Le minoranze sono premiate e la chiamano democrazia
L’Italia è una Repubblica democratica che è diretta da partiti che democratici non sono. Infatti hanno fatto una legge elettorale che dimostra pienamente il paradosso di Condorcet. Cioè: M5S+Pd, partiti affini, non si mettono d’accordo e vince la destra che è minoranza nel Paese. Se questa è democrazia!
Benedetto Altieri
Sulle vicende del G8 di Genova Zucca ha detto cose giuste
L’intrigante frase di Kahlil Gibran: “Non dite ‘ho trovato la verità, ma una verità’” sembra descrivere lo scambio dialettico di questi giorni, dopo le frasi con riferimenti al G8 di Genova pronunciate durante un convegno sul caso Regeni da Enrico Zucca, allora pm in quella città, e quelle del dg della Polizia Franco Gabrielli, del vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, di Raffaele Cantone, di altri esponenti istituzionali, giuristi, commentatori. Sulle vicende di quel G8, scrissi quel che – se credete – leggerete nelle pagine 338-345 del mio Un Commissario (Castelvecchi, 2014). É vero o no che a Genova, nelle caserme Diaz e Bolzaneto, furono commesse violenze indegne da parte di “tutori dell’ordine”, taluni identificati e altri no? É vero o no che alcuni responsabili sono stati condannati con sentenze definitive? É vero o no che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha espresso condanne e giudizi severi verso l’Italia per quei comportamenti? É vero o no che la pianificazione della sicurezza pubblica a Genova è stata mal gestita? É vero o no che interrogazioni, per altro interpartitiche, denunciavano che si stava creando in Polizia un sistema premiale di discutibile discrezionalità che imbrigliava il sistema selettivo? É vero o no che alcuni funzionari condannati per quei fatti sono tornati a occupare posizioni verticistiche nell’amministrazione? Si direbbe con Kahlil Gibran: “Se la verità giuridica è stata evidenziata, quella deontologica no”. Chissà che il nuovo Parlamento non riprenda il discorso interrotto della riforma e democratizzazione delle forza di Polizia.
Ennio Di Francesco
Lega e M5S possono trovare valori condivisi per un’intesa
Si legge da più parti che al di là di qualche punto in comune, le proposte programmatiche di Lega e 5 Stelle sono inconciliabili perché l’una rappresenterebbe un elettorato di destra e l’altro un elettorato di centrosinistra. Io vorrei invece proporre un’altra prospettiva, una “Weltanschauung”, ovvero una visione politica di un governo in grado di valorizzare la vita e la serenità dei cittadini, in grado di garantire loro non solo il pluralismo culturale, ideologico e religioso, ma anche una vita economicamente dignitosa. In altre parole, di garantire “il bene comune” che vada oltre le categorie egoistiche di destra e sinistra. John Rawls nel suo celebre libro “Una teoria della giustizia” introduce il “consenso per intersezione”: “quando deve essere oggetto di condivisione stabile, non è l’insieme dei valori che ci identificano entro dottrine o visioni comprensive, alternative o confliggenti tra loro. É piuttosto il sottoinsieme di intersezione non vuoto che include i valori politici fondamentali”. Quali sono questi valori? Quelli in genere sanciti dalla Costituzione. In essi sono compresi anche i cosiddetti diritti politici, rivendicati dalla tradizione democratica – cioè il diritto alla partecipazione di tutti i cittadini al governo, mediante libere elezioni, forme adeguate di rappresentanza e di controllo del governo – e i diritti sociali, rivendicati dalla tradizione socialista – cioè salute, educazione, lavoro, cultura.
Pier Luigi Curreli
Grazie a Napolitano ora il Pd va verso la sparizione
Oggi il Pd rischia effettivamente una vera apoptosi, ovvero una morte programmata. Il nucleo direttivo ha innescato quella produzione che trasforma in distruzione la comunità e l’innesco primario si deve al merito di Giorgio Napolitano, che con quella “autoesaltazione dei meriti economici” si è diretto in maniera esplicita al senatore Matteo Renzi. Nessuna influenza esterna potrà cambiare le cose.
Giuseppe Marcuzzi
L’elezione di Fico fa capire che la politica è di tutti
Sono cresciuta prima con gli spettacoli di Beppe Grillo e poi con il suo blog. Al netto delle non sempre comuni visioni politiche, oggi, nel vedere l’elezione di un cittadino comune a presidente della Camera, non posso che essergli grata per averci dimostrato che anche in un paese come il nostro, si può arrivare a rompere gli schemi senza l’appoggio di politici, media, lobby e/o conoscenze. Con l’elezione di Fico ho capito che la politica è di tutti e che la di può esercitare con semplicità. E la semplicità di un ragazzo comune, che parla in modo comprensibile, che viaggia in bus e rinuncia ai privilegi non lascia alibi. E questo a Grillo non lo perdoneranno mai.
Valentina Felici