Nel 1968 il divino Miles è inquieto e iper-attivo come sempre. Pubblica questo lp e l’altrettanto straordinario “Miles in the Sky”, ma soprattutto getta le basi della sua nuova rivoluzione elettrica. In entrambi i dischi si avvertono le avvisaglie dell’ibrido jazz-rock che si svilupperà con “In a Silent Way” e “Bitches Brew”, ma è qui che il passaggio è più evidente. In copertina è ritratta la moglie Betty, colei che aveva avvicinato Davis a funk e rock.
“Tropicalia”, l’avanguardia brasiliana prima dei militari
Un movimento durato lo spazio di un mattino, luminosissimo e straripante di colori. Le due menti del Tropicalismo venivano però da Salvador de Bahia. Caetano Veloso e Gilberto Gil saranno quelli dalle carriere più lunghe, ma di quella scapigliatura tra Brasile e psichedelia facevano parte anche Gal Costa, gli Os Mutates, Tom Zé, Rogerio Duprat, Torquato Neto. Un attimo prima che vadano al potere i militari e finisca tutto.
“Sf Sorrow” il concept fa il suo esordio nella storia
Il primo concept album della storia è opera di una band di sciamannati che fino a tre anni prima suonavano un r&b primitivo. Passando dalle anfetamine agli acidi gli orizzonti si allargano fino a ciò che nessuno aveva mai tentato: una storia lungo tutto l’arco di un disco. Il protagonista SF Sorrow nasce, si innamora, va in guerra, si perde tra i tentacoli della metropoli e muore. Il rock acquista una dimensione narrativa sfruttata poi dagli Who di Tommy.
“Beggars Banquet”, il muro del cesso si fa capolavoro
Al candore del White Album fa da contrappeso la parete di un cesso ricoperta di graffiti. Keith Richards scopre le accordature aperte e gli Stones entrano nella loro fase migliore, quella più demoniaca e dissoluta: il diavolo per cui Mick Jagger dichiara sardonicamente la sua simpatia lastricherà gli anni successivi di cadaveri, tracolli esistenziali, droga e vari altri guai. Ma anche di capolavori. Questo è quello dall’anima più blues.
“White Album”, il glorioso inizio della fine dei Beatles
“Siate realisti, chiedete l’impossibile”. Se c’è stato un ambito nel quale lo slogan più bello e utopista del maggio francese ha ispirato risultati concreti, è stato quello musicale.
Nei tanti suoni del 1968 non c’era spazio per il concetto di revival: tutto era nuovo, tutto si poteva mescolare. Fu un anno straordinario per il rock, il soul, l’r&b, il jazz, il folk.
La psichedelia dettava ancora legge ma si intravedevano già germi di funk e di metal, mentre prendevano forma le prime sperimentazioni elettroniche e persino il country diventava meno reazionario.
E in Italia? A parte l’eccellenza della nostra scuola di compositori di colonne sonore, eravamo perennemente inchiodati a Sanremo. Per il nostro Sessantotto in musica ci sarebbe stato ancora da aspettare.
Dall’orgia Dall’orgia di colori del Sgt. Pepper’s al bianco virginale che ha dato il titolo “non ufficiale” al disco doppio più famoso della storia. I Beatles sono fisicamente nello stesso studio
ma mentalmente stanno già prendendo strade separate. Nemmeno George Martin li tiene più. Ne usciranno a pezzi, ma con un’enciclopedia pop che va dal collage rumoristico “Revolution #9” a una ballata sinatriana come Goodnight. L’inizio, glorioso, della fine.
Capricorno, accontenta il partner Cancro: sparisci per qualche giorno
ARIETE – Anziché imprecare contro il Tempo da cani (Coconino), prendi esempio dai personaggi di Manu Larcenet: “Se avessimo un’anima, non saremmo qui… Perciò ne voglio una”. Datti da fare per procurartela: ti sarà d’aiuto contro il clima impazzito e l’altro pazzo che sai.
