I partiti non si sincronizzano con la volontà degli elettori
Nell’universo è tutto “sincronia” i pianeti girano intorno alle stelle sincronicamente e quindi in equilibrio dinamico, le comete hanno traiettorie sincrone e quindi sempre in equilibrio con l’universo circostante. nella natura si succedono in maniera ordinata le stagioni, gli esseri viventi hanno un cuore che batte in sincronia con il procedere della vita.
I partiti invece non riescono a formare un governo perché non sono in sincronia con l’elettorato, sincronia rotta dalla volontà di forzare l’andamento politico dei soggetti.
Infatti forzano l’andamento naturale delle cose quando inventano “le coalizioni” che erano in sincronia quando il problema era la scelta tra destra e sinistra ma oggi che l’ordine di priorità politica è cambiato ecco che chi vota Salvini per demolire i privilegi di 40 anni di parassitismo si trova legato a Berlusconi che in 20 anni di governo ha solo rafforzato le rendite parassitarie ma dice il contrario.
Chi ha votato radicale in pratica ha votato Renzi che è al polo opposto del radicalismo. Quindi il voto espresso il 4 marzo non è sincrono con le coalizioni e i partiti partecipanti, ed ecco che il governo non si riesce a fare. Esiste un grande partito del cambiamento anti-privilegi e parassitismi ma milita in tre formazioni antitetiche per i loro leaders: l’80% dei leghisti, il 50% del Pd e tutto il M5S.
Elettori quindi ingabbiati in schemi artefatti che non corrispondono alla vera volontà politica del popolo. Questa gabbia, oggi, la possono rompere solo i rispettivi politici, ma non mi sembra siano all’altezza del compito storico loro assegnato.
Francesco Degni
Tutto tace sulla Trattativa e in politica nulla cambia
Della sentenza nel processo sulla trattativa Stato-mafia non si parla, anzi Berlusconi e famiglia si permettono di offendere tutti coloro che ricordano agli italiani la verità, e non mollano “la presa” ultraventennale. Renzi, costretto a dimettersi da presidente del Consiglio e da segretario del Pd per errori politici imperdonabili in qualsiasi altra nazione, continua a determinare scelte di governo, vuol comandare il partito e continua ad impedire qualsiasi tentativo che non preveda un suo trionfale ritorno al potere.
Forse quando si parla di “mafia” ci dovremmo chiedere per quanto tempo milioni di cittadini che hanno votato e rivotato dopo pochi mesi segnalando una convinta, inequivocabile volontà di cambiare le cose, dovranno sopportare ancora tali situazioni.
Giampiero Buccianti
Criticare il governo di Israele non significa essere antisemiti
Sinceramente non riesco, in buonafede, a capire per quale motivo se qualcuno osa criticare lo Stato di Israele e la politica del governo Netanyahu verso i palestinesi, scatta in automatico l’accusa di “antisemitismo.”
Ora, se qualcuno critica, e di motivi ce ne sono, le scelte politiche di Donald Trump non per questo è complice dei terroristi che hanno buttato giù le Torri Gemelle, se si contesta al governo turco di Erdogan la repressione verso la libera stampa non vuol certo dire che si odia il popolo turco.
Criticare Israele non è sinonimo di filonazismo, vi sono moltissimi ebrei che contrastano l’attuale amministrazione israeliana, sarebbe ora, anche nell’interesse dello stesso Stato con la Stella di Davide, di smetterla con questa squallida strumentalizzazione, alle più che legittime critiche si dovrebbe rispondere con circostanziati e cogenti argomenti e non buttandola “in caciara” speculando sul dramma della Shoah mancando oltretutto di rispetto alle vittime innocenti che l’hanno subita.
Mauro Chiostri
La rete di simpatie straniere che protegge Cesare Battisti
Ancora una volta Cesare Battisti, pluriassassino condannato in via definitiva per omicidi a scopo di rapine, può cavarsela sfuggendo alla giustizia italiana grazie alle potenti complicità che lo proteggono a livello internazionale.
Dopo la signora Sarkozy (alias Carla Bruni, italiana) che ne ha facilitato la fuga dalla Francia quando ha capito che l’estradizione era vicina, è stata la volta di Lula che, nell’ultimo giorno del suo mandato presidenziale, l’ha salvato nuovamente, e ora il nuovo Presidente (che aveva promesso un ben diverso comportamento) lo lascia circolare liberamente senza alcun controllo.
Tutto ciò perché il Battisti si ammanta dell’aureola di “martire della rivoluzione” che negli anni 70 ha insanguinato l’Italia e ha suscitato tante simpatie negli ambienti più perversi della sinistra internazionale.
Quando l’Italia avrà il coraggio di rompere le relazioni diplomatiche con il Brasile?
Cristiano Urbani
I NOSTRI ERRORI
Giovedì 26 aprile abbiamo sbagliato il nome di battesimo dell’assessore al Lavoro della Regione Campania, Sonia Palmieri, nell’occhiello e nella didascalia dell’articolo intitolato “Non c’è il ‘garante’, premiata l’assessora”: ci scusiamo con l’interessata e con i lettori.
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