Esiste una strana geometria nel mercato automobilistico dell’anno appena cominciato, una serie di debutti che sembrano surreali se la parola d’ordine è quella della lotta alle emissioni. Sotto i riflettori finiscono i super suv dei marchi del lusso estremo: Rolls Royce e Aston Martin entrano dove Lamborghini si è appena insediata con la sua Urus, mentre Ferrari ammette apertamente l’esistenza di un progetto in tal senso. Dal basso, usando un eufemismo, Audi e Bmw rilanciano con vetture ancora più grandi dell’attuale top di gamma.
C’è una ragione che viene in mente per prima, tutta economica. Un marketing costretto a scendere dal piedistallo del design etereo per tenere conto dell’obbligo di ringiovanire i marchi, legati finora a formule di vetture classiche, che mantenevano lo stesso appeal o quasi tanto sul mercato del nuovo che su quello dell’usato. Un fatto commerciale neanche di poco conto nelle economie emergenti, dove il tasso di sostituzione delle auto di lusso è altissimo. Niente in contrario, però, se la comodità si incastra perfettamente con la convenienza, se cioè l’idea di un lusso più alto permette di uscire in modo brillante e redditizio dall’angolo della limitazione alle emissioni imposte ai costruttori. Parlare di una generazione di sport utility super premium e abbinarli alla tutela dell’ambiente è, insomma, una contraddizione in termini. Secondo le più recenti rilevazioni degli analisti della P.A. Consulting, praticamente tutti i costruttori sono destinati ad avere problemi nel rispettare i limiti sulle emissioni di emissioni di Co2 imposti per il 2021.
Attenzione però alla definizione: stare entro le regole significa poter garantire non oltre 95 grammi al chilometro, ma non per ogni singola vettura, bensì “sulla media della gamma”. Un calcolo che non tiene conto dei modelli più venduti ma di tutti quelli possibili da mettere a listino. Super suv come ad esempio Rolls Royce Cullinan, pronta al debutto in marzo tra aplomb british quasi impeccabile e trazione integrale immancabile, con una carrozzeria lunga non meno di 550 cm. Nasce ora a benzina per diventare ben presto ibrida, il destino ancora più prossimo della capostipite di questo segmento di vetture, Bentley Bentayga, ma anche di Aston Martin Dbx e delle nuove Audi Q8 e Bmw X7. L’incastro è perfetto, la doppia motorizzazione e la sua disponibilità di accelerazione istantanea passa per un valore aggiunto di una vettura a trazione integrale, quando poi è nella sostanza un escamotage ideale per abbattere la media emissioni, con un modello che nasce con un livello di prezzo improponibile ovunque. Salvo nell’unico piano attico dove i clienti non hanno mai avuto limiti di spesa.