TORO – “Il mito del Toro pare superare quanto finora supposto. La sua forza è tale da oltrepassare gli oceani e raggiungere indenne le nuove terre”. Puoi andare in Mongolia con David Bellatalla (Oltre), oppure chiuderti in casa con l’amante per un altro tipo di tour.
GEMELLI – Conto sui tuoi superpoteri, ma credo che neppure tu sia in grado di difendermi dai miei tentativi di autoboicottarmi”: lascia perdere chi ti chiede di salvarla, si chiami Ofelia (001), Julieta Arroquy o cippalippa. Preoccupati piuttosto di organizzare una vacanza solitaria.
CANCRO – Se sei a corto di idee per riconquistare l’amato in fuga, scopiazza pure le prose e i versi riportati da Gianluigi Simonetti ne La letteratura circostante (il Mulino), tipo: “Ti voglio, in Dolby stereo”. Poi, però, sparisci per qualche giorno.
LEONE – “Non cerco guai, ne ho già avuti abbastanza”, dice Laëtitia di Ivan Jablonka (Einaudi), una ragazza che, come te, “subisce la vita. Si lascia portare”. Tu, però, sei ancora in tempo per prendere in mano la situazione e realizzare quel benedetto progetto familiare.
VERGINE – “Non voglio perderla, non voglio più starle lontano – già tanto mi sono perso di lei – ma nemmeno posso starle troppo vicino”: che noia il Preludio a un bacio!
Lascialo a Tony Laudadio (NNE): tu spicciati a riempire di baci la tua bella pulzella.
BILANCIA – A chi ti chiede di approvare Il matrimonio del signor Mississippi, rispondi: “Perdonami, è che semplicemente non sono in grado di sopportare fisicamente queste emozioni”. Tanto le nozze finiranno maluccio, lo sa pure Friedrich Dürrenmatt (Marcos y Marcos).
SCORPIONE – Tobias Dantzig (il Saggiatore) sostiene che in ufficio sei circondato da tipacci: “Sono veramente scrupolosi?… Non hanno i loro misteri, le loro incongruenze e le loro contraddizioni?”. Attenzione a non finire anche tu nel Numero dei colleghi invisi al capo.
SAGITTARIO –“Promisi a me stesso che non sarei mai più rimasto impotente mentre qualcuno a cui voglio bene affoga”: ti sei infilato in un guaio sentimentale Più profondo del mare (Piemme). Melissa Fleming ti suggerisce di imparare a nuotare e salvare te stesso prima dell’altro/a.
CAPRICORNO – Lettera per Sara al tramonto, cioè per te: “Amore mio, sei sempre stata troppo dura con te stessa… Io vorrei che fossi più indulgente. Lo faresti? Tratteresti meglio il mio amore?”. Accontenta per una volta il partner, anche se non è Maurizio de Giovanni (Rizzoli).
ACQUARIO – Scrive Vivek Shanbhag in Ghachar Ghochar (Neri Pozza): “Non siamo noi che controlliamo il denaro, è lui che ci controlla. Quando è poco, è mite e mansueto; quando è tanto, diventa sfrontato e ci comanda a bacchetta”. Per te vale la prima ipotesi, tranquillo.
PESCI – Massimo De Donno ti svela come diventare Runner in 21 giorni (Sperling&Kupfer): “La vita è per il 10% quel che ti succede e per il 90% come tu rispondi a quel che ti succede”. Occhio alle false partenze in ufficio.
Caso Alfie, c’è qualcosa di diabolico nel separarsi di fronte alla sacra vita
Non è un appello morale Voi sapete. L’indifferenza uccide, di Giuseppe Civati (La Nave di Teseo) – non è un temino, un comizietto a uso delle anime belle, no. È un atto d’accusa. Il mondo non è una scala, è una palla dove rotoliamo tutti, e siccome non riusciamo – tutti noi – a vedere e leggere quello che già domani verrà messo nei libri di storia “nero su bianco” è urgente insolentire la sonnecchiante coscienza di tutti, tutti noi, snocciolando il crucifige di violenza, disperazione e disumanità.
