Dopo aver sconfitto la poliomelite e l’umiliazione di sentirsi chiamare ‘Frida, gamba di legno’ perché zoppicava, a 18 anni in un incidente in tram si ruppe la colonna vertebrale, diverse ossa e perse la verginità a causa di un corrimano che le uscì dalla vagina. Costretta a letto, cominciò la serie di autoritratti. Sposò Diego Rivera che la tradì anche con la sorella. Ma a ucciderla a 47 anni non furono 22 operazioni chirurgiche che subì, ma un’embolia polmonare.
Harry Houdini spinse il corpo a limiti più estremi
Per metà della sua carriera Harry Houdini, il più grande illusionista di tutti i tempi, si dedicò a sbugiardare i ciarlatani. Per lui la magia era una questione di abilità e lavorava sodo per realizzare i suoi “trucchi”: si disarticolò le spalle per eseguire il numero in cui si liberava dalla camicia di forza. Morì a 52 anni per mettersi alla prova: per testare i suoi addominali d’acciaio, un boxeur amatoriale gli diede un cazzottone rompendogli l’appendice.
Albert Camus, la sfortuna del re degli esistenzialisti
Quandoa 44 anni riceve il Nobel per la letteratura, il padre dell’esistenzia-ismo, Albert Camus, è già una delle figure intellettuali più coraggiose del 900, ma si sta lentamente spegnendo a causa della tubercolosi. Malattia che già a 17 anni gli aveva impedito di studiare, recitare e giocare. Il 4 gennaio 1960 accetta un passaggio in macchina dal suo editore: si schianteranno contro un platano. In tasca aveva il biglietto del treno che avrebbe dovuto prendere.
Gerda Taro: fotografa libera, ostinata da poco rivalutata
Il 26 luglio 1937 a Madrid, falciata da un carro armato colpito da un aereo tedesco, moriva a 26 anni Gerda Taro, all’anagrafe Phoryelle, un’ebrea polacca che, dopo essere scappata dalla Ger-mania a Parigi, insieme al fidanzato Endre Fredmann (Robert Capa) docu-mentò con le sue fotografie la guerra civile spagnola. Al suo funerale parte-cipò una folla di oltre 100.000 persone. Ma la memoria di Gerda per decenni fu smarrita nell’oblio del tempo.
Isadora Duncan, tanto tanto fortunata al gioco
Oltre che ballerina formidabile, Isadora Duncan doveva essere molto fortuna al gioco data la sua situazione sentimentale disastrosa. Abbandonata dal padre, gli morirono tutti e tre i figli. Dopo aver sposato il poeta Sergej Senine, non conoscendo il russo, diventò alcolizzata. Il 14 settembre 1927 salì su una Bugatti, ma la sciarpa che aveva intorno al collo si impigliò nella ruota e la strangolò non appena il pilota, di cui si era innamorata, mise in moto.
A fermare Attila, re degli Unni, fu il sangue dal naso
Che Attila, re degli Unni, flagello di Dio che dove passava non cresceva più l’erba, fosse così cattivo è ancora tutto da dimostrare. Così come che fosse un consumato latin lover – la solita vox populi sosteneva che avesse una moglie in ogni porto – visto che la sua dipartita avvenne la prima notte di nozze: al banchetto, dopo aver mangiato e bevuto come una grosso cinghiale, all’atto del consumare gli uscì così tanto sangue dal naso da finirci secco.
L’anima fragile di Janis Joplin spezzata dall’eroina
Come un’adolescente sgraziata, sovrappeso e con i brufoli, chiamata dai compagni “maiale e cagna” divenne la più grande voce blues della storia del rock si capisce solo ripercorrendo la sua breve biografia. Janis Joplin in 27 anni di vita si divise tra sole due passioni: la musica e l’eroina. Abbandonata da tutti (i suoi fidanzati spacciatori, le band e la sua migliore amica), fu ritrovata morta di overdose in un hotel il giorno successivo.
Tennessee Williams: tutta colpa del tappo del collirio
Difficile immaginare che Tennessee Williams, uno dei più grandi e conosciuti drammaturghi contemporanei, sia morto per aver ingoiato il tappo del collirio. C’è chi pensa che sia stata colpa dei sonniferi e chi perché la depres-sione, quasi catatonica, lo annientò. Tutta colpa di un padre alcolizzato e manesco che fece diventare la madre un vegetale, lobotomizzandola, e del suo unico amore – il segretario Frank Merlo – che morì di cancro ai polmoni.
Bob Marley e il cancro rarissimo all’alluce
Figlio di un capitano della Marina inglese che lo disereda, e vittima di bullismo a causa della sua bassa statura, Robert Marley visse con la madre nel ghetto più miserabile della Giamaica, dove diventò tra i musicisti più popolari al mondo professando giustizia, uguaglianza e pace. Trascorse la sua breve vita (morì a 36 anni) nel nome della musica e nel credo rastafariano che gli impedì di amputarsi l’alluce, colpito da un rarissimo tumore.
Allan Poe, vita maledetta del maestro dell’horror
Lo scrittore americano Edgar Allan Poe ha avuto una vita breve (è morto a 40 anni), segnata dalla sofferenza e dai problemi economici. La solitudine e i turbamenti dell’autore si riflettono nelle sue opere, come la poesia “Il corvo” e i numerosi racconti del terrore e del grottesco. Un necrologio ufficiale, nonché l’unica biografia disponibile, lo definisce pazzo, alcolizzato, drogato e depravato. A scriverlo fu un suo avversario adducendo prove false.