“Sarà un tour di denuncia, per risvegliare la memoria. Ricorderemo chi è Silvio Berlusconi, quello che tiene per le palle Matteo Salvini, e chi è Carlo De Benedetti, quello che tiene per le palle Matteo Renzi”. Giovedì Alessandro Di Battista, la star a 5Stelle che non si è ricandidata, riparte per un tour elettorale di un mese. Inizierà a Viterbo con Roberta Lombardi, e continuerà in luoghi simbolici: dal paese di Renzi, Rignano sull’Arno, a Bolzano “dove hanno paracadutato la Boschi” e Corleone. Per chiudere a Roma il 2 marzo, con il comizio finale del M5S (probabilmente in piazza del Popolo).
Crede di poter spostare voti?
Io di consenso ne ho avuto tanto. E comunque andrò a presentare il nostro programma di governo. Ma poi ci sarà la parte sulla memoria.
Cioè?
In ogni piazza inviterò sul palco due persone che racconteranno la storia politica e giudiziaria del leader del centrodestra, Silvio Berlusconi e di Carlo De Benedetti, il leader del centrosinistra. Ora sono sulla stessa sponda, terrorizzati dal Movimento.
Riecco i 5Stelle forcaioli.
Leggerò pezzi della sentenza su Dell’Utri, cosa c’è di giacobino? Ricorderò che, tramite la sua mediazione, Berlusconi ha stretto patti con la mafia.
Dell’Utri sta molto male: non andrebbe scarcerato?
No, è una persona ad alta pericolosità sociale.
Il suo tour d’attacco sembra fuori sincrono con il M5S attuale, in giacca e cravatta. Ormai siete un partito: è una mutazione.
No, è un’evoluzione. Siamo l’unica forza politica di massa rimasta in Italia, ed era normale che ci aprissimo verso l’esterno. Dopodiché non credo che nel 2013 non ci fossero avvocati o professionisti tra i nostri elettori.
Avete spalancato le porte a esterni di ogni tipo. E al raduno di Pescara si parlava solo di voti e cordate.
Queste cose non le ho sentite. Ed è solo positivo l’aver messo in lista delle eccellenze: sostenevo da tempo che bisognava aprire agli esterni.
Gli esclusi da liste e Parlamentarie sono furibondi. Meritano spiegazioni.
Noi siamo gli unici a far votare la gente, e il capo politico Di Maio e il garante Grillo hanno scelto i più adatti per potere entrare nelle liste. Capisco che siano rimaste fuori bravissime persone, ma evidentemente non erano pronte.
Avevate in lista un ammiraglio consigliere del Pd. E a Firenze contro Renzi avete Nicola Cecchi, ex dem renziano e sostenitore del Sì.
Anch’io votai Pd una volta.
Fino a un anno fa Cecchi vi derideva su Facebook, lo sa?
Si può cambiare idea. Chissà quanti ex elettori di Renzi ci voteranno il 4 marzo.
Sarebbe bello chiederlo a Grillo, ma ormai lo avete messo da parte…
L’ho sentito lunedì, e ci siamo fatti un sacco di risate. Beppe è e sarà sempre il Movimento. Lui e Gianroberto Casaleggio hanno ripetuto per anni che il M5S avrebbe dovuto camminare sulle proprie gambe, ed è quello che sta accadendo.
Quanto dovete prendere per governare?
Possiamo arrivare al 35 per cento. Siamo gli unici a poter mandare a casa Salvini, che era già eletto quando io andavo ancora al liceo.
Però con Salvini potreste farci un governo. O ha preferenze?
Nessuna. Ci presenteremo al Parlamento con i nostri punti di programma, e vedremo chi ci sta.
Il vostro candidato Gianluigi Paragone ha detto di poter essere l’uomo del dialogo tra voi e la Lega (poi in serata si è corretto, ndr).
Non ho letto cosa ha detto. Noi abbiamo punti di contatto con la Lega sulla tutela dei prodotti italiani, mentre con LeU abbiamo similitudini sull’acqua pubblica. Ma conteranno i risultati delle urne.
Non vincerà nessuno e si tornerà a votare, non crede?
Questi “poltronari” non ci rimanderanno mai a votare. O nasce un governo a 5Stelle, oppure faranno il grande inciucio con Pd, Forza Italia, una gran parte di LeU guidata da D’Alema e la parte maroniana della Lega.
Oppure pur di salvarsi potrebbero anche appoggiare un governo Di Maio.
È un rischio. E infatti la gente deve votarci per evitarlo.
E per il referendum sull’euro, non deve più votare?
Ora c’è la possibilità di ottenere a livello europeo migliori condizioni per l’Italia a causa della debolezza dell’asse franco tedesco. Poi si vedrà.
Cosa farà dopo il 4 marzo?
A giugno partirò con la mia compagna e mio figlio per un viaggio di un anno tra Stati Uniti e Sudamerica. Voglio raccogliere le idee politiche degli altri Paesi e poi scrivere, per raccontare ciò che vedrò.
Tornerà in Parlamento.
Non so, nessuno è indispensabile. Pensavano che il M5S fosse solo Grillo e Casaleggio, e invece ora va avanti sulle sue gambe. Può farlo anche senza di me.