La reazione scomposta di Renzi alle critiche
Domenica esco di casa e c’è Renzi che passeggia con la moglie. Penso: “Come cittadino devo metterlo al corrente del mio disprezzo nei suoi confronti!”. Perciò lo saluto ed educatamente gli dico che si dovrebbe vergognare. Lui non solo ha il coraggio di chiedermi perché, ma prima che io possa rispondere tira fuori il cellulare, dicendo che avrebbe registrato tutto poiché anch’io stavo registrando (figuriamoci, ero in sella al motorino). Mentre “dibattiamo” sui soliti argomenti, Delimobil, Arabia Saudita, i vostri scoop (mi confida che vi ha querelato per 7 milioni di euro), Renzi esige sapere il mio nome e si mette a fotografare la mia targa. Quando chiedo lumi per questo suo fare intimidatorio, mi risponde che a me ci penserà la magistratura e che anzi: “Tenga le mani a posto!” (parlando gli ho toccato un braccio). A quel punto non ho potuto fare a meno di deridere lui e le sue querele. Non l’avessi mai fatto! La moglie diventa isterica e inizia a darmi del grillino (per lei senza dubbio il massimo dell’offesa), mentre Renzi chiama la scorta, che arriva con due macchine. E il tutto per difendersi da un cittadino che civilmente esprimeva il suo dissenso. Ma va a ciapà i ratt!
Alberto Agnello
Altro che Innominabile, paghino chi lo ascolta!
Ho la sensazione, a dire il vero basata sul nulla, che le conferenze per le quali Renzi viene lautamente pagato siano degli speech nei quali, oltre a pagare l’oratore, bisognerebbe pagare in qualche modo anche il pubblico che le sta a sentire considerata la pochezza di ciò che viene detto. Non potrebbe il Fatto analizzare alcuni di questi discorsi per vedere se questa sensazione ha qualche fondamento?
Pietro Volpi
Ottima idea!
M. Trav.
Chi festeggiò la nazionale adesso critica Puzzer
Ma tutti i personaggi che vanno in televisione a difendere la decisione di sanzionare Stefano Puzzer con il Daspo, associandolo al rischio di aumento dei contagi durante le manifestazioni in piazza senza distanziamento né mascherina, dove si erano nascosti in occasione dei festeggiamenti per la vittoria della nazionale di calcio? A pensar male verrebbe da ipotizzare che fossero in piazza a festeggiare, senza distanziamento né mascherina… né coerenza.
Gabriele
Compreso il Premier dei Migliori che autorizzò quella follia collettiva.
M. Trav.
Le assenze ingombranti nell’addio al carbone
L’accordo per l’addio al carbone entro il 2030 è storico, ma lascia l’amaro in bocca dal momento che tra i 40 Paesi che hanno aderito mancano Stati Uniti, Cina, Russia e India. Con queste premesse la vedo dura.
Gabriele Salini
Al principe d’Arabia preferiamo (il) Conte
Conte non parla con rancore. Parla di verità. Che continua a essere rivoluzionaria. Specie per chi è sceso in politica con rabbia e rancore per rottamare tutto ciò che non fosse lui e il suo cerchio magico. Per fortuna la sua obsolescenza programmata gli ha concesso poco tempo e ci ha evitato più danni di quelli che ha già fatto. Lasciamolo diventare principe d’Arabia. Noi preferiamo il nostro Conte.
Melquiades
Un piccolo chiarimento sull’utilità dei vaccini
Il direttore Marco Travaglio, rispondendo a un lettore, ha fatto intendere un po’ sardonicamente che importa ma non troppo che le persone si vaccinino, tanto i vaccinati rischiano al più un raffreddore.
Però non è proprio così: c’è sempre un 5-9 per cento (dati dell’Istituto superiore di sanità) di persone che pur da vaccinati (entro i sei mesi) rischiano l’ospedale, la terapia intensiva o la morte. E poi ci sono coloro che non possono vaccinarsi ma sono vulnerabilissimi. Quindi, al di là della battaglia sul vaccino obbligatorio o facoltativo, vaccinarsi non è mai solo un atto per se stessi. Che poi oggi parlino in tanti e dicano spesso cose contrastanti, è vero.
Mauro Ottonello
Caro Mauro, al contrario: penso sia importante che le persone si vaccinino, proprio per smettere di avere paura di chi non lo fa.
M. Trav.