La Serie A finisce in mano agli spagnoli, anzi ai cinesi. Ma chissà che dietro questa rivoluzione non possa esserci pure una vecchia conoscenza del calcio italiano: Marco Bogarelli, ex presidente di Infront, l’uomo che fino a qualche anno fa era considerato il vero padrone del pallone, prima di essere travolto dalle indagini. Si è defilato il tempo necessario perché si calmassero le acque: la sua richiesta di arresto fu respinta, l’inchiesta archiviata, lui ne è uscito pulito. Ora è pronto a tornare, bisbigliando nelle orecchie di MediaPro consigli preziosi per accaparrarsi i diritti del campionato.
Ieri la società ha ufficializzato la cessione della maggioranza al fondo di investimento Orient Hontai Capital, che ha acquistato il 53,5% delle quote per un miliardo di euro. Il passaggio ai cinesi dovrebbe rafforzare la solidità del gruppo, che nel 2016 ha fatturato 1,5 miliardi di euro con un utile di 162 milioni, e ora punta a espandersi in Italia. A inizio febbraio, come detto, la Lega calcio ha votato una svolta epocale, dicendo addio al duopolio Sky-Mediaset e affidandosi agli spagnoli per trasmettere i campionati 2018-2021. E da allora le voci, più o meno maligne, si rincorrono: “Dietro c’è Bogarelli”.
Non è un mistero, del resto, che lui sia grande amico di Taxto Benet, fondatore e tuttora azionista (col 12%) di Media Pro. I due si conoscono da anni, in passato avevano pensato di mettere su una società insieme: ai tempi d’oro di Infront, Taxto era presenza abituale negli uffici milanesi. E così quando nel bel mezzo della trattativa privata MediaPro ha tirato fuori l’ipotesi del cosiddetto “canale della Lega”, uno dei pallini di Bogarelli, in molti hanno fatto 2+2. Per il momento non se ne farà nulla, salvo parere contrario da parte dell’Antitrust (se l’Autorità dovesse bocciare il bando, la Lega punterà direttamente sul canale con MediaPro). Ma Bogarelli, che per ora si è limitato a dare qualche suggerimento a titolo gratuito, potrebbe essere della partita in ogni caso.
In realtà il manager, uscito dalla porta di Infront con tanto di “obbligo di non concorrenza” per impedirgli di svolgere incarichi nell’ambiente, è già rientrato dalla finestra da un po’ di tempo: negli scorsi mesi ha svolto una preziosa consulenza per la Lega Pro, facendo da intermediario per la cessione dei diritti tv della Serie C a Eleven (gruppo che ha rilevato Sportube e il canale della Lega). La clausola sottoscritta valeva solo per Serie A e Serie B, all’epoca nessuno si pose il problema che il grande Bogarelli potesse ripartire dal basso della terza serie. Adesso pensa a una nuova scalata.
L’occasione potrebbe dargliela, suo malgrado, proprio la sua ex azienda, e l’accordo stipulato con MediaPro. Di sicuro le parti ci stanno pensando: lui sarebbe felice di mettersi a disposizione e di recente gli spagnoli hanno sondato il campo in via Rossellini sul suo ritorno (con esiti contrastanti). MediaPro ha appena aperto la sua filiale italiana, e deve dotarsi in tempi stretti di una intera governance: il primo nome sulla lista non poteva che essere il suo. Un rientro in grande stile, da amministratore delegato o addirittura presidente, sarebbe davvero clamoroso. Forse troppo. Più facile che per lui possa esserci un posto nel board degli advisor: una sorta di consigliori, grande saggio del nuovo, vecchio corso della Serie A. Per ora MediaPro precisa che “Bogarelli non lavora per il gruppo, anche se ne conosciamo il grande prestigio professionale”. Praticamente un’investitura.
C’è chi è pronto a riaccoglierlo a braccia aperte: il manager con un passato in Fininvest è da sempre vicino ad Adriano Galliani, che dopo aver lasciato il Milan è stato nominato presidente di Mediaset Premium e ora sarà candidato da Forza Italia (proprio come Claudio Lotito, altro amico di vecchia data) in Parlamento, dove magari continuerà a occuparsi di sport e diritti tv per conto di Berlusconi.
Con Bogarelli al timone di Infront, Mediaset ha sempre fatto ottimi affari nel pallone e adesso è tra i principali beneficiari dell’arrivo sul mercato degli spagnoli, che indebolisce la posizione di Sky e permetterà al Biscione di continuare a trasmettere le partite delle big sul digitale terrestre. Non a caso, l’azienda ha già fatto sapere di “non avere preclusioni” a trattare con MediaPro: se poi dall’altra parte del tavolo ci fosse proprio Bogarelli, sarebbe l’ideale. Proprio come ai vecchi tempi.