Un tempo erano solo stelle e ora sono pieni di stellette, nel senso dei militari. Nel 2013 portarono in Parlamento (anche) carneadi che discettavano di sirene e scie chimiche, e oggi invece hanno liste che traboccano di docenti universitari, avvocati e giornalisti. Però nel giorno in cui Luigi Di Maio presenta a Roma i suoi esterni, quelli “competenti”, candidati a decine nei collegi uninominali, i 5Stelle sbattono contro se stessi. Perché scoprono di avere messo in lista due ex candidati in civiche collegate al Pd, e un ex dem: l’avvocato Nicola Cecchi, iscritto al Pd fino al 2016, già sostenitore del Sì nel referendum costituzionale, che nel collegio di Firenze se la vedrà proprio con lui, Matteo Renzi. E il fu premier infierisce: “Mi fa piacere che i 5Stelle trovandosi a corto di candidati prendano i nostri”. Un requiem, dopo che il Movimento aveva fatto in tempo a far ritirare da un collegio a Roma l’ex ammiraglio e comandante della Nato, Rinaldo Veri. Ieri l’avevano presentato per primo, da fiore all’occhiello. Ma appena pubblicate le liste hanno scoperto che Veri è anche un consigliere comunale di una lista civica collegata del Pd a Ortona (Chieti), dove si era presentato come candidato sindaco. “Non sapevo che non ci si poteva candidare se già eletti con altri” ha giurato poi il graduato. E grazie lo stesso.
Peccato per il candidato premier e capo politico Di Maio, che in mattinata esultava: “Ora provate a dire che non siamo competenti”. Con lui, nel Tempio di Adriano a due passi dalla Camera, medici, ricercatori, atleti e un magistrato. I volti delle liste per gli uninominali a 5Stelle, specchio del nuovo Movimento tutto borghesia e curriculum. Ma le grisaglie le hanno reclutate di corsa, molte negli ultimi giorni. Così, ecco un altro caso: Renato Scalia, ex ispettore capo della Dia, candidato a Empoli contro Luca Lotti. In sala si definisce “giustizialista”, se la prende con “lo Stato che spesso sta coi carnefici”. Nel 2014 però si era presentato a Firenze con la Lista Nardella, sindaco renzianissimo. “Era solo una civica e non l’hanno eletto” provano a tamponare. Ma le regole direbbero altro, per il simil partito dove il fondatore Beppe Grillo lo cita solo Elio Lannutti, dopo tre ore di presentazione. E l’applauso è sbrigativo. Ora guida Di Maio, che ripete: “Abbiamo molti professionisti, reggono il Paese”.
È lui, il presentatore che introduce gli ospiti e fa la smorfia a chi si dilunga. E il primo della fila è l’ammiraglio Veri. “Non parlo politichese e non sono un politico” declama. Poco più tardi si scoprirà la verità, evidente anche su Wikipedia. “Si era presentato lui al comitato elettorale di Roma domenica, proponendosi” raccontano dal Movimento, che lo sostituisce con Carla Ruocco. Ma prima sfilano candidati, e la frase rituale è “non sono un politico”. E compaiono professionisti come il cardiochirurgo Gino Di Manici Proietti. O il presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, Mauro Vaglio, un nome che sposta voti. Mentre nel M5S fanno i conti: “Stando agli ultimi sondaggi, abbiamo 180 deputati e 80 senatori”. La somma fa 260 eletti, “ma possiamo arrivare a 300”. Ad occhio troppo. Ma Di Maio, assicurano, ci crede. E oggi sarà a Londra, per rassicurare americani della grande finanza e industriali. Prima però continua a presentare candidati.
E la star è l’ex nuotatore olimpico Domenico Fioravanti. Ma c’è anche un ex judoka bronzo ai Giochi, Felice Mariani. Intanto spunta Vincenzo Spadafora, responsabile delle relazioni istituzionali per Di Maio: candidato nel collegio di Casoria, feudo del centrodestra, confinante con quello di Acerra dove correrà il capo politico. Dal palco invece il comico Paolo Maria Veronica prova la battuta: “Quando mi hanno chiamato ho chiesto, ‘ma di comico non ne avete già uno?’”. Però ridono in pochi. Chiude il capitano di fregata Gregorio De Falco, poi sorrisi e foto di gruppo. In serata Di Maio a Otto e mezzo si dice “disponibilissimo” a un confronto in tv con Renzi. Ma sulle agenzie si parla di Cecchi, che da dem su Facebook infieriva contro il M5S. E adesso prova a spiegare: “Se conosci il Pd di Renzi l’unica cosa da fare è evitarlo, chiuderti la porta alle spalle e andare via”. Amen.