Da ieri in libreria per La nave di Teseo La Collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati, catalogo della mostra inaugurata sabato scorso e che sarà possibile ammirare presso il Castello Estense di Ferrara fino al 3 giugno.
Sfogliare il volume significa attraversare una mirabile sintesi dell’arte italiana insieme alla storia privata della famiglia Sgarbi (i figli Vittorio ed Elisabetta rendono omaggio ai compianti genitori Rina Cavallini e Giuseppe Sgarbi). Una corrispondenza che rende lustro al collezionismo privato perché tra ritrovamenti fortunosi negli antiquari e aste setacciate e combattute, gli Sgarbi hanno salvato dalla dispersione migliaia di opere (in linea con l’inesausto impegno pubblico di Vittorio nel salvaguardare le rarità del nostro patrimonio) e restituito alla collettività tesori altrimenti sommersi. La casa di Ro Ferrarese, “un’opera aperta”, cenacolo di artisti e intellettuali, tra i quali Moravia e Eco, si è trasformata negli anni in un museo privato grazie all’intraprendenza e alla passione di mamma Rina, abilissima “ammazza-aste”. Il recupero di dipinti e sculture, in un illuminato e rinnovato “Viaggio in Italia” (così Claudio Magris in uno dei contributi al catalogo), restituisce soprattutto la storia e la geografia della città di Ferrara con quell’argine del fiume Po a fare da scenografia alla villa di famiglia, esplorato e raccontato dalla trilogia cinematografica di Elisabetta (Uomini del Delta. Un viaggio sul Po, 2017) e sublimato dall’opera postuma di papà Giuseppe, Il canale dei cuori, in libreria per Skira.
Dalle pareti di casa migrano alle pareti di 15 sale del Castello Estense, in uno spirito da “museo dell’anima”, una selezione di 130 opere in un orizzonte temporale che va dalla fine del Quattrocento alla metà del Novecento: da un capolavoro del Rinascimento come il San Domenico in terracotta di Niccolò dell’Arca a opere del seicento italiano come la Cleopatra di Artemisia Gentileschi, La vita umana di Guido Cagnacci e il Ritratto di Francesco Righetti del Guercino, ai ritratti di Lotto e Hayez. Nutrita la pattuglia dei maestri della scuola ferrarese nei secoli: da Cicognara a Previati, passando per Nicolò Pisano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Sebastiano Filippi detto il Bastianino, Filippo de Pisis e altri.
Elisabetta, riferendosi alla sua storia familiare, scrive che queste opere “sono le mura della nostra identità”. E certo anche della nostra, di tutti gli italiani assetati di Bellezza.
La collezione Cavallini Sgarbi – Castello Estense, Ferrara. Fino al 3/6