È un atto poetico, questo di Civati, dunque politico, ed è scritto disegnando l’apnea del nostro nulla. E questa, scrive, è la verità: “Che un batter d’ali di farfalla a Dubai diventa nuvola di smog in Europa e torna come siccità nel Sahel, un colpo di fucile in Niger produce uno sbarco a Lampedusa, un lavoratore sfruttato in Madagascar provoca la chiusura di una fabbrica in una zona industriale in pianura padana”. La verità – per dirla con le parole di Bulgakov – “è che ti fa male la testa”. Questa la risposta di Cristo a Pilato. E c’è un che di diabolico – appunto, il diabolos, il divisore – nel separarsi rispetto alla sacrissima vita.
Il caso Alfie, precisamente. Chi vuole salvare il bimbo di Liverpool cui hanno staccato il respiratore è di destra mentre chi indica gli altri bimbi – i tantissimi, squagliati nel naufragio, nel Mediterraneo – è di sinistra. Satana in persona s’adopera in questo frullatore della chiacchiera e tutto è nel batter d’ali: “Le ragioni dell’umanità, le uniche ragioni” scrive Civati. Eppure no, le supreme ragioni ci attendono nei cieli dove l’Eterno stabilisce l’impronta della pietas che l’umanismo troppo umano ha poi capovolto in caricatura.
E ciò accade a sinistra – quando l’ideologismo rende cieca la politica – e accade anche a destra, dove difetta l’alfabeto se perfino “il sangue di Enea” non va a conseguenza: “Un ragazzo che scappa con il padre in spalla, da una città in origine in fiamme, che glorifica un impero nel quale la cittadinanza seguiva leggi di forte integrazione”.
La destra dell’Inno a Roma – “Madre di uomini e di lanosi armenti” – dovrebbe conseguire nell’universalità e non nella xenofobia. Giusto per Anchise, saldo sulle spalle del figlio: due turchi che apparecchiano lo ius soli a Romolo e Remo, nientemeno. E ci vuole un atto politico, non un appello morale, per stanare l’ignoranza. L’indifferenza davvero uccide. Civati accende la sua accusa a dispetto del moralismo che è solo un pannicello di conforto a uso della modernità.
L’inaudito che crediamo sia solo prerogativa del Novecento è, purtroppo, il canovaccio su cui si perpetua la sopraffazione dell’uomo sull’uomo. E la verità è, per dirla con le parole dell’autocensura, quella cosa che domani – ma perfino solo dopodomani – verrà scritta nei libri di storia.
Facce di casta
Bocciati
Il centrodestra non deve morire.“Grande vittoria in Molise del centrodestra. Vince la coalizione ancora una volta. Insieme siamo in grado di battere tutti gli avversari”: questo di Paolo Romani è solo uno dei vari tweet dei notabili berlusconiani che commentano il risultato delle elezioni in Molise all’insegna del ‘finchè morte non ci separi’.
Matteo Salvini dev’essersi improvvisamente reso conto di trovarsi nel remake di ‘Misery non deve morire’: il ruolo di Annie, l’aguzzina psicopatica che tiene rinchiuso ed immobilizzato a letto lo scrittore per impedirgli di far morire Misery, la protagonista di una serie di romanzi che lo ha reso celebre, ruolo che fruttò l’Oscar a Kathy Bates, è interpretato stavolta da Silvio Berlusconi.
L’unica differenza tra l’originale americano e il remake nostrano ambientato tra via Bellerio e Palazzo Grazioli, è che da mantenere in vita a tutti i costi, al posto di Misery, c’è la coalizione di centrodestra.
Al povero Matteo Salvini non resta che sperare nell’arrivo dello sceriffo Mattarella a liberarlo, o in alternativa a una candidatura ai David di Donatello.
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Anche al naturale. Matteo Salvini ha commentato così l’eventuale accordo Lega-Movimento Cinque Stelle: “Se fossi un elettore dei 5 Stelle avrei o problemi o vergogna”. Volevamo rassicurarlo: può averli lo stesso, anche senza aver votato Cinque Stelle.
