E dunque ci risiamo. Domani ricomincia Sanremo, il primo Festival dopo quelli di super Carlo, campionissmo di ascolti (nel 2017: 50,7% lo share medio e 10.848.239 spettatori). Numeri che avevano stroncato sul nascere le polemiche sul cachet di Conti (650mila euro, 100mila in più del 2016), insieme alla non trascurabile circostanza che la “spalla” del conduttore era Maria De Filippi che quelle cinque prime serate le aveva fatte gratis. Da qualche edizione ormai il Festival è un evento virtuoso: fa guadagnare e non perdere la Rai. Quest’anno la squadra di conduzione costerà di più: a Claudio Baglioni andranno 600 mila euro; a Michelle Hunziker 400mila; a Pierfrancesco Favino 300 mila euro. Totale: un milione e300mila. Se vi sembrano molti, basta ricordare che la Hunziker, valletta a Sanremo 2007, prese 1 milione di euro. Stessa cifra per Paolo Bonolis nel 2009 e Giorgio Panariello nel 2005.
Vil denaro a parte, cominciamo dai fatti per capire che Sanremo sarà (non è semplice, perché l’entourage di Baglioni è molto riservato e le prove si stanno svolgendo a porte blindate, pare anche per i funzionari Rai). Il Festival numero 68 inizia domani, come di consueto al Teatro Ariston per chiudersi sabato notte.
Venti big in gara: Annalisa (Il mondo prima di te), Enzo Avitabile e Peppe Servillo (Il coraggio di ogni giorno); Decibel (Lettera dal Duca); Diodato e Roy Paci (Adesso); Elio e le Storie Tese (Arrivedorci) Ermal Meta e Fabrizio Moro (Non mi avete fatto niente), Giovanni Caccamo (Eterno), Le Vibrazioni (Così sbagliato), Lo Stato Sociale (Una vita in vacanza), Luca Barbarossa (Passame er sale), Mario Biondi (Rivederti), Max Gazzè (La leggenda di Cristalda e Pizzomunno), Nina Zilli (Senza appartenere), Noemi (Non smettere mai di cercarmi), Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico (Imparare ad amarsi), Roby Facchinetti e Riccardo Fogli (Il segreto del tempo), Red Canzian (Ognuno ha il suo racconto), Renzo Rubino (Custodire), Ron (Almeno pensami), The Kolors (Frida). Nelle ultime due serate a decidere il vincitore contribuirà anche la “Giuria degli esperti”: la presiede il cantante e compositore Pino Donaggio (Io che non vivo eccetera) e, tra gli altri, ne fanno parte Giovanni Allevi, Gabriele Muccino e il nostro Andrea Scanzi.
Sul fronte dei biglietti, il costo dei singoli posti è stato rivelato negli ultimi giorni: oltre agli abbonamenti per tutti e cinque i giorni, i prezzi per le singole serate vanno dai 100 euro per un posto (in galleria) nelle prime quattro ai 660 euro per la finale (in platea).
Quanto alla formula, la competizione sarà molto attenuata dall’assenza di eliminazioni, che secondo Baglioni sarebbero state umilianti per gli artisti. Tutti in gara fino a sabato, quindi. Pare, ma di questo non siamo certi, che non sarà resa pubblica nemmeno una classifica di massima che aggiungerebbe un po’ di pepe al tutto (su questo la Rai sta cercando di insistere col “dittatore artistico”, come lui stesso scherzando si definisce).
Al posto della tradizionale serata cover, ci saranno i duetti con le venti canzoni in gara. E questa è un’altra delle questioni che agita i piani alti di Viale Mazzini, dove si respira preoccupazione per uno spettacolo che si teme “troppo canoro” e poco televisivo, con meno appeal in termini di audience. Non sarà semplice eguagliare lo share di Carlo Conti, sulla cui base sono stati venduti gli spazi pubblicitari: se fosse molto più basso, gli inserzionisti avrebbero diritto a spazi aggiuntivi come risarcimento.
Ma non è detto, visto che la paura di un flop ha innescato una vorticosa corsa all’ospite “acchiappapubblico”: per la prima serata ci saranno Fiorello (convinto dal pressing del dg Mario Orfeo) e Laura Pausini. La super coppia dovrebbe aiutare a far salire gli ascolti del battesimo di domani: è un passo importante perché di solito il debutto segna il trend delle serate successive.
Si dice che potrebbero arrivare alcuni tra gli ex conduttori del Festival (Pippo Baudo per i 50 anni del suo primo festival) e, se è vero quello che ha scritto il settimanale Spy, anche la mitica Franca Leosini, regina di Storie maledette. Attesi pure Gianni Morandi, Biagio Antonacci, i Negramaro, il trio Pezzali-Renga-Nek, Gianna Nannini, Gino Paoli, i tre tenorini del Volo, Giorgia, Danilo Rea, Piero Pelù e i Maneskin. Tra gli stranieri, Sting, Shaggy e James Taylor. Si fa prima a dire chi non ci sarà.
Siccome a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre, qualcuno ha fatto notare che molte (troppe) di queste star sono della scuderia di Friends and Partners (F&P Group), la stessa di Claudio Baglioni: come ha sottolineato Il Giornale, “il direttore artistico, cioè colui che sceglie cantanti e ospiti, e presentatore del Festival”. La società (che appartiene all’etichetta discografica Warner Music) gestisce undici big in gara su venti (Red Canzian, Mario Biondi, Facchinetti-Fogli, The Kolors, Elio, Noemi , Ron, Ornella Vanoni, Annalisa, Fabrizio Moro). Il conto totale per ora è di 22 artisti di Friends and Partners, compreso Giorgio Panariello che dovrebbe portare a Sanremo un pezzo comico.