Uomini degli Agnelli nelle residenze dei Savoia, alla Reggia di Venaria. La Regione Piemonte, a cui spetta la nomina della presidenza dell’ente costituito insieme al ministero della Cultura, alla Città di Venaria Reale e a due fondazioni bancarie, ha scelto un nome importante: quello di Michele Briamonte, 44 anni, partner dello studio legale fondato da Franzo Grande Stevens, “l’avvocato dell’Avvocato”, cioè Gianni Agnelli.
Domani 4 novembre, scadrà il regime di prorogatio iniziato con le dimissioni della presidente, Paola Zini, e il governatore Alberto Cirio ha ufficializzato ieri sera la nomina di Briamonte. Dopo aver sondato alcuni nomi, la scelta è ricaduta sul legale esperto di affari, calcio e “white collar crimes” e con una passione per le arti marziali. È un nome che conta molto, come i clienti che assiste: l’imprenditore Roberto Ginatta e l’imprenditrice del settore petrolifero Anna Bettozzi, ma prima ancora il suo maestro Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, imputati nel processo Ifil-Exor sull’aggiotaggio informativo nato in seguito all’operazione finanziaria che nel 2005 permise alla famiglia Agnelli di mantenere il controllo della Fiat nonostante i debiti con le banche.
Socio fondatore della Camera di commercio italo-israeliana (è nipote di un alto ufficiale del Mossad, il servizio segreto israeliano), oltre al ruolo di difensore, Briamonte ha avuto incarichi prestigiosi come consigliere d’amministrazione nella Juventus (maggio 2010 – agosto 2012), nell’Istituto per la ricerca del cancro di Candiolo (sempre legato alla famiglia Agnelli) e anche nel Monte dei paschi di Siena. Da quest’ultimo ruolo fu sospeso in via cautelare per due mesi nell’ambito di un’inchiesta (poi archiviata) per insider trading. Prima ancora di Rocca di Salimbeni, Briamonte aveva cominciato a frequentare il Vaticano come consulente legale dello Ior. Aveva destato scalpore un fatto. Nel febbraio 2013 gli investigatori della Guardia di finanza avevano fermato monsignor Roberto Lucchini, diplomatico della Santa sede, e Briamonte all’aeroporto di Ciampino: nell’ambito di un’inchiesta sullo Ior per riciclaggio, le Fiamme gialle avrebbero voluto perquisirli, ma il monsignore e l’avvocato hanno mostrato i passaporti diplomatici vaticani mettendosi al riparo dai controlli. Dopo la pubblicazione della notizia, Briamonte ha smentito la circostanza con una nota. Attento alla sua immagine sui media, l’avvocato torinese ha di recente intrapreso una battaglia giudiziaria contro l’inviato de Le Iene, Antonino Monteleone, autore di inchieste giornalistiche sul suicidio di David Rossi, responsabile della comunicazione di Mps.