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Promossi
La politica all’improvviso.
Se per Niccolò Pietro è possibile avere due mamme ed essere un bambino come tutti gli altri è grazie a Chiara Appendino. No, alla sindaca di Torino non è servito trasformarsi nella fata turchina, è stato sufficiente decidere di firmare un atto che riconosce pari diritti al figlio di una coppia omogenitoriale, senza rifugiarsi dietro l’intervento di un tribunale.
“Speriamo di aver generato l’avvio di un percorso che adegui l’attuale sistema normativo all’evolvere della società civile. Abbiamo contribuito a scrivere un pezzo di storia”. Quando la politica decide di non mostrarsi sorda alla voce del Tempo, e non delega ad altri le responsabilità ma ha il coraggio delle proprie azioni, è allora che si riappropria di se stessa.
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La mostra è rimandata.
Mentre alla spicciolata comincia la discesa dall’Aventino, con qualcuno che si avvia di buona lena, qualcuno che si muove con attenzione per paura di rompersi le articolazioni delle ginocchia e qualcun altro che si è barricato nella tenda e si rifiuta categoricamente di spostarsi di un solo millimetro, scampoli di buonsenso tornano ad illuminare la discesa dal colle. A grandi falcate, forse per via delle gambe lunghe, si avvia verso la pianura Piero Fassino, smontando l’argomento degli insulti ricevuti dai Cinque Stelle in campagna elettorale, dietro al quale si barricano molti esponenti democratici: “Il tema che abbiamo di fronte è che governo dare all’Italia oggi, non una rassegna retrospettiva su quel che ciascuno ha detto”. Ecco, prima capiamo come uscire dall’empasse, poi magari ci dedichiamo ad una bella mostra in cui esporre i migliori pezzi della ricca collezione d’improperi raccolti in campagna elettorale.
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La settimana Incom
Promossi
Il professore poeta Roberto Vecchioni ad Arezzo ha chiuso il mese della consapevolezza sull’autismo con un recital, musica e parole, che ha incantato il pubblico . “L’autismo è un altro modo di vedere la vita. Mica ce n’è uno solo”. Grazie prof.Il Vasco che Vorrei Il komandante a Vanity fair: ”Non sono tipo da duetti e terzetti. Ho sempre avuto la sensazione che quelli che si mettono insieme è perché non sanno bene che cosa fare. Cantare una canzone metà io e metà te va bene per i bambini dell’asilo: ci mettiamo il grembiulino, ci teniamo per mano e cantiamo la canzoncina. A volte, ti dicono: ‘Ma è per beneficenza’. Ma, secondo me, la beneficenza è una di quelle cose che fai aprendo il portafoglio e magari stai anche zitto, sennò non si capisce dove finisce il vantaggio per chi la fa e dove comincia la beneficenza”. Standing ovation.
N.C.
#Pittoo
La Plan B, casa di produzione di Brad Pitt, ha acquistato i diritti per un film sulla vicenda di Harvey Weinstein, il potente produttore cinematografico, accusato di molestie, stupri e ricatti, al centro dello scandalo sessuale che ha scosso Hollywood. Di sicuro il protagonista non potrà essere il bellissimo Brad, sogno erotico delle donne di mezzo mondo.
Neri per caso
Si conclude questa settimana “Questo nostro amore 80”, terza serie della fortunata fiction con Anna Valle e Neri Marcorè. Ascolti sotto le aspettative, anche a causa di una collocazione (il martedì) decisamente penalizzate (contro ha avuto le partite di Champions della Roma), per non dire della scelta di farla partire il giorno di Pasqua. Peccato per un ottimo prodotto, una bella storia raccontata e interpretata con grazia da un cast di tutto rispetto, che meritava un’altra cura. Menzione d’onore alla bravissima Manuela Ventura, nella serie Teresa Strano.
