L’ultimo show Netflix di Dave Chappelle, The Closer, ha suscitato le proteste della comunità Lgbtqia+ e delle associazioni per i diritti civili a causa delle sue gag transfobiche e omofobiche. Era già successo dopo ciascuno dei cinque special precedenti, per lo stesso motivo. Continuiamo a passare in rassegna quelle gag perché è sempre meglio sapere di cosa si parla; poi le commenteremo, evitando per quanto possibile di sederci, in paramenti pontificali, sulla sedia gestatoria della comicità. La questione ci riguarda: guardate le destre al Senato che esultano per la bocciatura del Ddl Zan: bit.ly/3mjnNfQ.
CHAPPELLE: “A volte, la cosa più divertente da dire è cattiva. È una posizione difficile in cui trovarsi. Quindi dico molte cose cattive. Ma ricordatevi: non le dico per essere cattivo. Le dico perché è divertente. Tutto è divertente finché non capita a te”.
“A essere sincero, brutalmente, l’unico motivo per cui mi sono mai arrabbiato con la comunità transgender è perché ero in un club di Los Angeles e ho ballato con una di loro per sei canzoni di fila. Non ne avevo idea. Poi si sono accese le luci e ho visto le nocche. Ho detto: ‘Oh, no!’. E tutti ridevano di me. Star mondiale. Ho detto: ‘Perché non mi hai detto niente?’. Poi ho sentito quella voce sensuale: ‘Non ho detto niente, Dave Chappelle, perché mi stavo divertendo molto. E non ero sicura di come ti saresti sentito al riguardo’. Ho detto: ‘Lo sapevi, come mi sarei sentito’. E lei: ‘Sto andando a casa. Non voglio problemi da te’. Ho detto: ‘Casa? Sono rimaste solo due canzoni. Voglio dire, potremmo anche finire la notte’. E abbiamo finito per fare colazione insieme. Oh, crescete: questo non mi rende gay. Le ho scopato solo solo le tette. Quelle tette sono vere come tutte le tette di Los Angeles. Erano le due del mattino. Stavo solo prendendo in prestito un po’ di attrito da una sconosciuta”.
“Era un ragazzo di 14 anni. E Kevin Spacey gli si avvicina a un party. Ironicamente, il ragazzo è cresciuto ed è gay. Il che significa che Kevin Spacey può sniffarne uno come un maiale da tartufi. (Annusa) ‘Sì, è uno come me’. E non per biasimare la vittima, ma mi sembra il tipo di situazione in cui va a cacciarsi un gay di 14 anni. Perché ho frequentato una scuola d’arte. Ed erano tutti gay. Alle superiori. Erano tutti gay. E i gay sono molto più maturi di tutti quanti noi… Scherzi a parte, Kevin Spacey non avrebbe dovuto fare quella stronzata a quel ragazzo. Aveva 14 anni ed è stato costretto a portare con sé il segreto di un uomo adulto. Per 30 anni. Cristo, deve aver rotto le cuciture con quello. La parte più triste è che se manteneva quel segreto per altri sei mesi adesso saprei come finisce ‘House of Cards’”.
“Non sono venuto qui per avere ragione, sono venuto qui solo per cazzeggiare”.
“Per la strada sono noto come incolpatore di vittime. Se qualcuno viene da me tipo ‘Dave, Dave, Chris Brown ha appena picchiato Rihanna’, io dico: ‘Bè, lei cos’aveva fatto?’. ‘Dave, Michael Jackson molestava i bambini’. ‘Bè, loro cosa indossavano in quel momento?’. Non credo che Michael Jackson l’abbia fatto. Ma sapete cosa? Se anche l’avesse fatto… Capite cosa intendo? Voglio dire: è Michael Jackson. So che più della metà delle persone in questa stanza è stata molestata nella sua vita. Ma non era Michael Jackson, vero? Questo ragazzo si è fatto succhiare il cazzo dal Re del Pop. Tutto quello che otteniamo noi sono Giorni del ringraziamento imbarazzanti per il resto della nostra vita. Sai quanto deve essere stato bello andare a scuola il giorno dopo quella stronzata? ‘Ehi, Billy, com’è andato il fine settimana?’. ‘Com’è andato il mio weekend? Michael Jackson mi ha succhiato il cazzo! Ed è stata la mia prima esperienza sessuale. Se sto iniziando da qui, allora il limite è il cielo!’”.
(5. Continua)