L’aspetto colto e quello ludico, la provocazione intellettuale e l’affermazione del divertimento puro. Tutto questo è Umberto Eco, uno degli intellettuali italiani più completi, autorevoli e versatili della seconda metà del Novecento; il semiologo che ha impresso un marchio indelebile non solo nell’ambito accademico del nostro Paese, ma soprattutto nella cultura di massa.
Così, a pochi giorni dal secondo anniversario della sua morte, il 19 febbraio, pubblichiamo uno dei suoi giochi linguistici preferiti, quello di parole, apparso nel marzo 2002 su Golem l’Indispensabile (nata nel 1996 su iniziativa di Eco, Gianni Riotta e Danco Singer, fu il primo esempio al mondo di rivista culturale italiana pensata specificatamente per il web).
Storielle, come le definisce Eco, poi diventate un capitolo del libro “Sator arepo eccetera” (il nome del quadrato magico leggibile in qualsiasi verso e direzione), edito da Nottetempo e pubblicato nel 2006. Eco stupisce semplicemente con dei raffinati esercizi di stile: quartine fatte di omonimi, omofoni e omografi, che l’autore ha realizzato in maniera privata, per diletto e passatempo. Sul filo dell’ironia e della genialità, il grande semiologo va oltre il rapporto tra piano della forma e piano del significato e – come spiega all’inizio del suo scritto – si diverte con parole uguali per suono ma con significati diversi, o parole con grafia diversa che suonano allo stesso modo, perché tutto diventa un gioco di divertita complicità con lo stesso lettore.
E anche se non si ha l’onore di far parte degli “amici dell’Oulipo” (l’officina matematico-artistica nata dal sogno di fondere letteratura e scienze esatte), si può comunque godere dell’ennesimo rompicapo del prestigiatore di parole.
Alcune di queste storielle presentano degli omonimi (come granata – pietra – e granata – bomba), altri invece degli omografi (come capitàno e capitano) e altri ancora omofoni (come bardo e Bardot); si tratta di altrettanti incoraggiamenti all’ambiguità, offerti, come tali, sere fa, agli amici dell’Oulipo.
La tempesta
Il grande anglista, in un momento prospero
scrisse un saggio su Ariele (e anche su Prospero).
“Ai miei lettori non importa un prospero”,
disse, “ma a me non può che far buon pro’ (spero)”.
Sogno di Achab
Dopo aver catturato la balena
farei un busto con la sua balena…
Ed è nel viaggio che l’idea balena
da Basilea al Vesuvio (Bâle-NA).
Dolce Gabbana
Sarto qual son, un giorno lesto abbordo
una dama assai bella e d’alto bordo,
e con mano leggera ecco le bordo
al fondo della veste un vago bordo,
con una delicata tinta bordò.
E questo avviene in un incontro a bordo
del Transeuropa da Nimega a Bordeaux.
Progetto infame di pellicciaio
Da William mi travesto, ecco mi bardo
in modo da sembrare quel gran Bardo
Poi un calice colmo offro, ed al bar dò
(come alla Rosamunda il gran Lombardo)
alla mia arcinemica Brigitte Bardot.
Fan esagerato
Siccome Pavarotti non è un cane
ed io gli son devoto come un cane,
l’affronto, del revolver alzo il cane
ed in latin gli grido: “Cane, cane!”
Matrona longobarda ripudiata
Cuoceva male tutti gli alimenti,
si pretendeva un angelo (Ali? Menti!)
Divorziare? E chi paga gli alimenti?
La spedii al confino: “A limen, ti!”
Amorosi sensi
Alla mia bella dissi un giorno “gioia,
io voglio solamente la tua gioia,
per cui io ti regalo questa gioia,
poi ci faremo un viaggio a Tauro Gioia”.
Scavezzacollo
Per andare all’esame e fare un tema.
Un giorno un giovanotto senza tema
Chiese “Papà, mi presti la tua Tema?”
Gli rispose il papà: “Non è ch’io tema,
ma lascia ch’io mi chieda: Guidar te? Mah!”
Santa lebbrosa
“Perché la faccia, ch’era un giorno rosa,
e profumava come fosse rosa,
poi che presi la lebbra ho tutta rasa?”
Lo chiedeva a san Ro. Perché Ro sa.
Non fare mai troppi sforzi
Mi fan male le spalle e pure il collo
per via che ho trasportato quel gran collo.
Della bottiglia ora mi attacco al collo.
Mi siedo, disegnando come Giotto, coll’O.
Visita
Dottor, sono malato. Io ritengo
Che un bidone d’urina io ritengo.
Ghiottone
Goloso, la mia pesca io mi pelo,
col succo imbratto i baffi e tutto il pelo.
L’osso quasi inghiottivo, per un pelo!
Astutissimo dirigente
Filippo nell’azienda è solo un quadro
ma appende nell’ufficio suo un gran quadro,
più che rettangolare, proprio quadro,
e pensa: “Chi mi vede in questo quadro
crederà che son bravo e i conti quadro!”
Competizione sfrenata
Salvatore, che è un gran calcolatore,
per batter gli altri, col calcolatore,
ora lavora. Orsù, calcola, Tore,
e arrivi primo! Che calcolatore!
Bibliofilia
Trovò il bibliotecario un dì un volume
Di un inconsuetissimo volume
(ne calcolò perimetro e volume)
e poi per legger disse: “ora vo’ lume!”
