Storia di un’escort a domicilio: “Vendo il corpo, non l’anima”
Scende da un taxi e si vede subito che lei non è di zona: troppo smart, troppo fashion, ma soprattutto troppo sorridente per venire qui tra gli underdog di periferia. Entra in un alloggio di via Plava a Torino qualche minuto e poi via con un taxi verso un altro cliente.
“È un lavoro rischioso, entrare nella casa di un uomo è pericoloso, ma per me è meglio della strada.
Qui posso prendere degli accorgimenti, controllare chi è il cliente, poi avviso una mia amica, se dopo mezz’ora non mi sente avvisa la polizia. Non pensare che sono una troia, vendo il corpo, non l’anima. Ora che quello che voi chiamate il ‘vodoo’ è passato grazie a Oba Eware questa è la mia professione”.
“Lavoro a domicilio, mi piace girare, mantenere una netta divisione tra casa e lavoro, odio le code, il via vai nei condomini (e nelle strade), il sesso è un affare privato non deve diventare problema di tutti”.
Allora ciao, posso dire buon lavoro? Che tu possa essere felice?
Non so, non capisco, ma certo il mondo continua a essere un posto pieno di persone con storie che persistono nell’essere troppo vere per essere verosimili.
Fabrizio Floris
Il paradosso di Trump: contro le stragi vuole le armi
Il diversamente pettinato presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, è andato al convegno dei suoi amici e sostenitori armieri a rassicurarli che finché sarà lui l’inquilino della Casa bianca nessuna limitazione verrà posta agli armamenti.
Sono soddisfazioni! Riguardo al problema delle reiterate stragi compiute nelle scuole degli States dai “soliti” pazzi armati fino ai denti, il buon Donald ha pronta la soluzione: armare e addestrare gli insegnanti!
Geniale no? È l’omeopatia applicata alle carneficine: per fermare gli effetti nocivi delle armi aumentiamone la diffusione. E questa brillante idea è del cosiddetto “uomo più potente del mondo ”, capo della nazione faro della civiltà occidentale quegli Stati Uniti dai quali, noi italiani, importiamo tutto, sia il bello (poco) sia il brutto (assai).
A questo punto c’è da aspettarsi senza dubbio che cureremo il diabete con massicce dosi di zucchero, l’alcoolismo con fiumi di wiskhy, la stitichezza con le spremute di limone e la diarrea con i lassativi.
Mauro Chiostri
Siamo stati tutti adolescenti: gli insegnanti capiscano i bulli
Negli ultimi tempi sono saliti alla ribalta della cronaca casi di bullismo scolastico: fenomeno impensabile, almeno nelle dimensioni in cui oggi si configura. Ogni giorno si leggono notizie di docenti aggrediti da studenti o genitori. Detto ciò, aggiungo un paio di appunti.
In primo luogo, ogni adulto è stato adolescente. Con tale termine mi riferisco a un’età fondamentale nella crescita della persona sotto ogni punto di vista: fisico, psicologico, socio-affettivo, intellettuale. È una fase delicata per ogni ragazzo o ragazza, un periodo attraversato da turbamenti, inquietudini, sofferenze, sogni, desideri, scoperte, illusioni e delusioni, rabbia, trasgressioni. Un’età di cambiamento, che gli psicologi definiscono “età della disobbedienza”, poiché è normale iniziare a contestare l’autorità degli adulti, incarnata da genitori e professori.
Chi non ha mai compiuto un gesto di rivolta, né provato il sentimento di agitazione interiore che pervade l’adolescenza, temo sia stato un adolescente anomalo. Lungi da me l’intenzione di giustificare l’adolescente esagitato che aggredisce un docente.
Nel contempo, noi insegnanti, per essere credibili in una battaglia di civiltà, a salvaguardia della libertà di insegnamento e della dignità dei docenti e della loro stessa incolumità fisica, credo che dobbiamo biasimare i colleghi responsabili di violenze sistematiche, ma soprattutto vili ed ingiustificate, nei confronti dei discenti.
Mi riferisco ai soggetti più timidi, verso cui è facile “sfogare” le proprie frustrazioni, la propria crudeltà. Vi posso garantire che nelle scuole esistono insegnanti con inclinazioni sadiche, proclivi a infierire con accanimento verso gli alunni più vulnerabili, in quanto non in grado di difendersi, o privi della forza per denunciare i propri aguzzini. Sono comportamenti detestabili, da perseguire con fermezza e senza indugi.
Lucio Garofalo
DIRITTO DI REPLICA
In riferimento all’articolo “L’eterno schema Ponzi” pubblicato il 29 aprile precisiamo che Herbalife Nutrition non può in nessun caso essere assimilata al sistema delle vendite piramidali, in quanto adotta un legittimo modello di Network marketing che mai, da parte di nessun tribunale o ente governativo nel mondo, è stato qualificato come sistema di vendita piramidale.
Ufficio stampa Herbalife Nutrition Italia
Confermo che a luglio 2016, al termine di tre anni di indagini e dopo un patteggiamento, la Federal Trade Commission americana ha obbligato Herbalife a risarcire 350mila distributori con 200 milioni di dollari intimando modifiche al meccanismo di vendita dei prodotti, ma escludendo lo schema a piramide.
PDR