Zingaretti non ha condiviso le scelte sulla giunta
Caro Roberto Speranza, ho appreso dai giornali che Nicola Zingaretti ha deciso non solo la composizione della Giunta ma ha già distribuito le deleghe.
Il decimo assessorato riservato a LeU, in attesa che gli venga fornito il nominativo, è quello con delega al Lavoro. Quando si forma una maggioranza politica si dovrebbe, in primis, discutere delle scelte politiche che riguarderanno la legislatura su materie importanti come: Sanità, Trasporti, Rifiuti e così via. Successivamente la discussione dovrebbe, poi, riguardare la composizione della Giunta e quindi della squadra di governo e delle deleghe da assegnare ad ogni singolo Assessore. Ma forse mi sbaglio.
Vengo a sapere, rimanendo esterrefatto, che neanche tu sei stato informato delle decisioni prese.
Se ci fosse stata data l’opportunità di poter dire la nostra e di poter fare delle proposte, personalmente avrei proposto un/a sindacalista come Assessore al Lavoro; una persona capace di affrontare le tantissime vertenze aperte ed esistenti all’interno del perimetro regionale. Penso che sarebbe stato utile e giusto se le forze politiche – tutte – di maggioranza fossero state messe in condizione di poter decidere insieme Assessori e competenze! Così non è stato, e trovo tutto ciò veramente irriguardoso verso il nostro Movimento.
È vero, non abbiamo raccolto i consensi che pensavamo di raccogliere ma anche se pochi, e senza quel quattro per cento che abbiamo messo a disposizione e nelle mani di Zingaretti, ora si parlerebbe di Giunta Parisi! Ti comunico quindi la mia indisponibilità ad essere indicato in una discussione ormai lunga, sterile e ingiusta, nel merito e nel metodo, per i numerosi militanti ed elettori che in questi mesi hanno seguito, sostenuto e supportato il nostro programma al fine di ricoprire quell’Assessorato.
Se fossi in te lascerei anche questo Assessorato, per il mancato rispetto e considerazione di un’alleanza messa a disposizione e a sostegno di un progetto e frutto, come tu ben sai, di una contrapposizione burrascosa tra le forze della sinistra; forze contenute in un ormai movimento elettorale scaduto per merito e per metodo.
Se fossi in te lascerei quella delega cercando, appunto, di salvare la nostra identità politica e dimostrando così una dignità che, forse, pochi hanno. Quanto a me che per occupare quel posto avrei dovuto tra l’altro dimettermi da Sindaco, scelgo di continuare ad interessarmi, finché mi sarà possibile farlo, dei problemi dei cittadini Fianesi che hanno saputo apprezzarmi, sostenendomi con il 71% dei consensi mentre il centrosinistra perdeva, nel 2016, in quasi tutti i Comuni.
Ottorino Ferilli, sindaco di Fiano Romano
Se Lega e 5Stelle non sono autolesionisti, si accorderanno
Da ogni dove si sente dire che Lega e M5S non faranno mai un esecutivo insieme, anche se avrebbero i numeri e diverse cose nel programma li accomunano, dal no alla Fornero, al Tav e ai vitalizi, al sì al reddito di cittadinanza, al riposizionamento in chiave europea. Io credo invece che se non sono fessi lo faranno, visto che per percentuali di aumento e numeri di voti sono loro i soli veri vincitori. I ruoli importanti nel governo sono ben noti: premier, vicepremier, ministri dell’estero, interno, finanze, lavoro, economia, sanità, istruzione. Usando una logica tipo “il premierato vale 3 o 4 ministeri importanti”, si accorderanno sulle relative attribuzioni, e il governo lo faranno loro alla faccia di Renzi, dell’ircocervo di Berlusconi, e di quanti dicono che si rovinerebbero in questa alleanza.
Se non sono autolesionisti lo faranno, è la loro occasione irripetibile, e forse anche l’ultima di una politica differente per il paese, prima del nulla.
Enrico Costantini
Il Pd può superare Renzi e uscire dall’immobilismo
Al netto del rinvio a dopo Pasqua per l’inizio delle consultazioni da parte di Mattarella (che certamente ha un suo progetto), se il Pd residuale vuole ritornare in campo e in lizza per un governo con i 5 Stelle, dovrebbe rimuovere la scelta aventiniana, voluta dall’ex segretario Renzi, oggi eletto senatore della Repubblica, e fatta propria da renziani, che hanno la maggioranza all’interno dello stesso Pd.
Ed, invero, la scelta di stare all’opposizione da parte di un Renzi più arrabbiato per la sconfitta che consapevole dei danni che arrecherà, preclude per esempio una eventuale alleanza tra Pd e 5S, senz’altro più omogenea rispetto ai programmi dei 5S e del centrodestra.
Insomma, se il Partito democratico residuale o orfano dell’ala sinistra, e in mano ai renziani, continuerà con la scelta aventiniana finirà con l’indebolire sempre più lo stesso partito, sino a portarlo alla scomparsa (o quasi) alle prossime elezioni. Senza dimenticare che, se non si riuscisse a formare un governo durante le consultazioni, come ha già detto il presidente Mattarella, potremmo anche andare a elezioni anticipate e queste potrebbero essere molto prima del previsto.
Luigi Ferlazzo Natoli