Mentre al Senato si votava il DDL Zan, il senatore Renzi era all’estero a svolgere un incarico retribuito. Come se un medico ospedaliero stesse operando, in orario di servizio, presso una clinica privata. I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione (art. 98 della Costituzione). Come mai non vale anche per i parlamentari?
Cordiali saluti.
Domenico Forziati
Gentile Forziati lei cita l’articolo 98 della Costituzione. Io aggiungo il 54 della nostra Carta: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Quale disciplina e quale onore, allora, accompagnano il senatore Matteo Renzi quando diserta Palazzo Madama per essere ospite ben pagato del principe saudita bin Salman, mandante dell’omicidio Khashoggi? Non solo: oltre a quella sul ddl Zan, il capetto di Italia Viva ha saltato il 60 per cento delle sedute? Motivo: i suoi frequenti viaggi all’estero per ragioni lobbistiche, diciamo così, e anche le presentazioni dei suoi libri in Italia. Lei giustamente pone la questione in termini legalitari, che precedono quelli etici, con il citato articolo 98. In realtà il Parlamento conserva alcuni privilegi da Casta. È il caso delle cosiddette missioni. Un deputato o un senatore che sta in missione non solo non perde i soldi ma non è neanche tenuto a giustificare le ragioni dell’assenza. Addirittura, quotidianamente, i partiti si dividono le fette della torta delle missioni per salvare questo o quel collega. Qualche settimana fa, sul “Fatto”, Ilaria Proietti ha rivelato un altro scandalo: quello di Marta Fascina, deputata azzurra e soprattutto nuova fidanzata convivente dell’ex Cavaliere nonché Pregiudicato Silvio Berlusconi. Fascina è tra le più assenti di Montecitorio ed è perennemente in missione grazie al suo gruppo. Il suo compito è di accudire il prediletto Silvio, giorno dopo giorno. Sì, ha letto bene. La sua missione (che noi paghiamo) è l’amore per Silvio. A proposito di B. e per tornare a Renzi. Un ex ministro del Pd mesi fa mi fece una battuta tagliente: “I soldi stanno a Renzi come il sesso a Berlusconi”. E ho detto tutto.
Fabrizio d’Esposito