Il clima degli ultimi giorni ha devastato l’agricoltura
Conto salato per l’ortofrutta italiana. Il clima pazzo di queste ultime settimane ha letteralmente fatto schizzare al rialzo la stima dei danni, con un conto stimato di milioni di euro di mancato fatturato per un comparto che adesso rischia di arrivare alla Pasqua senza produzione di fragole e asparagi. Un vero e proprio terremoto meteorologico che mette ancor più a rischio la frutta primaverile come ciliegie e mandorle e che ha già danneggiato la produzione orticola (verza, cavoli, broccoli, carciofi, finocchi eccetera).
Quello che si era salvato dalle prime ondate di gelo di Burian è stato definitivamente rovinato dalle abbondanti piogge e dalla nuova ondata di freddo che ha flagellato ora anche gli oliveti. Apprensione per pescheti e vigneti che continuano a essere stressati oltremodo dopo un’estate torrida e gli ultimi due mesi di gelo e neve. Pesante è stato anche il contraccolpo anche per il settore florovivaistico con il crollo di molte serre e i continui sbalzi del clima che ha molto danneggiato l’intera produzione agricola nazionale.
Mario Pulimanti
Famiglia e scuola sono le armi per combattere il bullismo
Approfonditi studi, credibili ricerche sociologiche e soprattutto sempre più numerose denunce alla magistratura, ci dicono, senza tema di smentita, che il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni da non sottovalutare. Fenomeni molto pericolosi e, a quanto pare, addirittura in crescita. Che fare per contrastarli? Bisognerebbe prestare molta più attenzione, a mio avviso, all’educazione.
In famiglia, con l’esempio, la presenza, il dialogo tra genitori e figli, l’ascolto reciproco. E a scuola, con docenti preparati, adeguatamente formati, capaci, anche loro, di ascoltare i propri ragazzi. La scuola intesa come vera comunità educante si realizza anche attraverso l’educazione alla cittadinanza, il rispetto, l’osservanza dei doveri, l’accoglienza, l’inclusione. Famiglia e scuola, unite, possono farcela contro il bullismo e per creare una società migliore in cui vivere.
Luigi Roselli
Il governo Monti viene ingiustamente ringraziato
Se tutti gli indici economici e sociali sono peggiorati rispetto al 2011, perché si continua a benedire il governo Monti, come se lui e la Fornero fossero dei salvatori della Patria? Monti avrebbe dovuto abbassare drasticamente le tasse, attuare una totale semplificazione burocratica e fiscale, eliminare i regimi speciali, abbattere gli sprechi della spesa pubblica gli enti inutili, le partecipate, le malversazioni, i contributi a fondo perduto. La Fornero, invece, avrebbe dovuto separare l’assistenza dalla previdenza nella gestione Inps, razionalizzare e semplificare gli ammortizzatori sociali, eliminare gli inutili centri per l’impiego privatizzare l’Inail, eliminare l’interposizione di manodopera di coop e interinali, applicare a tutti i pensionati le stesse regole del regime contributivo, salvaguardando chi ha una pensione lorda inferiore a 2 mila euro e introducendo una graduale liberalizzazione del sistema previdenziale.
Invece hanno fatto le due cose più facili e sbagliate che potessero fare, ovvero aumentare le tasse e l’età pensionabile, lasciando inalterate tutte le magagne e i problemi della gente comune. Ma essi sono illustri professori del mondo accademico, tant’è che al prof. Monti si è regalato la “medaglia” di Senatore a vita della Repubblica Italiana per i suoi meriti.
Ma in molti si chiedono per quale motivo i politici responsabili di queste “macerie del debito pubblico” non sono punibili per legge. Ma i danni economici/finanziari e occupazionali non sono mica generati dai cittadini. Semmai, da chi guida il Paese avendo potere legislativo e amministrativo. Sarebbe necessaria quanto prima un’azione collettiva per chiedere il risarcimento danni a questa classe politica incapace e incompetente, visti i danni cagionati all’intero Paese.
Gianluca Bragatto
Di Maio e Salvini hanno vinto contro i tatticismi di Renzi e B.
Finalmente! In politica ci sono voluti cinquant’anni perché i fatti fossero più forti di qualsiasi tatticismo. Silvio Berlusconi l’aveva pensata bene la sua tattica: varare una legge elettorale con le coalizioni per legare Salvini, con l’aiuto di Matteo Renzi che intanto legava i suoi nei collegi uninominali. Dopo il voto, nei loro piani, avrebbero fatto una maggioranza mettendo insieme i loro gruppi.
Era una tattica ben studiata, ma gli italiani non ci sono cascati per niente. Hanno votato in massa Movimento 5 Stelle e Lega, questa volta hanno privilegiato i fatti, e i fatti dicono “Basta parassitismo’’. Le tattiche di Berlusconi e Renzi per apparire innovatori, rimanendo in sostanza paladini di conservazione parassitaria, non funzionano più. Oggi trionfano i fatti come nel Risorgimento e nella Resistenza. I tatticismi di Renzi e Berlusconi sono antidiluviani rispetto a questi giovani politici antiparassitari né di destra né di sinistra, ma pronti a rivoltare il Paese come un calzino per ridare nuova fiducia al popolo.
Adesso Salvini e Di Maio, per usare uno slogan mirato del Pd, non gettino al vento “la possibilità di riforme’’ che nascerebbe dall’eventuale accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle, partiti a cui milioni di elettori hanno creduto.
Francesco Degni