La storia tra pochi giorni proverà che chi ha commesso il crimine è stato il commissario che mi ha accusa, il giudice che mi ha condannato; uscirò da tutto ciò più forte e innocente, poiché proverò che loro hanno commesso un crimine. Non so come ripagare il rispetto e la gratitudine che avete per me”. È il frammento dell’acclamato discorso di un’ora del carismatico Inacio Lula da Silva, il fondatore del “lulismo” reputato morto, ma resuscitato con un guizzo sabato, prima che l’ex presidente più votato della storia moderna brasiliana, si consegnasse agli agenti della Polizia federale penetrati dal retro dell’edificio camuffati da militanti. Dopo più di trenta ore di resistenza politica e giudiziaria, all’interno della sede del sindacato dei metalmeccanici di Sao Bernardo do Campo, il candidato favorito alle presidenziali previste a ottobre sarà, nelle ore in cui è andato in stampa il giornale, condotto in jet a Curitiba, dove dovrà scontare 12 anni per corruzione e riciclaggio. Ma ieri sera, nonostante gli accorgimenti la folla ha bloccato a lungo l’uscita dall’edificio dei sindacati, roccaforte di Lula e dei suoi fedelissimi.
È la seconda volta che Lula andrà in prigione, la prima durante la dittatura militare. L’ex presidente è stato portato in spalla dalla moltitudine dei simpatizzanti subito dopo il discorso, e dopo la pungente omelia di Don Angelico Sandalo Bernardino, vescovo emerito di Blumenau, amico intimo di Lula. Il vescovo ha tenuto la messa in memoria di Marisa Leticia, 68 anni, morta un anno fa.
Era la moglie inseparabile dell’ex presidente ma, anche l’attivista pietista che ha tessuto con le proprie mani la prima bandiera del Partido dos Trabalhadores, il partito di Lula che ha fermamente difeso dalle accuse d’essere “un’organizzazione criminale”. “Quello che è accaduto in Brasile è un golpe iniziato con l’impeachment di Dilma Rousseff. Fa bene resistere, ma senza violenza”, ha dichiarato durante l’omelia, Don Sandalo Bernardino. Il vescovo ha dichiarato più volte, anche in passato che l’ex presidente é vittima di persecuzione politica. Sia la difesa che i famigliari preferiscono che Lula si costituisca prima dell’emissione del secondo mandato d’arresto che avrebbe pregiudicato la strategia della difesa prevista per la prossima settimana.
L’instancabile difesa, tra cui l’avvocato Cristiano Zanin, seguirà 3 processi che transitano già presso il Supremo tribunale federale e il Superiore tribunale federale, cui azioni giudiziarie potrebbero riportare in libertà il leader laburista. Zonin nel frattempo ha già presentato assieme a Unhcr-Onu una ingiunzione giudiziaria presso il governo Temer nel tentativo di liberare Lula al più presto; anche se la celerità con cui il giudice Moro ha spiccato il mandato d’arresto subito dopo il rifiuto dell’habeas corpus del Supremo tribunale federale, ha sorpreso la difesa. Intanto, dagli Stati Uniti, Alexandre Padilha, ex ministro nelle amministrazioni di Lula e Rousseff , ha precisato che l’ex metalmeccanico continua a essere candidato alla presidenza. “Lula potrà candidarsi e partecipare alla campagna elettorale, sino a quando il Supremo tribunale elettorale appurerà la sua non eleggibilità”, afferma Filippe Lambalot, avvocato specialista in diritto costituzionale e elettorale.