La difficoltà di essere sindaco, fra responsabilità e pochi fondi
“I sindaci sono il filo più esposto della Repubblica”. È una dichiarazione del presidente della Repubblica Mattarella che descrive con un’immagine suggestiva quello che oggi è il nostro ruolo.
Siamo chiamati in prima fila per ogni emergenza che avviene sul territorio nelle materie più disparate, spesso senza avere alcun mezzo economico e umano per affrontarle.
Siamo i responsabili del territorio quando arrivano i messaggi della protezione civile, che lancia spesso venti allerta meteo al mese che noi dobbiamo fronteggiare dando sfogo a tutta la nostra fantasia. Siano essi incendi, alluvioni, neve o gelo.
Ci chiedono di agire e prendere decisioni, poi se mettiamo una firma di troppo per un lavoro urgente scatta subito l’abuso d’ufficio. Se non interveniamo invece scatta l’omissione. Noi che abbiamo una farmacia comunale con un solo direttore ci è vietato assumere un farmacista per migliorarne l’apertura e gli incassi, ma se chiudiamo quando l’unico farmacista va in ferie o è malato, rischiamo di essere imputati per interruzione di pubblico servizio.
Con i pochi contributi che ci mettono a disposizione per le elezioni siamo responsabili dei luoghi di affissione e di tutta l’organizzazione pure se sono elezioni nazionali o regionali. Nel frattempo se abbiamo strade da riparare qualora riuscissimo a reperire fondi dobbiamo affrontare iter burocratici che durano mesi. Abbiamo responsabilità enormi anche su materie dove non abbiamo un effettivo potere.
Siamo responsabili sulla sicurezza delle scuole, anche quando non abbiamo disponibilità immediata dei soldi che vengono stanziati per esse e che passano attraverso altri percorsi amministrativi. Abbiamo responsabilità sui minori, sugli anziani, sulle persone che improvvisamente si trovano senza tutela e che i Tribunali ci affidino. Tutto ciò inoltre pesa improvvisamente sui bilanci comunali e siamo costretti ad interrompere altri servizi essenziali.
Potrà durare questa situazione in una società cambiata, dove ci sono sacche di povertà che sempre più arrabbiate bussano alle nostre porte per avere un aiuto che non possiamo dargli? Sono queste le risposte che la politica deve dare.
Roberto Barbetti Sindaco di Capena
La coerenza del Movimento che ha escluso Berlusconi
Al di là delle simpatie o antipatie personali, credo che tutti dovremmo riconoscere al Movimento 5 Stelle nazionale la coerenza e il coraggio di escludere da accordi di governo Berlusconi che, sarà bene ricordare, sempre al di là delle simpatie o antipatie, è un inquisito e in contemporanea è anche un condannato. Il Pd, che dimostra memoria breve e opportunista, si era dimostrato molto meno schizzinoso e non aveva mantenuto quanto promesso nella precedente campagna elettorale e proclamato in ogni occasione da Bersani: “Al governo con Berlusconi mai”, infatti, tutti sanno benissimo come sia andata a finire, e cioè un “governissimo” con Forza Italia. Credo che al Pd dia fastidio il fatto che il Movimento si stia dimostrando più coerente di loro e credo che desideri vederlo piombare nel fango, in modo da poter dire: “Non sono diversi da tutti noi!”. Di Maio non è né inquisito né condannato, ciò nonostante ha fatto un passo indietro, contrariamente a chi non lo fa nemmeno di lato. Chapeau!
Albarosa Raimondi
Troppo veleno contro la Juve: non è tutta colpa degli arbitri
Sono anni che leggo il Fatto Quotidiano. Sono stato sempre o quasi in linea con le sue tesi politiche. Mi sono però posto domande circa articoli monotematici che da qualche tempo escono su un tema non proprio abituale per un giornale come il vostro. Mi riferisco agli articoli che, partendo dal presupposto di parlare di calcio, in realtà, attraverso soprattutto la penna di Paolo Ziliani, continuano soltanto e sistematicamente a sputare veleno sulla Juventus e sui suoi successi. Non pretendo di contestare nel merito le sue affermazioni mosse a mio avviso da totale e assoluta faziosità, sarebbe inutile visto che l’argomento sui favori degli arbitri è quello principe di tutti i non juventini per giustificare i ripetuti insuccessi delle loro squadre. Dopo un anno di Serie B, sei scudetti, tre Coppe Italia, due finali di Champions e un prossimo probabile scudetto e un’ulteriore finale di Coppa Italia, occorrerebbe riconoscere che tutto è nato da favori arbitrali. Continuerò a leggervi ma, scusate se ribadisco che, sul tema, non riesco a capirvi.
Marcello Domesi
L’odio per i bianconeri che continuano a vincere
Comprendo la libertà di essere contro e non festeggiare la vincitrice di sette scudetti consecutivi, ma non comprendo lo squalificarsi del quotidiano con il pubblicare parole di odio viscerale di Paolo Ziliani verso la Juve.
Elio D’Atri
Cari Marcello ed Elio, io ho festeggiato eccome, da juventino. Però anche mi è dispiaciuto il furtarello contro l’Inter.
M.Trav.