Spirano venti di guerra in Israele. Soffiano verso la Siria e sono diretti fino in Iran, la più grave minaccia che lo Stato ebraico vede profilarsi oltre i suoi confini. Israele è determinato a confrontarsi con l’Iran se la minaccia nucleare degli ayatollah non verrà resa rapidamente inefficace, perché l’accordo del 2015 sul nucleare iraniano – sostenuto dall’allora presidente Usa Obama e garantito dall’Aiea – “è basato sulle bugie”. Lo ha annunciato al mondo ieri sera il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Parlando dal quartier generale della Difesa di Kirya a Tel Aviv, il premier ha mostrato in tv il risultato di una straordinaria operazione di spionaggio. Dietro di lui, sul palco della sala conferenze, le copie dell’archivio segreto iraniano sullo sviluppo nucleare. Mezza tonnellata di materiale che dimostra come l’Iran ha mentito al mondo.
Senza naturalmente spiegare come, Netanyahu ha annunciato che i servizi segreti sono riusciti a ottenere “55 mila documenti relativi di progetti nucleari che includono fotografie, video, animazioni che li incriminano, progetti già realizzati e altri documenti”. Fra il materiale finito nella mani degli 007 israeliani anche 183 cd pieni di documenti originali in farsi che dimostrano, ha spiegato Netanyahu, che l’Iran progetta di dotarsi di almeno cinque ordigni nucleari analoghi a quelli di Hiroshima. Con i suoi missili, alcuni dei quali raggiungono i 2.000 chilometri, il nucleare iraniano minaccia le principali città israeliane e altre capitali mediorientali, ha avvertito il premier israeliano.
“Teheran ha mentito e mente sfacciatamente” sulle sue armi nucleari e l’accordo nucleare è basato sulla menzogna, sulla menzogna iraniana”, ha detto il premier. “Vi mostrerò – ha aggiunto – solo una frazione del materiale, ma anche solo da questo giungerete a quattro conclusioni: l’Iran ha mentito sul non aver mai avuto un programma di sviluppo bellico nucleare, anche dopo l’accordo ha continuato a estendere il know-how, nel 2015 ha mentito ancora all’Aiea”. Sono state mostrate foto del sito supersegreto di Fordow per l’arricchimento dell’uranio, i suoi laboratori. E altri impianti che risultavano inattivi e che invece hanno proseguito lo sviluppo in barba agli ispettori dell’Aiea.
Gli Stati Uniti hanno garantito l’autenticità dell’archivio segreto, ha proseguito Netanyahu, annunciando che i documenti verranno mostrati all’agenzia Onu per l’energia atomica e ad altri Paesi. Lo sbalorditivo annuncio di Netanyahu arriva a meno di due settimane dalla decisione di Trump sull’abbandono dell’accordo internazionale sul programma nucleare iraniano in cambio di sgravi economici sulle sanzioni raggiunto nel 2015. Il presidente Usa ha commentato a caldo: “Dimostra che ho ragione al 100%”. Teheran ha risposto definendo Netanyahu “il ragazzo che gridava al lupo”.
Per Israele il confronto con gli ayatollah è doppio. Perché lo Stato ebraico non permetterà all’Iran di trincerarsi in Siria e ha compiuto dozzine di attacchi negli ultimi anni contro le spedizioni di armi iraniane attraverso la Siria dirette a Hezbollah, la milizia sciita in Libano.
La notte di domenica, almeno 40 persone sono state uccise in un misterioso doppio attacco missilistico contro le posizioni militari iraniane e siriane in Siria che hanno scatenato enormi esplosioni: nell’area i sismografi hanno registrato scosse di scala 2.6 Richter. Israele ha risposto con l’abituale “no comment”. Ma i dubbi sono davvero pochi.