Ciao Selvaggia La premessa è una cordiale stima nei tuoi riguardi e anche una certa sfida al destino: sei una filantropa, ami scrivere e sei ragionevole. Presupposti che mi tolgono di dosso lo scorno di stare qui ad annaspare sperando che tu possa tendermi una mano. Mi chiamo Roberta, ho compiuto 29 anni l’altro ieri e attualmente mi trovo in Peù, ad Ayacucho, nell’altipiano andino centrale, a terminare il mio anno di servizio civile all’estero in un orfanotrofio. Sono una maestra laureatissima e precarissima, per cui l’anno scorso ho deciso di candidarmi per andare a prestare servizio altrove, dove il mio essere me non fosse annullato nella definizione di supplente e nella vana e svilente attesa di stipendi che non arrivavano mai (da dipendente dello Stato, sottolineo).
Quest’anno in Perù (manca pochissimo al mio rientro in Italia) è stato una rocambolesca discesa verso il nuovo e l’inaspettato, ho visto l’amore manifestarsi sotto forme impensabili e ne ho goduto lontana da un’Italia arrabbiata e cieca, nella quale non mi riconosco ma che mi ha dato le gambe per camminare. L’Italia dove voglio assolutamente tornare. E non ci tornerò da sola, bensì con l’uomo di cui mi sono innamorata. Peruanissimo. Al novero delle cose incredibili che mi sono accadute quest’anno, devo aggiungere la repentina scomparsa di mio padre, terminato da tre infarti consecutivi la mattina del 24 giugno, mentre io, ignara, ero in quest’altro emisfero. Questo improvviso colpo infimo è venuto a sovvertire tutti i miei pronostici: l’idea era di provare a rimanere in Perù per un periodo, azzardare un assaggio di vita qui, malgrado non ne fossi entusiasta; però era un proposito doveroso per dare il tempo necessario al mio ragazzo per acquisire una padronanza perfetta dell’italiano e per permettergli di mettere da parte un gruzzolo di soldi necessario alla vita in Italia – il cui tenore non è neppure paragonabile a quella in Perù.
Con la morte di papà, dicevo, i miei piani si sono ribaltati, sento il bisogno di rimanere vicino alla mia famiglia e non penso di fermarmi in Perù. Il mio compagno ha così comprato il suo volo Lima-Milano (per farlo ci siamo messi in gioco organizzando una “pollada”, un’attività tipicamente sudamericana che prevede la vendita di pollo alla brace destinando i fondi raccolti ad una iniziativa personale. Insomma, un crowdfounding casereccio). Per me tutto ciò è incredibile, sto provando a costruire la mia vita con le mie mani, le mie mani intinte nell’amore. Però l’amore da solo non serve molto, soprattutto se ha le braccia aperte su due emisferi e un fuso orario di sette ore. Curioso, ma la vita è così e non ci sono miracoli né indulgenza possibili. Ti seguo e ho avuto più volte prova della tua gentilezza. Non ti chiedo niente in particolare ma se conoscessi qualcuno, in Emilia Romagna (Reggio Emilia, Bologna, Modena e Parma) che ha un ristorante e volesse contrattare uno chef peruviano esperto in piatti a base di pesce (ceviche con chicharròn) e cucina fusion peruana-oriental – ma anche dispostissimo ad imparare i rudimenti della cucina italiana – ci aiuteresti a rendere sicura la nostra relazione. Purtroppo la questione degli ingressi di stranieri in Italia è un po’ controversa, con un visto turistico la sua permanenza sarebbe destinata a durare tre mesi e niente più. E la nostra idea da utopisti, poveri stronzi è una vita ad invecchiare bene assieme.
Roberta
Se avete un ristorante e soprattutto una passione per le storie romantiche con lieto fine, questo è l’indirizzo mail di Roberta: robertacetro@gmail.com
Ci vuole tanto perché un ex tolga le mie foto da Facebook?
Vorrei chiederti un consiglio. Vista la tua esperienza di dinamiche legate al web, tu pensi che ci sia la maniera di segnalare a Facebook una persona che ha pubblicato foto mie senza il mio permesso? Il tizio è un mio ex, non è cattivo ma ha qualche problema di comprensione dei concetti base. Gli ho chiesto gentilmente di tenere le foto per sè, sul suo pc di casa, ma di toglierle dal suo profilo Facebook perché non stiamo più insieme dal 2013 e questa cosa mi sta creando problemi seri con il padre di mia figlia, il quale la prende come scusa per non versarmi la sua parte di retta scolastica di nostra figlia. Non sono foto particolari, nulla di così intimo, è vero, però sono foto nostre e di una relazione che non c’è più da anni. Tutte queste cose al mio ex le ho spiegate per benino e con calma (inizialmente) e poi, visto che fingeva di non capire, l’ho sollecitato. A nulla è servito e infatti, anche dopo averlo minacciato di denuncia alla polizia postale, le foto sono ancora lì. Lui è francese, io non posso andare a prenderlo per il collo.
Ho tentato di segnalarlo a Facebook ma non ottengo che risposte automatiche in cui mi si dice di pensarci io a dirgli di togliere le foto. È impossibile ottenere qualcosa secondo te o sono io che non sono capace?
Isabella
Cara Isabella, questa storia sembra la versione 2.0 del bellissimo film “Se mi lasci ti cancello” in cui il protagonista aveva la possibilità di cancellare i ricordi della sua precedente relazione: “Se mi lasci ti cancello l’account”. Detto ciò, mi sfugge la relazione tra la tua foto a Barcellona con un ex francese e “non pago la retta scolastica di nostra figlia”. Forse il tuo ex marito ha poco chiaro il concetto di causa/effetto. Proverei a raccontarglielo così: oggi non paghi la retta scolastica di tua figlia per dispetto/un domani per lei sarai uno stronzo. Magari gli chiarirai le idee. Invece, per quel che riguarda il tuo ex francese che tiene lì su fb le vostre foto come santini, sii paziente: fagli trovare una fidanzata nuova e vedrai che gli farà cancellare non solo le tue foto, ma pure il tuo numero di telefono.
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