Royal Affairs
Notizia uno: è nato il terzogenito del duca e della duchessa di Cambridge, per gli amici William e Kate. Si chiama Louis Arthur Charles, fratello di George Alexander Louis e Charlotte Elizabeth Diana (non è che abbiano una gran fantasia). Notizia numero due: il matrimonio tra il principe Henry e Meghan Markle, al Castello di Winsdor il 19 maggio, diventerà un ep Decca Records e Universal Music hanno annunciato che la cerimonia si potrà ascoltare il giorno stesso in streaming, a poche ore dalla funzione, e verrà poi pubblicata su disco (anche in vinile). Speriamo che nessuno abbia il raffreddore.
Bocciati
Shame on line
Alla notizia del malore di Giorgio Napolitano, sui social sono apparsi messaggi “augurali” di questo tenore: “Magari è la volta buona”, “Speriamo che muoia”. No no, non sono haters, sono proprio disgustosi.
Millelibri, il piccolo paradiso delle poesia è in centro a Bari
“La poesia è un modo complesso di condividere la nostra esperienza umana e di renderla più comprensibile e più sopportabile”. Serena Di Lecce ha 33 anni e questa è la sua definizione di poesia. Un grande amore che, da circa un mese, le ha permesso di aprire la sua libreria non lontano dal centro di Bari. Ma non una libreria come tutte le altre. Millelibri è interamente dedicata alla poesia, c’è solo una piccola sezione dedicata alla narrativa tutto il resto “è in versi”. Una scelta coraggiosa che l’ha condotta alla realizzazione del suo più grande sogno: fornire agli amanti della poesia testi rari e difficilmente reperibili.
“Ho aperto la mia libreria circa un mese fa e devo dire che è sempre molto frequentata, anche perché qui si possono trovare testi ormai fuori commercio, vecchi edizioni, libri rari e di rara bellezza”. Un’isola felice per gli appassionati, che raccoglie circa 2 mila volumi: mille usati e mille nuovi. “Alcuni – racconta – li ho acquistati da privati dopo un lungo lavoro di ricerca, altri provengono da case editrici che ho selezionato personalmente per circa due anni”. Prima di realizzare il suo sogno, Serena Di Lecce ha studiato Lettere senza mai laurearsi.
Poi, come molti suoi coetanei, ha fatto mille lavori, è diventata mamma e dopo due anni di ricerche e un accurato lavoro di selezione di piccole case editrici, ha dato vita a Millelibri. Un piccolo salotto dove tutti possono entrare, sfogliare i testi, fermarsi per una lettura e perché no chiacchierare sulla poesia. Un luogo senza tempo dove ogni angolo è stato curato nel dettaglio, con luci calde, tappeti e poltrone. “I mobili sono dei miei nonni – racconta Serena – volevo creare un ambiente tranquillo che favorisse la conversazione, il confronto intimo che ormai abbiamo perso. Quando i miei clienti chiacchierano e si confrontano su quello che stanno leggendo imparo tanto anche io. È davvero un piacevole scambio”.
E in questo elegante salotto sono custoditi dei piccoli tesori oltre a un’esposizione di libri dei primi del 900: capolavori come la prima edizione de Il nostro padrone di Grazia Deledda in perfetto stato o un libro autografato del poeta siciliano Bartolo Cattafi con una dedica scritta 15 giorni prima della sua morte. Ma ci sono anche l’edizione di Sì alla terra di Sibilla Aleramo, un Palazzeschi del 1949 e persino un’edizione del 1899 di Matilde Serao “assolutamente introvabile”. I prezzi variano da 1 a 200 euro e, a detta della proprietaria, la piccola libreria è frequentata da persone di tutte le età. “Si va dai 18 agli 80 anni – spiega – con una prevalenza di questi due estremi.
Qui vengono appassionati con forte motivazione e un vero amore per la poesia”. Un amore condiviso anche dai più giovani. “Contrariamente a quanto si pensi, la cosa più bella è vedere i ragazzi scoprire una dimensione a loro poco familiare, lontana dalla tecnologia. A volte mi chiedono da dove si dovrebbe cominciare quando ci si avvicina alla poesia, quali autori si dovrebbero leggere. Ed è meraviglioso, per me, poter dare loro un consiglio”.