Detti memorabili dei padri del deserto
Un giorno una bestiola, all’eremita,
parve un paguro al povero eremita,
che disse: Ecco Bernardo l’Eremita!
De musica
Per fare ciò che faccio ho un buon motivo
(me ne convinco, e quindi mi motivo):
compongo per il piano un bel motivo,
seguendo passionali moti vo,
e cantare, mio caro, mo’ ti vo’.
Impiegato fannullone
Lascia l’ufficio e, mangiando una pesca,
ogni mercoledì va P. a pesca
e molti pesci e pesciolini pesca.
Ma al ritorno il suo capo urla: P., esca!”
Casual
Se vuoi dei comodissimi vestiti
con la T-shirt, caro Gustavo, vèstiti,
su dammi ascolto, indossa e vesti T!
Sono soldi benissimo investiti!
Sciocchino
“Come si chiama quel Rabanne, Pacco?”
“Se mi dici così mi fai un pacco!
Empi di ghiaccio, prego, questo pacco,
e sulla testa fatti un bell’impacco!”
Giornalista inabile spendaccione
L’articolo che hai fatto io cestino.
La nota spese butto nel cestino.
Il vagon restaurant? Mangia al cestino!
Ed usa una valigia! Cesti, no!
Esortazione a un’imperatrice
Lea, dell’Oriente grande Basilea,
vai da Bisanzio sino a Basilea.
Conquistala, poi ll ti basi, Lea!
Aurora boreale con psicanalista
A mezzanotte tutto intorno luce,
si diffonde nel cielo una gran luce.
Risparmio la bolletta della luce
e mi guardo beato anche il Film Luce
con quella Irigaray, la cara Luce,
benché in geografia certo non luce
e mi domanda: “In Piemonte, Lu’ c’è?”
Letterato
Leggo strane avventure sul mio libro,
fantasticando nel cielo mi libro.
Certo non vo alle corse e non allibro!
Desideri e doveri io ben calibro,
non son materialista di quel calibro.
Esortazione a una èpave.
Disperata perché hai perso il bus, sola
ti senti? Orsù non perdere la bussola,
studia il cammin guardando la tua bussola,
chi ha fede in sé giammai non si scombussola.
Fantasiosa e ghiottona
Racconti storie, tu, con la tua penna,
di uccellini che han perso la lor penna,
e poi al pomodor ti fai la penna.
Storia di Ana
Con Ana sto partendo per l’Indiana
perché originalmente era un’indiana.
Infatti veste una veste d’indiana
e se le fai domande fa l’indiana.
Monto primo sul jet, e indi Ana.
Ingerenza ecclesiastica
Pel suo sacerdotale ministero
il cardinal si reca al ministero.
Egli ha avuto dal papa un ministero:
il Pubblico far tacere Ministero
che ha messo sotto accusa il ministero.
Feticista
Quel macho castiglian vede una stanga
come Dolores. Subito la stanga
(per farlo, lui la picchia con la stanga),
e poi annusa il suo (ay, Dolores!) tanga.
Pedofilo e sodomita reale
Acceso di passion, ecco l’Infante
vorrebbe approfittarsi di un infante.
Il bimbo scappa, lui rimane infante,
chiama un soldato, e se la gode in fante.
Storie dei Caraibi
Pirati di Siviglia, proprio loro,
sul galeon volean rubare l’oro.
Li vide il pappagallo, detto Loro,
che si mise a gridare. E il capo loro
mangiò la bestia, cotta con l’alloro.
Poi rivolto alla Vergine, l’orò,
ed in spagnolo disse: “quiero l’or, o
la muerte. Yo sin l’oro lloro!”
Linguista e contestatore
Con Chomsky ed Enza m’incontro a Potenza.
Chomsky critica sempre la potenza
militare degli USA, ed in potenza
è un rivoluzionario che a potenza
eleva una sua elettrica potenza.
Ormai sedotta ama Poi Pot, Enza.
Ulivo alla Casa Bianca
Si batté Prodi, preso dallo scrupolo
di non ridur la lira a mero scrupolo.
Vinse, ed a Clinton disse “Well, I screw Polo!”
Incitamento di leghista succube
Tra siepi di Padania ed alti bossi
vado a incontrare il mio padrone Bossi
ed in anglo-latin l’incito: “Boss, i!”
Colonialisti
Se vieni a casa ci prendiamo il tè,
e so che piace specialmente a te.
lo te lo porgo un poco brusco, “teh!”
Poi andiamo in Vietnam con il T.E.
il compleanno a celebrar del Te.
Social forum
Metto la mia maglietta marca Polo
che uso per giocare a golf e a polo,
e son pronto ad andare sino al Polo
per affrontare gli uomini del Polo.
E quanto a Bossi, se raggiungo il Po, l’ò.
Bolzaneto
Per non sembrare essere di meno
disse l’agente: “Te in prigion ti meno,
perché tu sei di Francoforte/Meno,
e se fai resistenza io ti meno.
Se poi qualcun mi accusa dico: Me? No!!”
Tuta nera
Vo a Genova, mi porto anche una sbarra
e assalto chi la zona rossa sbarra.
E vola
“Per preservar la forza della razza
Mangio ogni giorno un cefalo e una razza”.
Così dicendo gode, e assai s’arrazza.