Il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano potrebbe essere trasferito dal Csm per incompatibilità ambientale. L’ipotesi sarà vagliata oggi dalla Prima commissione. È la Procura in cui ha lavorato Giancarlo Longo, arrestato la settimana scorsa per associazione a delinquere e corruzione, già trasferito al tribunale civile di Napoli dopo l’inchiesta a suo carico a Messina: avrebbe pilotato fascicoli di indagine per favorire i clienti eccellenti di due avvocati, Piero Amara di Catania, legale dell’Eni e Giuseppe Calafiore, anche loro arrestati. Nella stessa Procura di Siracusa ha lavorato il pm Maurizio Musco, trasferito dal Csm a Sassari dopo la condanna definitiva per abuso d’ufficio e in primo grado per tentata concussione.
Il Fatto ha visionato la relazione all’attenzione del Csm su Giordano: emergono dalle audizione dei pm “sintomi di lacerazione del rapporto fiduciario” con i suoi sostituti, “significativo appannamento dell’esercizio indipendente e imparziale dell’attività giudiziaria” dopo che nonostante le segnalazioni su diverse “anomalie” nella conduzione di indagini da parte di Longo e Musco in testa, Giordano “ha spesso cercato di minimizzare gli accadimenti e di disincentivare, se non di ostacolare le segnalazioni”.
Si ricorda l’indagine sul presunto tentativo di Longo e dell’avvocato Amara di danneggiare l’inchiesta Eni del pm di Milano Fabio De Pasquale a carico dell’ad Claudio Descalzi per corruzione internazionale in Nigeria: “Preme segnalare l’anomalia relativa al procedimento per il presunto complotto ai danni” di Descalzi. Una denuncia racconta il falso: un dossier contro l’ad Eni scritto da fantomatici nigeriani. È Longo che quel 14 agosto 2015, da procuratore facente funzioni, si autoassegna il fascicolo e “in violazione delle disposizioni” di Giordano non informa né il procuratore né l’aggiunto Fabio Scavone. Ma Giordano “ha lasciato Longo nel settore reati di pubblica amministrazione e l’ha poi inserito in quello reati tributari nel quale vi erano procedimenti relativi a membri del gruppo Frontino”. Concetta Frontino è la compagna dell’avvocato Calafiore.
Ci sono anche altri episodi emblematici di inquinamento ambientale denunciati coraggiosamente da alcuni pm: di fronte alle informazioni del pm Davide Lucignani su una vicenda di presunto favoritismo del collega Longo nei confronti di membri del gruppo Frontino, indagati per reati tributari, il procuratore Giordano, sbottò: “‘Basta con questi esposti, Longo è uno dei migliori sostituti che abbiamo in questa Procura”.
Per Giordano “la frase è da inquadrare nella mia abitudine di parlar bene di tutti con tutti”; inoltre, “l’avvocato Calafiore è rimasto un’ora e mezza” nell’ufficio di Giordano, ha raccontato il pm Nitti, “nel giorno in cui una consigliera comunale, assistita da Calafiore, ha accusato di gravi reati” i pm Lucignani, Palmieri e Nicastro, tra i denunciati del “sistema Siracusa”. Giordano non ci sta a passare per il procuratore alla don Abbondio e rivendica “5 segnalazioni disciplinari contro il dottor Longo e il suo esonero” da nuovi procedimenti e udienze, in seguito all’indagine della Procura di Messina, nata dall’esposto di 8 pm di Siracusa, contrario Giordano.
Ma dopo il trasferimento di Musco e Longo il clima è più disteso? Mica tanto. I sostituti hanno raccontato di un tentativo, fallito, del procuratore di far scrivere loro una lettera al Csm per raccontare di una realtà migliorata. Secondo i pm, Giordano ha ancora del “risentimento” per le critiche secondo lui “immeritate”.