I pentastellati hanno colmato il vuoto lasciato dalla sinistra
In Italia la sinistra ha smesso di fare la sinistra da anni, dalla finta opposizione a Berlusconi che si “doveva battere non con i processi ma politicamente” in assenza però di programmi e proposte politiche di sinistra, quasi fosse una vergogna ricordare la propria storia ed i propri valori di attenzione alle classi più deboli, alla giustizia sociale e alla legalità.
Questo vuoto politico è stato riempito dal M5S, dato evidente già dal 2013, quando si è preferito sminuire quel voto solo come protesta ignorandone la portata sociale: la richiesta di milioni di persone di mettere un freno all’aumento delle disuguaglianze, alla povertà dilagante, alla precarizzazione del lavoro, all’illegalita e ai privilegi. Alla sinistra manca il coraggio di essere tale, ed è mancata la capacità di differenziarsi dal centro destra; il renzismo è l’epilogo di un processo politico di mostruosa trasformazione. In campagna elettorale non è stata detta una parola sulla pericolosa avanzata della destra, la famosa mucca di Bersani, si è preferito attaccarne l’unico baluardo, il M5S, senza il quale questa destra avrebbe dilagato; non si è avuta l’umiltà e la responsabilità di aprire un dialogo con questa giovane forza politica con tanti difetti, compreso l’isolamento giustificato però dal continuo discredito delle altre forze politiche e dei media, ma anche ricca di buone intenzioni; si è preferito il muro contro muro isolandosi nei pregiudizi di populismo e incompetenza con la complicità dei media.
La mucca ha occupato l’intera casa e ancora non si avverte il pericolo. Il M5S necessariamente post ideologico in mancanza di una vera differenziazione politica e programmatica continuata per anni, raccoglie le istanze sociali della sinistra in un paese dove le ideologie e le caratterizzazioni politiche appaiono obsolete, ma la realtà mostra una profonda divisione e contrapposizione sociale.
Alessandra Ruspetti
Lega e M5S finiranno per allearsi per evitare il caos
La cecità e la supponenza degli attuali partiti che hanno perso le elezioni e che, nonostante errori di governo immensi, fanno gli offesi per la sconfitta, negando di poter fare un governo insieme a uno dei 2 vincitori, stanno avendo a mio parere un solo risultato: quello di spingere incredibilmente Lega e 5 stelle l’uno nelle braccia dell’altro. Infatti un attimo prima che le trattative ultime falliscano, che Mattarella rimandi tutti alle urne, e che di conseguenza Lega e M5S rischino di non essere loro i più premiati dal voto, a governare e soprattutto a varare una legge elettorale decente, piuttosto che rimanere in una situazione caotica del genere, finiranno per allearsi e per governare uniti, alla faccia degli sconfitti che credevano di avere ancora il pallino in mano.
Se non lo facessero sarebbe un atto di autolesionismo. Chi vince ha l’onere di governare e chi perde va all’opposizione.
Enrico Costantini
Berlusconi e Renzi vivono una realtà tutta loro
Berlusconi sogna ancora di contare qualcosa e auspica un governo della destra appoggiato dal Pd e Renzi gli risponde che il Pd è l’ago della bilancia.
Vivono una storia tutta loro e pensano ancora di potere determinare il destino del paese. Sono patetici, se non avessero.
Inguaiato il paese sarebbero quasi teneri.
Continuano a sognare il paese diviso tra destra e sinistra è come ragionare con i tolemaici. Al tempo di Galilei.
Non capiscono il gatto e la volpe che gli italiani si sono svegliati dal torpore di anni targato destra e sinistra. Gli italiani hanno capito che attraverso questa rappresentazione i parassiti di destra e sinistra hanno messo il paese in ginocchio.
E che saranno spazzati via dalla storia con o senza la collaborazione di Salvini.
Francesco Degni
Com’era prevedibile, nulla di nuovo dalla direzione Pd
Niente di nuovo dopo la Direzione del Pd, attesa con grande enfasi dai soliti giornaloni.
Renzi non vi partecipa come se, essendosi dimesso da segretario, non faccia più parte né del Pd, né della Direzione.
Ciononostante Renzi continua a dare le carte dall’esterno e, come annunciato, il suo vicesegretario Martina farà da reggente sino alla prossima Assemblea del partito, quando si aprirà la procedura per eleggere il nuovo segretario. Naturalmente il buon Martina ha dichiarato subito che svolgerà il suo compito di reggente in modo collegiale e non da decidente unico, come faceva Renzi.
Nel contempo lo stesso Renzi fa sapere che non molla e che il Pd andrà all’opposizione, quasi in senso di sfida.
Come dire, ora vediamo cosa sapete fare voi vincitori.
Da soli.
Luigi Ferlazzo Natoli