Quanto ci manca il “partigiano” Biagi
Il 6 novembre 2007 morì Enzo Biagi. Un giornalista partigiano con la schiena dritta, perseguitato da B. fino all’espulsione dalla Rai, con Santoro e Luttazzi. Molti si unirono al linciaggio anche per vendicarsi della sua autorevolezza. Ma Biagi continuò la sua Resistenza, anche come fondatore in Libertà e Giustizia, l’associazione nata per difendere la Costituzione e la legalità dal periodo più oscuro dell’Italia contemporanea. Oggi, a 14 anni anni dalla sua morte, si parla di B. come di possibile candidato alla presidenza della Repubblica, perché pochi si ricordano quanto fu spregevole con chi non era disposto a ossequiarlo. Io invece preferisco ricordare Biagi con la sua aria composta e impassibile di fronte agli arricchiti arroganti. E andare con il pensiero nel piccolo cimitero dell’Appennino tosco-emiliano di Pianaccio dove riposa, per lasciare un fiore sulla sua tomba. Ci manchi, Enzo.
Massimo Marnetto
Draghi & C. stanno sempre coi “prenditori”
Credo che tutti abbiamo sentito la risposta del “migliore” Draghi alla proposta di Letta di tassare di una aliquota molto piccola i grandi patrimoni al fine di garantire ai giovani una “dote economica” per aiutarli. “Non è il momento di prendere, ma di dare” è stata la sua risposta, ma il senso di questa la stiamo verificando giorno per giorno in cui ai soliti noti viene chiesto: di dare soldi per coprire i buchi lasciati dalla cassa pensionistica dei giornalisti; di dare i soldi del reddito di cittadinanza per aiutare Confindustria (sic), notoriamente poveracci; di dare i soldi dei cittadini onesti per coprire il condono con cui ha esordito il migliore di tutti. Insomma, per chi non l’avesse ancora capito: “Non è il momento di prendere” era riferito all’ipotesi di prendere qualcosa ai furbetti, ai prenditori di sempre e agli evasori, mentre il “dare” era riferito a tutti i poveri illusi che hanno pensato che Draghi fosse un novello Robin Hood verso i cittadini onesti o meno abbienti.
Leonardo Gentile
Il colonialismo e i finti prestiti ai Paesi poveri
Draghi e altri leader ultimamente nei vari meeting hanno manifestato l’intenzione di fornire aiuti miliardari ai Paesi più poveri in funzione anti-Covid e anti-surriscaldamento climatico. L’idea sarebbe giusta, ma c’è un piccolo particolare che forse pochi hanno notato: si tratterà di prestiti e non di liberalità o, regali, quindi indebiteranno ancora di più Paesi già sull’orlo della bancarotta, dopo oltre un decennio di crisi globale, e di endemica povertà. Rendendoli così ancora più schiavi delle decisioni dei potenti della terra che li terranno in pugno col debito “sovrano”. Si tratta di un nuovo colonialismo che si giova della finanza e non delle armi, ma che ottiene lo stesso risultato: schiavizzare i più poveri. Con la scusa del clima e del “verde” saremo costretti a ricomprare tutto ciò che usiamo, auto, case e quanto altro, in funzione ecologica con salassi che ingrasseranno i produttori ma impoveriranno i cittadini.
Albertina Lodi
La libertà in pandemia è un tema delicato
Ho letto l’articolo di Massimo Fini pubblicato ieri. Condivido il fatto che dia voce al non conformismo, ma questa volta, ha un po’ esagerato. Il succo: “Debbo essere libero di fare come mi pare”. Il richiamo ripetuto alla “libertà individuale” a giustificazione di qualunque comportamento, compreso il provocare danno agli altri e in particolare alle persone che hanno bisogno di maggiore protezione. Ho la libertà di non vaccinarmi, nello stesso tempo non ho la libertà di provocare (anche inconsapevolmente) danni (e in qualche caso la morte) agli altri. Per questo motivo debbo accettare, per coerenza col contesto sociale in cui vivo, le condizioni limitative che mi impone la comunità cui appartengo.
Sebastiano Oriti
Caro Sebastiano, ma non ci hanno detto che noi vaccinati non rischiamo più praticamente nient’altro che un raffreddore?
M. Trav.
Il “sistema” cinese non è il migliore dei mondi
Nella risposta di Travaglio a Maurizio Bolzoni sul Fatto di venerdì, pur condividendo le critiche al sistema italiano, non è soddisfatto del “sistema” cinese. Caro direttore, le assicuro che la gente comune vede la Cina come una nazione ricca, efficiente e soprattutto seria, perché non concede pensioni di 7 mila euro al mese ai corrotti e condannati come Formigoni.
Antonio Perrone
Caro Antonio, ma anche Hitler lo faceva. Quindi basta questo per riabilitare anche lui?
M. Trav.
Tutti gli interessi della fondazione Open
Mi è venuta una curiosità, leggendo l’elenco dei finanziatori di Open sul Fatto: perché l’Associazione Spadolini ha versato soldi a Open di Renzi?
Luigia Caruso
Cara Luigia, lo scrivemmo nel novembre 2019: per una conferenza al Salone aeronautico Air Show di Parigi, organizzata dalla multinazionale francese Altran Group. Da allora il povero Spadolini si rivolta nella tomba.
M. Trav.