella dell’esorcismo silenziatore – in cui incappano poi, anche irregolari innocenti rispetto alle categorie politiche, come un Dino Campana, poeta vero, neppure studiato nei licei o quell’altro toscano come Indro Montanelli – giustamente convocato da Feltri nella sequenza delle tante destre – la cui disavventura borghese, cominciata al Corriere e poi conclusa al Giornale, si conferma nella damnatio comminata da tutti: dalla sinistra, che plaude la sua cacciata da via Solferino, e dalla destra, che non se lo trova al fianco nel berlusconismo, anzi. Da tutt’altra parte.